giovedì 13 gennaio 2011

2011 TORNA LO SCHIAVISMO

 

Marciavamo cantando o grindando slongans, questa sera si marciava e si gridava lo stesso slogans, mancavano quelli che erano con noi e oggi sono in comune o in parlamento, mancavano i “compagni”

Ci risono, sto ascoltando musica, la mia musica, quella fatta di testi che mordono a tutto tondo, Il testamento di Tito, Niccolò, Mio figlio, Reflusso, Lotta Continua, La ballata della Fiat, La guerra di Piero, Contessa, Uguaglianza, El pueblo...

 ...el pueblo...

E me la possono smenare fino alla paranoia che sono impauriti e voteranno si per non perdere il lavoro, ma quello che questo “pueblo” non ha capito è che perderà un lavoro dignitoso in cambio di uno a tempo determinato e privo di diritti elementari.

Passerà il si e la Marcegaglia ha già visto la Breccia della Porta N°4 da dove far uscire tutti i diritti acquisiti dal 1969 al 1984.

Passerà il si e quel “sacconi di .....” avrà consumato la sua vendetta personale vecchia di 30 anni, quando prendeva scoppole e fischi a ogni tentativo di aprire bocca.

L’associazione a delinquere che abbiamo per governo è capitanata da una oscenità con l’uso della parola, un presidente del consiglio che dice apertamente che se vince il no fa bene il “canadese” a portare via la Fiat dall’Italia, fanno bene le aziende ad andarsene dal nostro paese.

Un presidente del consiglio che si permette di dire all’estero che in Italia la magistratura è “UNA PATOLOGIA”...in un paese normale sarebbe già destituito a forza e messo in galera...in un paese normale.

Visto che lui è stato votato dal “pueblo”... ben venga il disastro che affamerà il “Pueblo”, che priverà i figli del “Pueblo” di una istruzione di base in grado di farla sdoganare dalla miseria nella quale cresceranno.

Quando “El Pueblo” troverà 5 minuti vada a farsi una cultura su questo acronimo FMI e su John Perkins,  autore di Confessioni di un sicario dell'economia...che diavolo scrivo...il pueblo che legge qualcosa di diverso di un giornale di pettegolezzi?

El pueblo che cerca di capire in anticipo di chi è la “longa manus” che manovra i pinocchietti di nome marchionne e tremonti e tentare di mitigare i danni?

No, El pueblo degli Inti Illimani è quello che ha rovesciato pinochet, quello che ha rimandato i preti nelle loro parrocchie, è quello che ha rovesciato i colonnelli in Grecia, è quello che ha preso il testimone dalle mani dei Partigiani e lo ha portato avanti fino al 1984.

Questo non è pueblo, è solo un grosso allevamento di bestiame buono per ogni uso, dalla carne da cannone per soddisfare il ministro della guerra alla carne da catena di montaggio, lo voglio vedere il bestiame restare alla catena di montaggio per 8 ore senza una pausa, il primo che resta dentro un ingranaggio per stanchezza...che sia il primo di una lunga serie...schiavi senzienti, non avrò pietà.

Chiedere al gregge di informarsi su cosa va a firmare con il si sarebbe come chiedergli se ha capito la pubblicità a favore del nucleare...torno ad ascoltare musica, non serve sprecarsi per questo allevamento , spero si estingua velocemente.

Io questa mattina ho ascoltato il delirio dei rappresentanti dei sindacati che hanno firmato, ho visto e sentito Nanni Tosco e mi sono chiesta come può un uomo vendere se stesso cancellando il proprio passato.

Torno alla mia musica e non posso che chiudere con una perla della “meglio gioventù”...scordavo...devo mandare a farsi fottere un sindaco, quello di Firenze, Renzi...bambino...hai rotto le nocciole, vedi di andare alla coorte del califfo e non mascherarti come uomo di sinistra, non sei un uomo e non sai cos’è la sinistra.  

Avrò da fare nei prossimi giorni!!!

domenica 9 gennaio 2011

OROSCOPO 2011...

 

 

...SECONDO LA VUCCIRIA ;-))

 

Mi tengo alla larga da ogni forma di divinazione, precognizione e lettura del futuro, non nego che quando leggo di gente truffata da maghi o sedicenti maghi, non riesco a essere solidale, almeno, non del tutto.

