venerdì 2 ottobre 2009

I LIBRI DI SATIRA VALGONO LA PENA, QUESTO VALE DI PIU’

Si, pubblicità sfacciata e senza fronzoli, quando il risultato finale è quello descritto dall’autore divento faziosa, di parte, da non trascurare che ho risolto un paio di pensierini per Natale,  cosa aspettate?

Le mie vignette diventano libro e nasce iPOD nano, la mia prima raccolta satirica.
122 pagine piene zeppe di vignette con la prefazione dell'amico Gianfranco Uber.
Il ricavato della vendita andrà devoluto interamente ad una casa famiglia della Sicilia 
con il desiderio di regalare un sorriso ad ogni bambino ospitato, attraverso un piccolo dono di Natale.
Se volete partecipare trovate sotto il link per poter acquistare il libro.
€ 7,50
Grazie
Luigi

 

Ps: visto che continuo ad essere una imbranata nel fare copia e incolla o linkare indirizzi, nel caso qualche finestra non si aprisse, cliccate sull’indirizzo dell’autore, da lui funziona tutto…ai signori che citavamo ieri, che ne direste di partecipare massivamente omaggiando le vostre segreterie di questo libro?


 

mercoledì 30 settembre 2009

LA TV PROSSIMA VENTURA

Non sono una teleutente canonica, più che guardare ascolto, RAI3 dalle 14.00 alle 15.00 e poi Linea notte.

Non sono nemmeno una nichilista, seguo: Parla con me, Che tempo che fa, Ballarò, Report, Annozero e L’infedele, ops…ho scritto seguo, mi sa che dovevo scrivere: seguivo.

E si, da come sta involvendosi il sistema dell’informazione di Stato, se voglio seguire quei contenitori dovrò sopportare “sciacquette” deliranti come quelle presenti lunedì da Lerner, ma sul serio sono ministre? E di grazia, di cosa si occupano oltre all’esaltazione del basso ventre del signor B.?

Mi sa che si è aperta la caccia al pensiero diversificato, senza omologazione del pensiero unico c’è il rischio che la democrazia abbia la meglio.

Lo spiegano e bene pure, gli amici che seguono.

MASSIMO IL POETA

Mi chiedo come faccia a scrivere poesie bellissime e illustrare vignette al vetriolo.

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TOTOCALI

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LE ERESIE DI TOTOCALI http://totocali.blogspot.com/

Lo trovate su facebook, non conosco l’indirizzo, detesto “faccia libro”

LUIGI ALFIERI in arte VADELFIO

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http://vadelfio.splinder.com/

MAX PALAZZO

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http://www.ottomax.splinder.com/

 

ROCCO GRIECO

Lui guarda al domani, la TV che verrà, somiglia a qualcuno vero?

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http://www.coriandoli.it/

 

Ma se Rocco illustra la TV prossima ventura, Luigi ha progettato il telecomando, ottimo da lanciare contro l’elettrodomestico che sciacqua i cervelli attraverso i messaggi subliminali.

LUIGI ALFIER alias VADELFIO

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http://vadelfio.splinder.com/

Noterella a piè di pagina:

Dato che questo blog riceve visite dalla linea "Presidenza del consiglio dei ministri" e dal "ministero della pubblica istruzione", da altri vari ministeri, compreso quello del lavoro, una domanda diretta:

Ma se passate il vostro tempo a girare in rete, mi fate pensare che per scrivere i decreti legge avete assunto dei "negri", non fate confusione, andate a leggervi l'esatto significato di "negro" nel campo dell'editoria.

Visto che ci siete, provate a leggere qualche trattato di "scienze politiche", ne avete bisogno, ultimamente lanciate strali anche contro gli asili nido, non vi sorge il dubbio che siete pateticamente ridicoli?

 

domenica 27 settembre 2009

PORTELLA della GINESTRA…NON E’ CAMBIATO NIENTE…ANZI…

Un commento dell’amico Paolo nel post precedente mi ha portata a riflettere.

“niente di nuovo sotto al sole” commentava Paolo, ne convenivo, ma nello stesso tempo correvo indietro con la memoria.

Lasciando da parte il periodo che mi ha vista prendere parte alle lotte per le riforme sociali, mi sono rituffata nella storia repubblicana del dopoguerra, pagine sature di eventi  che, per i dirigenti della odierna sinistra sembrano mai accaduti o accaduti su un altro pianeta,  se non addirittura scaturiti dalla penna di uno scrittore di fantascienza…

Quella che segue è una “spigolatura” su un fatto accaduto nel 1947…

La reazione del mondo politico di allora

La reazione della chiesa di allora

Luogo simbolo del movimento contadino siciliano, nel 1947 Portella della Ginestra divenne teatro di una delle più controverse stragi nella storia dell’Italia repubblicana, circa 2000 contadini, uomini, donne, bambini e anziani, si erano dati appuntamento nella Piana di Portella della Ginestra. Appostati sulle colline vicine , c'erano ad attenderli, armati di mitragliatrici, gli uomini della banda di Salvatore Giuliano.

