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giovedì 8 agosto 2013

WORLD MASTER GAMES TORINO 2013

 

NOI COME ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

 

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 STIAMO OSPITANDO UNA PARTE DI CALCIO FEMMINILE

 

STATI UNITI

BRASILE

AUSTRALIA

CANADA

HAWAII (è il 50° Stato dell’unione, ma l’amica di Cristina è Hawaiana e ci tiene a evidenziarlo)

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Questa è la squadra dove giocano Cristina e la sua amica Hawaiana

 

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Non so se sono Canadesi o Australiane, ma le trovo talmente belle che non me ne cala niente della nazionalità.

 

Il dopo partita è l’apoteosi dell’allegria collettiva, partono con patatine fritte al momento, stuzzichini e poi...vai con la birra a nastro.

 

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Quella in piedi chinata è Cristina, sul fondo, quella che si disseta...l’amica Hawaiana.

 

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Hanno una capacità di aggregazione che ci lascia ammirati, ma quello che ce li sta facendo amare, è il rispetto per il posto che occupano e per la gente che serve ai tavoli, quando sta arrivando una equipe e non ci sono tavoli liberi, chi ha finito si alza portando piatti e bicchieri di plastica nel contenitore di pertinenza, rimettono le sedie a posto e vanno a buttare il vetro nelle campane, aspettano per salutare chi arriva e danno il cambio.

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Ho chiesto se potevo postare le foto e ... guardate che spettacolo di allegria che mi sto godendo, per inciso, uno di loro negli USA è un arbitro professionista, sul campo un mastino e fuori, lo vedete da soli.

 

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Venerdì sera ci sarà la festa di fine manifestazione, credo che molti di noi saranno pancia a terra, io di sicuro, ma non per la stanchezza, ma per i brindisi, loro reggono alla grande, io oggi per evitare di finire sotto a un tavolo mi sono limitata a una lattina di acqua tonica.

 

I dati che mi arrivano sono da capogiro, a Torino non c’è una camera di albergo o pensione libera nemmeno a pagarla oro, qualcuno ha soggiornato in case private usando il metodo dello scambio, io sto in casa tua 10 giorni e tu stai in casa mia 10 giorni, i musei e le località di importanza storica rimangono aperti e il numero di visitatori supera quello di Torino 150.

 

I negozi aperti stanno facendo affari senza barare sui prezzi, insomma, i politici si sono tenuti distanti e la manifestazione ha trionfato, da valutare a fondo il fatto.

 

Me la vorrò godere quando sabato a fine manifestazione i “tromboni istituzionali” si vorranno appropriare di un successo che supera l’exploit delle Olimpiadi invernali del 2006.

 

Se il Sindaco o uno solo degli assessori ci proveranno, sarà la volta buona che riceveranno uova e verdure marce sul muso.

 

Chiederò a Silvia di non mettere il cassonetto con le bottiglie di vetro fuori dal cancello prima di lunedì, potrebbero servirmi.

 

Good Friends back home, you were fantastic, I hope to see you again for the Winter Olympics Over 35. ;-))

 

domenica 15 gennaio 2012

POKER VINCENTE

 

 

Detesto il “come eravamo”, mi tengo alla larga da chi fa viaggi “alla ricerca del tempo perduto” ma se il viaggiatore mi si para davanti cercando di spiegare il passato puntandomi il dito contro e dicendomi...

 

“voi quattro avete frantumato il gruppo e dopo vi siete votati alla creazione del vostro club lasciando fuori tutti”

 

...ho delle reazioni poco piacevoli, anche in questa occasione ho reagito con una fredda calma e una grandinata di date, fatti, conseguenze e soggetti che, da attori principali scatenanti i fatti si sono atteggiati a vittime del sistema ed emarginati da quattro di noi.

 

Noi quattro ci siamo visti ieri, ci siamo fatti le pulci e abbiamo capito che l’unico errore commesso è stato quello di non mandarli nel paese dei campanelli dopo che gli ormoni impazziti di una di loro ci hanno messi sotto la lente di ingrandimento della squadra del Generale Dalla Chiesa.

 

Mezz’ora fa abbiamo deciso che basta così, il prossimo dito che si tenderà verso uno di noi sarà tranciato, chi vuole è libero di viaggiare a ritroso, importante che lo faccia a distanza da noi.

