venerdì 3 luglio 2009

ABRUZZO DA NON DIMENTICARE

 

NON  SCORDIAMO  CHE  IL  G8  AI  TERREMOTATI  PORTERA'  ULTERIORI  DISAGI  E  RESTRIZIONI

          Come avevo commentato da Briccone, oggi prendo il testimone e pubblico la lettera che lui ha pubblicato ieri, ho solo tolto il titolo per evitare che, se postata su OKNO, il sistema la censuri ignorando che e’ una scelta nostra per consentire alla testimonianza di restare il piu’ a lungo possibile visibile, che i lettori di ognuno di noi, volendo, prendano atto che non tutto quello che viene mandato in onda nelle televisioni e’ verbo. Personalmente leggo Miss Kappa, una blogger Aquilana, ma ripeto, lei e’ parte in causa e potrebbe essere fraintesa, la lettera, invece, e’ stata scritta da chi non essendo parte in causa si puo’ definire “al di sopra delle parti”.

            L’introduzione e’ di Briccone e la lascio invariata. Chi volesse ospitarla, lo faccia tranquillamente, noi abbiamo scelto di tenerla un giorno a testa nel blog per consentire a un maggior numero di persone di leggerla (se lo vogliono).

            Nota di Briccone: Questa lettera è stata  scritta da Andrea Gattinoni*, un attore che si trovava a  L’Aquila per  presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano  un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L'Aquila non ci sono ancora stati.

(*Andrea, per chi non se  lo ricordasse era uno degli interpreti del recente film “Si può fare” con  Claudio Bisio, su un gruppo di “pazzi”).


Oggetto: HO VISTO L’AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte.

            Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo.

            Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare”. Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva.

            Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE.

            Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perchè dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”.   A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata.  Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.

            Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L ‘Aquila.

            Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ‘ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio.

            Il ragazzo che me l ‘ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l ‘intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”.

            Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.

            E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

            Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c ‘erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli “Assaggi, assaggi”. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini“.

            Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

 

mercoledì 1 luglio 2009

PAUSA

Una pausa dal vociare quotidiano, una splendida (per me) poesia musicata da ascoltare (per chi non conosce la lingua sarda) con la traduzione tra le mani. Cantata da moltissimi e bravissimi artisti, le mie preferenze vanno a : I tenores di Bitti, Noà e Andrea Parodi, ma i primi, le rendono giustizia appieno.

Un link per ascoltarla da Andrea Parodi  http://www.youtube.com/watch?v=D6liFL6BLq8

personalmente ho consumato il CD dove a cantarla sono Bertoli e i Tenores

 

NON POTHO REPOSARE


Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
nè in dispiaghere o pessamentu.
T'assicuro ch'a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.

(Non posso riposare, amore e  cuore,
pensando solo a te ogni momento.
Non provar tristezza, gioiello d'oro,
nè dispiacere o pensiero.
Ti assicuro che a te solo bramo,
che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.)

Amore meu prenda de istimare
s'affettu meu a tie solu est dau;
s'are iuttu sas alas a bolare ,
milli bortas a s'ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s'attera cosa non a t'abbissare.

(Amore mio, gioiello da stimare,
il mio affetto a te solo e' dato;
se avessi avuto le ali per volare,
mille volte all'ora avrei volato;
per venire almeno a salutarti,
o solamente per vederti.)

Si m'esseret possibile d'anghelu

d'ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.

Se mi fosse possibile d'angelo

o di spirito invisibile prenderei
le forme; ruberei dal cielo
il sole e le stelle e formerei
un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.


Parole di Salvatore Sini, scritta nel 1926

 

domenica 28 giugno 2009

A DETTA DEL NEODIRETTORE, PANORAMA.IT HA LETTORI DI BASSO PROFILO

NON CREDO PROPRIO CHE RESTERA' UN EPISODIO ISOLATO

Premetto che prima di mettere nel blog lo scambio epistolare che segue, ho chiesto l'autorizzazione a Tullio. La ragione delle prime due lettere la potete leggere direttamente nel suo sito 

BRULLIOTOIhttp://www.brulliotoi.it/

assieme ai commenti che ne sono seguiti e che hanno spinto il signor Marco Mazzei neo-direttore di Panorama online a intervenire a sua volta, secondo me, peggiorando le cose, non tanto nel suo rapporto (che rimane unl semplice fatto di dare e avere) con Tullio, ma con il popolo della rete.  Il grassetto nella prima missiva l'ho inserito per evidenziare la ragione che mi ha spinta a lasciare un commento,  il direttore di Panorama ha stabilito che i suoi lettori non solo non sono delle cime di percezione dell'immagine, ma sono anche degli ignoranti che non capiscono il messaggio della nuvoletta. Fino a questo punto parla dei suoi lettori, quindi, cavoli suoi e insulti a loro.