Il capomafia di San Cipirello, Salvatore Celeste, in un pubblico comizio si esprimeva in questi termini: «Una vittoria del Blocco del Popolo sarà tanti fossi che si scaveranno per i comunisti e tanto sangue sarà sparso. I figli non troveranno il padre e la madre perché conoscete chi sono io». Di ciò si trova ampia documentazione nel verbale sulla strage indirizzato alla procura di Palermo e redatto dal questore di Palermo Filippo Cosenza l’8 maggio 1947.

Aveva appena iniziato a parlare il primo oratore, quando si sentirono i primi colpi. Per la folla non ci poteva essere scampo: alla fine si contarono 11 morti e più di 50 feriti. La notizia della strage si diffuse in tutta Italia e la CGIL proclamò per il 3 maggio uno sciopero generale.

Il ministro dell'interno dell'epoca, Mario Scelba,  escluse  in partenza la pista della strage politica. Tutte le colpe furono addossate al bandito Giuliano, malgrado il rapporto dei Carabinieri indicasse come possibili mandanti, "elementi reazionari in combutta con i mafiosi locali".

Lo stesso Giuliano fu eliminato, 3 anni dopo, dal suo luogotenente Gaspare Pisciotta che a sua volta fu avvelenato in carcere nel 1954 dopo aver preannunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella.

Nel 1947 non si festeggiava solo il primo maggio ma pure la vittoria dei partiti di sinistra raccolti nel Blocco del popolo nelle prime elezioni regionali svoltesi il 20 aprile. Sull'onda della mobilitazione contadina che si era andata sviluppando in quegli anni, le sinistre avevano ottenuto un successo significativo, ribaltando il risultato delle elezioni per l'Assemblea costituente. La Democrazia cristiana era scesa dal 33,62% al 20,52%, mentre le sinistre avevano avuto il 29,13% (alle elezioni precedenti il Psi aveva avuto il 12,25% e il Pci il 7,91%).

Si afferma la pista che porta alla banda Giuliano, il cui nome viene fatto dall'Ispettore di Pubblica Sicurezza Ettore Messana, lo stesso che l'8 ottobre 1919 aveva ordinato il massacro di Riesi (15 morti e 50 feriti) e che ora Li Causi addita come colui che dirige il "banditismo politico".

Intervento della chiesa per bocca del Cardinal Ruffini sulla strage.

Il cardinale Ernesto Ruffini, a proposito della strage di Portella e degli attentati del 22 giugno, scrive che era "inevitabile la resistenza e la ribellione di fronte alle prepotenze, alle calunnie, ai sistemi  sleali e alle teorie antiitaliane e anticristiane dei comunisti",  plaude all'estromissione delle sinistre dal governo, ma la sua proposta di mettere i comunisti fuori legge, rivolta a De Gasperi e a Scelba, rimarrà inascoltata. I dirigenti democristiani sanno perfettamente che sarebbe la guerra civile.

Assemblea Costituente. Seduta del 15 luglio 1947
Intervento di Girolamo Li Causi
LI CAUSI. Onorevoli colleghi, non è la prima volta che ci occupiano della Sicilia e credo che non sarà nemmeno l'ultima…

UBERTI. Speriamo che sia l'ultima!

PRESIDENTE. Onorevole Uberti, la prego di non cominciare ad interrompere.

MANCINI. È intolleranza!

LI CAUSI. … ed è un bene; perché il processo di chiarificazione che è in corso, determinato appunto dall'azione delle masse, deve essere condotto fino in fondo, ed è necessario che tutto il paese segua, aiuti, intervenga in questo processo di chiarificazione nella nostra Isola. Se è vero che in Sicilia recentemente, fatto, credo unico finora nella storia, è intervenuto in visita ufficiale l'ambasciatore degli Stati Uniti, che ha preso contatto col Governo regionale, ha concesso interviste, fatto delle dichiarazioni, esortato il popolo siciliano a guardarsi dal rinunciare alla libertà individuale; se è vero che l'Isola, ha una particolare importanza strategica, ci rendiamo conto come sia indispensabile che tutto il Paese, posto continuamente in sussulto da campagne di stampa sugli avvenimenti siciliani, in base a notizie deformate, esagerate o minimizzate secondo il punto di vista degli interessi, abbia la conoscenza esatta di quella situazione, chiarisca le responsabilità e soprattutto si renda conto di una situazione che nella sua sostanza è semplicissima, ma che è infinitamente complessa, complicata com'è per collusioni e legami intimi che sussistono, sulla base della struttura sociale della Sicilia, tra vita politica, mafia e banditismo.

…la differenza che corre tra l’oggi e 62 anni fa, la mafia non sedeva in parlamento, la sinistra aveva rappresentanti che sapevano far convivere le varie anime unitariamente, non andavano a fare gli zombie davanti alla controparte, non facevano escursioni da “boy scout” per piantare bandiere, ma soprattutto, non azionavano la lingua senza averla prima collegata al cervello, non sparavano cazzate verbali, mai!

La chiesa…no, lei non è cambiata, ottusa, cinica e rapace era, tale è rimasta, incapace di capire che, prima di insultare me, atea, insulta i credenti illuminati.