 

Poi, come è nostro stile, ci siamo lanciati nella discussione dei fatti generali, tema preferito, la decisione di Standard & Poor's di calare la mannaia su mezza Europa, Diego ridacchia e mentre ci salutiamo dandoci appuntamento al campo dice

 

“vedrete che questa volta scopriranno di aver suonato le campane a morto prima di avere il cadavere, ci saranno reazioni a catena e saranno messi in luce i metodi discutibili che usano nello stilare giudizi, scordano di aver garantito i bond Argentini e i bond della Parmalat quando erano buoni solo come carta igienica”

 

E si, noi quattro siamo stati un poker vincente nel momento in cui abbiamo guardato non a quanto avevamo fatto, ma a quanto c'era ancora da fare, non basta una vita per attuare i programmi, ciò non toglie che per due giorni mi sono chiesta "che diavolo di gente ho frequentato per anni?"

 

Il mio stato umorale è descritto benissimo dal solito cantore di vita vera.

 

 

Amore mio, che cosa vuoi che dica
Sarà che mi è scoppiata la fatica
O forse ho scaricato tutto il sacco di esperienza
E sono fermo ai blocchi di partenza


A volte sono stanco di pensare
Mi sento come un pesce senza il mare
Ho scritto tante cose, tanti fatti e le ragioni,

cercando di fermare le emozioni


Mi piace aprir la botte e raccontare

di come a volte il cielo tocca il mare
Di come l'infinito sia nel viso della gente,

che ha costruito tutto e non ha mai avuto niente


Amore mio, vorrei ricominciare

con tante cose ancora da inventare
E non sentirmi vuoto come un fiasco già scolato
Con l'impressione d'essere arrivato


Mi piace scombinare l'acquisto

e rivoltar la giacca ad un partito
E fare i conti in tasca alle morali e tradizioni
Col gusto di scoprire le finzioni


E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima


Amore mio, mi mancan le parole

per costruire torri in faccia al sole
Sarà perchè son stato troppo tempo a vegetare
e l'ho chiamato spesso riposare


Ma non ho ancora perso la mia rabbia
Non mi hanno ancora chiuso nella gabbia
E pesco ancora in fondo alle mie tante ribellioni

per scaricarle dentro alle canzoni


Mi piace respirare la chiarezza
Sentire dentro un po' di tenerezza
Rompendo i bugigattoli dei dogmi culturali

stampate sulle tavole di pietra o sui giornali


E ancora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima


Amore mio, se a volte mi nascondo
Se chiudo le mie entrate a questo mondo
è solo per cercare di capire come sono
Mi sento naufragare e mi abbandono


Mi piace poi tornare come nuovo
Sentire che mi scrollo e che mi muovo
Allora c'è nell'aria come un altro ritornello
Così che ripulisco il mio cervello


E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima

 

giovedì 11 giugno 2009

SEI GRANDE GRANDE GRANDE - BUON COMPLEANNO

Una riunione finita a pesci in faccia, due fazioni distanti e la mia  proposta respinta sdegnosamente, come se avessi proposto di fare la rapina del secolo, finita la riunione, la fazione che appoggiava la mia idea di chiedere al Comune la gestione di un campo di calcio, ha deliberato sul marciapiedi di continuare la   sera dopo a casa mia, era il 12 dicembre del 1983.

Dalla riunione del 13 scaturisce il tuo embrione, i nostri compiti e quanto ci costerai in termini economici, si votano le cariche che ognuno rivestira' e nessuno ha dubbi nel puntare il dito verso di me dicendo:

 I rapporti con le istituzioni sportive (Federazione Gioco Calcio) e politiche sono un fatto tuo.

 Una sera del mese di giugno del 1984, nella sede del circolo Walter Tobagi, noi 13 genitori davanti a  un notaio, abbiamo dettato il tuo certificato di nascita ufficiale, il tuo nome e i tuoi colori, il tuo fine e una postilla grossa come una casa, tu, dovevi essere "areligiosa e apolitica", con te si poteva vivere la piu' totale promiscuita' di colore politico, credo religioso o agnosticismo e provenienza geografica, chi non avrebbe rispettato i principi del vivere comune civile, sarebbe uscito accompagnato fuori a calci negli zebedei.

 Al tuo esordio abbiamo presentato una sola squadra, categoria ALLIEVI, tutti convinti che saremmo stati la squadra materasso del girone, alla fine del girone d'andata eravamo in testa alla classifica con solo due macchie, ovvero, avevamo pareggiato due volte, il resto erano state vittorie inoppugnabili, nel girone di ritorno ci siamo riscattati, abbiamo vinto tutte le partite.

 Entriamo di diritto tra le societa' aventi diritto a uno spazio per giocare in quartiere, il Nitti, la tua storia nel sociale comincia in quel catino, lo chiamiamo ancora oggi "Forte Apache" la fama di squadra imbattuta attira i ragazzini, guardo i miei compagni di follia e non ce la sentiamo di mandarli via, creiamo due squadre inserendole in UISP, da quel momento comincia una avventura con alti e bassi nei risultati, ma con un crescendo nell'impegno sociale che continua ancora oggi.