 Caro Tullio,

sono giunto alla conclusione che le tue vignette non sono adatte al sito di Panoramache abbiamo in mente. Si tratta di lavori molto interessanti che io vedo però più adatti alla carta stampata, un po' per il tratto molto lavorato (non so se sia il termine tecnico giusto, ma intendo dire che non è un tratto netto, deciso), un po' per il taglio molto, troppo alto dei contenuti. Si tratta di lavori che richiedono qualche momento di riflessione prima di essere compresi, e noi siamo in una fase nella quale questo tempo non ce l'abbiamo: gli utenti hanno un comportamento talmente tanto mordi-e-fuggi che dobbiamo essere in grado di catturarli al volo e dargli subito un'occasione per restare. Ti ringrazio sinceramente per l'offerta e la preferenza, se in futuro riterrai di proporciqualcosa che vada nella direzione che ho indicato, mi farà molto piacere guardarlo. Ciao,

-marco

 Intanto grazie, Marco, per la risposta: non è da tutti, anzi per esperienza credo che a replicare siate pochini pochini ...Per quanto riguarda, invece, il "taglio", è un argomento che spesso è stato oggetto di riflessione tra noi vignettisti.Dare un "taglio" troppo banale scredita vignettista, vignetta e sito che la pubblica: se controlli, poi,  le "preferenze" date ai quadretti  nel tuo sito, nel mio, in Inserto Satirico, in Aenigmatica (sito della Settimana Enigmistica) ed in Facebook, sono SEMPRE numerose quando la vignetta non è troppo banale. Io saprei, naturalmente, modulare la "rapidità di intelleggibilità" della vignetta, ma non voglio entrare nel merito della vostra opinione, de gustibus non disputandum est.

Per quanto riguardo l'aspetto grafico, invece, ritengo che l'unico vignettista italiano che avvallora la vostra affermazione (Si tratta di lavori molto interessanti che io vedo però più adatti alla carta stampata.......... omissis ........ non è un tratto netto, deciso) sia Vincino, che voi ben conoscete e che, sicuramente, è più intellettuale di me!

  1. marco mazzei scrive:

26 giugno 2009 alle 09:34

Ciao, sono felice della sicurezza con la quale mi attribuite intenzioni e pensieri: se avessi voluto dire "sei troppo caro" oppure "non voglio pagare", lo avrei detto. Se avessi voluto dire che le vignette erano incompatibili con la linea editoriale lo avrei detto, quale sarebbe il problema?
La verità è che io gestisco il sito da meno di un mese (altrimenti avrei chiarito questa cosa prima, non mi piace che le persone lavorino senza avere un compenso, grande o piccolo che sia), e penso delle vignette esattamente quello che ho scritto: non sono adatte per il web. Poi, naturalmente, ognuno può ritenere di argomentare rispetto a questa mia impressione, ma sarebbe bello argomentare su quello che ho detto e non sulle cose che voi pensate ci siano dietro. Ciao, Marco.

Questo sopra e' l'intervento che ha fatto dopo che in molti abbiamo commentato la prima missiva, quello che mi ha irritata e' quel tono perentorio e il suo insindacabile giudizio su cosa sia o meno adatto alla rete e al popolo che la frequenta, ora, io argomento esattamente su quello che leggo, non ci vuole una laurea in filologia romanza per capire il contenuto degli scritti, il popolo della rete che frequenta Panorama.it, a detta del suo neo-direttore, e' un popolo di beoti, ignorantelli quanto basta e paragonabili a uno stormo di passeracei che si limitano a prendere l'imbeccata, scaricare guano e sono da catturare in rete.

Non ho dubbi che l'imbeccata la riceveranno, se ne vedo uno che gira da queste parti lo rimando al sito di basso profilo che sta confezionando il signor Mazzei, sai mai diventasse percettivo, quanto al cosa e' idoneo al web,  che il signore in questione si limiti a porre  out  in casa sua, il web non lo e', che sia stata una questione di dare e avere non lo discuto, ma che ci sia una forma strisciante di censura non lo escludo,  guardate questi quadretti e ditemi se si capisce il senso o se fate fatica a capirlo. Hanno preso alla lettera D'Alia o no?

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