lunedì 28 novembre 2011

LUGLIO 1943…

 

 

…l’esercito Anglo Americano sbarca in Sicilia e inizia la marcia verso il nord Italia e l’Europa per porre fine al nazismo teutonico.

 

NOVEMBRE 2011…

 

Massimo Di Risio, patron della Dr motor Company di Macchia d’Isernia sbarca in Sicilia liberandola dai “famelici agnellini” e dal loro pastore canadese al soldo dell’FMI.

 

In rete, per chi lo volesse, il piano di riconversione dello stabilimento di Termini Imerese, a quanto pare l’auto in Italia smette di parlare canadese o americano e torna a parlare Italiano.

 

Mi chiedo se non sia il caso di ripetere negli altri stabilimenti rimasti nel Paese, la stessa mossa…pardon…pedata e lo stesso saluto così ben sintetizzato dall’amico

 

TUBAL

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http://sporcomondo.it/

 

Mi auguro che oltre a produrre autovetture, si mettano a produrre anche autobus e mezzi pesanti, insomma…che facciano estinguere l’allevamento di agnelli che invece di crescere si sono chiusi in un rachitismo alimentato dalle mammelle della vacca statale.

 

Aspetto altre Dr motor Company in altri settori che spazzino via i vampiri calati con la “finanza creativa”.

 

mercoledì 23 novembre 2011

FRÄULEIN…SI CALMI E…

 

…veda di fare le pulci a se stessa e al suo alter ego il gallo francese, forse, ma forse, nel vostro delirio di onnipotenza non state badando al fatto che, il vostro pollaio chiamato “trattato di Lisbona” si sta spopolando perché voi due avete aperto il cancello alle volpi meglio note come FMI.

 

Da qualche giorno leggo i vostri giornali e mi creda, nel sentire le vostre dichiarazioni mi dico che voi due non li leggete o siete convinti che noi non abbiamo curiosità o capacità mentali al punto da farvi le pulci.

 

L’autore di questa vignetta

 

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non è un Italiano, è un Tedesco e l’ha disegnata per rafforzare questo articolo La favola del rigore teutonicolei non ne esce bene, diciamo che ne esce dipinta come una che dentro casa sua ha preso una gragnola di colpi, veda di smettere di mostrare i muscoli, non serve a lei e non serve all’Europa di cui lei fa parte, se lo ricordi, lei fa parte dell’Europa, non ne è la padrona, lo rammenti al gallo francese…

 

…scordavo, si prenda 5 minuti di rilassatezza dalla rigidità e si legga questo articolo,

 

Merkel non è Marshall

 

magari le gireranno le nocciole alla stessa maniera di come girano a me quando voi due salite in cattedra, ma qualcuno che vi rinfrescasse la memoria sulla storia degli ultimi 90 anni, ci voleva, lei arriva dall’altro lato del muro, ma a quanto pare, come gli ebrei stanno ripetendo l’olocausto sui Palestinesi, lei e l’altro, volete costruire il novello muro … ma poi?

 

Voi due siete sicuri che non verrete additati come gli artefici dello smantellamento della torre di Babele che è diventata la UE? 

martedì 15 novembre 2011

LA LUNA E’ TRAMONTATA

 

Di John Steinbeck è  il romanzo che ho amato in maniera carnale e che mi ha fatto andare a caccia di tutte le sue opere.

 

Stralcio la parte finale, dopo che il Sindaco Orden dice alla moglie:

 

“loro possono uccidere un uomo, non il sindaco, un altro uomo indosserà la carica, il Sindaco non morirà mai”

 

Subito dopo uno degli invasori in preda alla paranoia esclama

 

“Forse il Capo è pazzo. Le mosche conquistano la carta moschicida. Le mosche occupano duecento miglia di nuova carta moschicida!”

 

Conversano il sindaco e il dottor Winter pacatamente, per tenere lontana la paura e la tentazione di cedere ad avvilenti patteggiamenti con il nemico, ricordando le parole dei grandi:

 

“Ti rammenti a scuola, dell’Apologia? Ricordi quando Socrate dice: “Qualcuno dirà: “Non ti vergogni, Socrate, del corso di una vita ch’è suscettibile di portarti ad una fine prematura?”.

A lui potrò giustamente rispondere:

“Ti sbagli: un uomo che sia veramente giusto non deve calcolare le probabilità di vivere o di morire; deve solo considerare se quello che fa è giusto o non lo è”.

 

Gironzolo in rete, leggo giornali, spulcio notizie e ascolto distrattamente i TG, poi mi soffermo sulle dichiarazioni di questo o quel soggetto politico e mi dico che nessuno di loro deve aver mai letto Steinbeck.

 

Poi faccio un giro ampio per la rete, mi ritiro in buon ordine, non ho voglia di polemizzare, le formazioni difendono gli interessi di bottega, o meglio, la paura di fare qualcosa di poco populistico li porta a chiedere elezioni subito, scordandosi che sono stati firmatari di una raccolta firme per cambiare l’attuale legge elettorale.

 

A costo di sembrare ermetica, ho pensato al mio corregionale premio nobel per la letteratura nel 1959 e a una composizione che solo apparentemente sembra criptata.

 

Ia popolazione di questo paese somiglia moltissimo a UOMO DEL MIO TEMPO di Salvatore Quasimodo.

 

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 

E mi viene da contestare anche Eraclito con il suo Panta rhei os potamòs, tutto scorre come un fiume, a meno che, alla foce del fiume non sia stata costruita una gigantesca diga, coperta da carta moschicida, che impedisce lo scorrere del fiume e permette alle mosche dei vari capi e capetti di conquistarsi la carta moschicida dove meditare mentre si estinguono, se valeva la pena seguire il capo e divulgare il suo credo, ignorando che fuori dalle chiese di ogni genere c’è la passione, la ragione e l’uomo comune.

 

Non so chi lo ha detto, ma c’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù.

 

Ho smesso di essere virtuosa molto tempo fa, o forse ho solo creduto di esserlo, non è importante verificarlo, per me è importante poter continuare a usare la mia testa e le mie analisi, giuste o sbagliate che siano, non devo fare i conti con i dogmi politici o religiosi che obbligano alla paresi mentale per evitare l’abiura o la scomunica come toccò a Pasolini.

 

Devo dire grazie a due Uomini con la U maiuscola

 

Grazie Presidente Napolitano per l’atto di cinica intelligenza dell’8 novembre al quale ha fatto seguire il giorno dopo la nomina del Professor Mario Monti a senatore a vita.

 

Grazie Senatore Mario Monti per aver accettato l’incarico, ma grazie per aver risposto con la flemma che la distingue che Lei non si sarebbe prestato a essere l’esecutore a tempo delle volontà dei lanzichenecchi, che non era l’uomo del “da qui a la”.

 

Mi auguro da domani di poter dire e scrivere il Presidente del Consiglio Mario Monti politicamente non la pensa come me, ma sono orgogliosa di essere rappresentata da Lui, finalmente un Uomo e una mente pensante, ci mancava da un ventennio.

 

Ora se permettete faccio un bagno nella mia musica.