 Ci hai portati ogni sabato, per un intero anno, dentro un carcere minorile, con noi sedici adolescenti che nella sacca della scuola infilavano anche le scarpette bullonate e l'autorizzazione firmata dai genitori a disputare le gare del girone al quale partecipava la squadra dei ragazzi del correzionale.

Dobbiamo essere stati convincenti se mi hanno chiesto di ospitarne uno in attesa di trovargli una sistemazione ottimale. Ha sostato in casa mia per quattro giorni, Don Mecu mi ha chiesto cosa poteva fare il tribunale dei minori per sdebitarsi, gli ho detto che mi interessavano due cose, la prima che non mi guardassero come se vedessero una marziana, avevo lo spazio per ospitarlo e l'ho fatto, se proprio volevano fare qualcosa, lo facessero per l'associazione sportiva, l'appoggio in comune per gestire un campo di calcio nel quartiere, niente altro.

 Per te ho scatenato una guerra nel consiglio di circoscrizione, una tregua armata con tre presidenti di tre societa' che volevano quello che volevo io, un campo di calcio dove piantare radici e scrivere la nostra storia, per te  sono stata giudaica fino al midollo, avevo adocchiato qualcosa e me ne ero invaghita, sapevo come muovermi, contavo su un appoggio ma senza dirlo nemmeno al mio gruppo, se la mia manovra fosse fallita, il fallimento doveva essere solo mio, la dislocazione degli impianti dentro il quartiere ispirava il momento e non il dopo,  "i Presidenti" guardavano all'apparenza, "la Presidente" badava alla sostanza e alla crescita della bambina, ho raccolto 600 firme  e sono andata a metterle sulla scrivania del sindaco dicendogli

 "Mettiti contro di loro se vuoi, bada solo a quanta umanita' alla deriva gira attorno a quel complesso, se resta vuoto nel giro di un paio d'anni torna a essere la discarica di prima. Con contorno di siringhe e belle di notte.

 Ha girato la rogna all'assessore allo sport, visto che avevo votato l'assegnazione dei campi, uno al Barracuda e l'altro agli Azzurri 86, ora toccava al BEPPE - VIOLA, la condizione capestro me l'hanno messa, dovevo condividere la gestione con il

Di Vittorio, ma nemmeno cosi' stava bene, l'amico di partito Leonardo voleva mettermi i bastoni tra le ruote, la raccolta firme era andata nelle corna a molti, troppi, si chiedevano come diavolo avevo fatto ad aggirare gli ostacoli andando al cuore politico della citta'.

 La sera che il consiglio della circoscrizione Santa Rita - Mirafiori Nord  ha chiesto ai consiglieri di votare il mio progetto per il sociale, ho ammirato quanti nemici mi ero fatta anche nel mio partito, ma nel vedere il rappresentante di Democrazia Proletaria alzare il braccio a mio favore trascinandosi dietro una parte dei comunisti e tutti gli indipendenti sono schizzata con un urlo di vittoria e fuori dalla sala del consiglio ho preso Leonardo e l'ho salutato con un vaffanculo e il gesto dell'ombrello.

 Ci hai messi a contatto con ogni classe sociale, con la miseria fisica e il benessere discreto, con la decorosa dignita' e la miseria morale, con cordoni ombellicali mai tagliati e quelli tagliati troppo in fretta, con presenze asfissianti e abbandoni latenti, con operai magnifici e magnifici dirigenti, dentro al gruppo eravamo e siamo uguali, ci hai costretti ad avere un filo diretto con i servizi sociali e il mio telefono ha cominciato a squillare  per richieste di tenere d'occhio uno o piu' bambini che altro, tutto e' cominciato il martedi' pomeriggio che siamo andati a giocare a Rivoli con la squadra pulcini, Nico, l'allenatore della prima squadra caccia un urlo strozzato

 "Cazzo Tina, ce n'e' uno in piu'.

 8 anni, labbra strette, fisico non a posto coi pasti, criniera ricciuta, due fari quasi spenti e spaventati per occhi e un sacchetto di plastica in mano, mi tremano i polsi al pensiero che ci siano dei genitori disperati per la sua scomparsa. Michele mi da della pirla, e' il socio che si occupa del campo di calcio appena ottenuto in gestione, mi dice che tutte le mattine alle 7.30 lo trova dietro al cancello, rimane dentro il perimetro fino a sera. Stacco una marea di parolacce e torno sui miei passi, gli tendo la mano e mi ritrovo fottuta, le lampade che ha per occhi si accendono assieme a un sorriso che va da un orecchio all'altro, mi rimane attaccato come una sogliola, mi dice di chiamarsi Carletto e che i suoi sanno che viene a "giocare" da noi. Rientrati mi attacco al telefono e l'assistente sociale mi scodella l'ennesima storia di "irresponsabilita' ricca di spermatogenesi" che non lascia mai fuori i cuccioli d'uomo, anzi, li usa come clava  fino a sfasciarli, mi chiede di averne cura fino a quando non trovano una soluzione, lo abbiamo tesserato e nelle riunioni si e' deliberato di autotassarci, il bambino doveva avere quello che avevano i suoi compagni di squadra, il borsone societario, scarpette da calcio e amenita' varie, ancora oggi quando capita il caso usiamo il nome Carletto.

 Ci hai portato dentro le  case treni di bambini Spagnoli e Francesi, a ogni torneo internazionale le nostre case si aprivano allo scambio, al caos e all'incoscienza di affrontare lingue sconsciute, bambini che si perdevano e corse per ritrovarli, l'anno dopo gli spagnoli non erano nostri ospiti, ma avevano l'indirizzo di casa mia in tasca.

 Il numero piu' grosso me lo  sono fatta l'anno che mi hanno dato l'incarico di trovare un albergo vicino al campo di calcio, l'ho trovato, il presidente del Nizza Millefonti mi chiede se posso prenotare anche i suoi e dico si, la societa' e' una, il Toulose, noi ospitiamo gli allievi e loro i giovanissimi, gli adulti gradiscono di soggiornare nello stesso albergo. A 500 metri dal campo.

Il mattino arrivano a piedi, tutti sorridenti in maniera quasi maliziosa, li saluto e chiedo se hanno riposato bene, dicono di si e ridacchiano, sorvolo, i francesi sono estrosi, poi chiedo a Franco, presidente del Barracuda se secondo lui mi stanno prendendo per il culo, mi risponde:

 O Tina, sveglia, loro ringraziano, ma se ti beccano le loro mogli ti sfasciano, li hai mandati  in un albergo a ore non nell'ostello della gioventu' gestito da religiosi. E ringraziano si,  sentitamente pure.

 Sei cresciuta, da soli non era possibile farcela, la prima fusione con la Lio di Mike, la terza categoria e una iniezione di  nuovi soci, il numero di squadre aumenta, non mandiamo via nessuno, la scuola calcio prende piede gestita da tutti noi e dai giocatori della prima squadra,  il nuovo regolamento della FIGC  impone alle societa' dilettantistiche che hanno la scuola calcio, la figura dell'istruttore ISEF, bambini che si sono snodati a causa di movimenti sbagliati ce ne sono stati una marea, ci adeguiamo,  il campo di calcio Palatucci diventa un centro di aggregazione del quatiere, Luigi Dalvit va in pensione e lancia l'idea di prendere in gestione il tennis,  alla fine degli anni ottanta fanno il loro ingresso Donato Pandiscia e Mimmo Arcella, un autosalone il primo, una carrozzeria il secondo, il tennis passa sotto la nostra gestione, cosi' la pallavolo, la piastra polivalente, si apre il bar e strada facendo diventa anche ristorante, arrivano Franco Pecchio e Silvia, l'estroso Franco Meringolo,  io ho pensato di sfasciarmi un ginocchio e loro fanno anche la mia parte, loro amano l'associazione sportiva quanto l'amo io, e' in buonissime mani, sono quella che l'ha pensata, attuata e corredata di statuto legale e di campo da calcio, loro sono quelli che hanno portato gli sponsor e la prima squadra,  la prima squadra ha appena vinto il campionato di prima categoria e va in promozione. 

 Ai giovani che giocano oggi voglio mostrare una chicca,  i quarantenni di oggi che 25 anni fa hanno cominciato l'avventura allegramente, qualcuno di loro c'e' ancora, ha preso il testimone dai dirigenti passando il testimone di giocatore ai figli. I tuoi primi passi (o calci) sono partiti dai loro piedi. Un pezzo di storia di questo quartiere e' stato scritto da me e da loro,

siamo orgogliosi di te come sei oggi, delle amicizie che hai fatto nascere, del ruolo discreto che hai verso i piu' fragili, siamo orgogliosi anche delle risse e delle feste, sei la continuita' di questi 15 adolescenti di allora e del loro allenatore, quindi

BUON 25° ANNIVERSARIO  A.S. BEPPE  VIOLA --AUTOPITAGORA

BUON  COMPLEANNO  MON  AMOUR

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Stagione calcistica 1984 - 1985 FIGC settore giovanile, categoria ALLIEVI
Campionato concluso al primo posto con 28 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte
Ma il piu' bel campionato giocato e vinto e' questo tuo compleanno, 5 lustri, 5 generazioni che dicono grazie a questi 15 adolescenti per la loro prima partita che ha dato vita al centro polisportivo di via Palatucci e alla scuola calcio BEPPE-VIOLA