 

L’unico oroscopo che leggo a fine anno è quello pubblicato dentro

 

LA VUCCIRIA

VUCCIRIA 2011.jpg

http://issuu.com/maxillo/docs/vucciria27

 

 

La pagina di presentazione è tutto un programma...il contenuto supera l’immaginazione, ognuno è libero di lasciare commenti al “mago” o lanciare improperi ... sempre al mago si intende.

 

Ho concluso il giro in rete a singhiozzo, il già citato Carlo ha impattato in 5000 pagine che lo hanno fatto riflettere se è il caso di mantenere “tutti i buoni propositi per il 2011”, vedremo come evolve, male che vada, avrà un costoso fermaporta e la sua micia (non ricordo se si chiama Regina o Principessa), oltre ad avere uno schiavetto che la fa dondolare quando lei si mette nell’amaca, avrà un coltissimo e costoso “mattone” dove rifarsi le unghie.

 

Molti amici blogger hanno fatto un resoconto del periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio 2011.

 

La tenera Wally ha descritto la sua torta di carciofi preparata per la “Figlietta” e rimasta intonsa nel forno, magia della notte di capodanno passata in serenità.

 

Dif, con il suo amore universale ha fatto un post basato sulla numerologia, non capisco un accidenti della materia e a suo dire “non ho basi per confutare”, il 2011 sarà l’anno del numero 4 che significa rettitudine e sconfitta della disonestà, le ho chiesto se questo significa che crollerà Montecitorio con tutti i disonesti dentro.

 

Non ho proprio scritto così...ma il senso non diverge di molto.

 

Mi ha lasciato un commento...conferma che sarà l’anno degli onesti e ogni forma di disonestà a tutti i livelli sarà “matada”...UAU...ci liberiamo.

 

Poi ho aperto la pagina dei giornali e...è solo cambiato il numero sul calendario, il resto...se non è noto ... è peggio.

 

Sono tornate “mucca pazza e uova alla diossina”, rutti di scissione padana nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, minacce di caduta del governo se non passa il federalismo fiscale, sono tornate le mani lunghe nelle tasche della gente a reddito fisso, a detta del califfo sono tornati i soliti comunisti e una cosa è certa, non sono mai andate a riposo le solite puttane gola profonda.

 

Sono tornati i proclami del solito cicchitto e la solita domanda che mi pongo quando parla

 

“ma che c@@@o sta dicendo”?

 

Sono tornati i morti ammazzati per futili motivi, i servizi disgustosi su Sara, la santanchè che parla di morale scordandosi che lei ha un prezzo ... e pure dozzinale...è sparito capezzone...ma prima che ricompaia sono tornata a fare quello che mi riesce meglio, spegnere il tubo catodico.

 

Eh...si, siamo rientrati nella normalità del quotidiano o quasi, il quasi è rappresentato dalla voglia di andare a comprare una dozzina di uova marce da usare al prossimo incontro con “veltroni l’africano” e il futuro candidato sindaco di Torino...che avete capito...mica le voglio lanciare, voglio solo aprirle accanto a loro...sentire a colpo di naso quanto puzza la svolta di quelli che “UNA VOLTA QUALCUNO ERA ANCHE COMUNISTA 

 

giovedì 6 gennaio 2011

IL SOGNO di MARX

 

Il giro per la rete ha generato una ventata di allegria, l’amico Carlo ha fatto un post dove elenca alcuni progetti da attuare per il 2011

 http://carlo58.myblog.it/archive/2011/01/03/progetti.html#comments 

uno ha scatenato una serie di commenti e scommesse che “un ce la farà”.

 In compenso mi ha fatto ricordare una bellissima pagina di Giorgio Gaber e Luporini che vale la pena postare, il dialogo surreale tra un fotografo e Karl Marx

 IL SOGNO di MARX

Di Giorgio Gaber e Luporini Scritta nel 1976.

Quando si è un po' filosofi non si sogna mai a caso.

Ero una specie di Diogene, con una lampada da duemila Watt, una macchina fotografica, e cercavo in un posto che poteva essere Milano.

Sento una voce nella nebbia che mi fa:

"Così non fotograferai mai niente!"
"Chi siete?"

Lui: "Un tedesco di passaggio". Esce dalla nebbia un bel signore con la barba e si presenta: "Piacere, Carlo Marx".

Oeh!... (stupore)

"Vedi ragazzo..." Come ragazzo?... Mi chiamano tutti compagno, arriva questo... e cambia il vocabolario un'altra volta.  

"...non basta una macchina fotografica con un obiettivo giusto... Tu sbagli i tempi, credimi. Io ho una certa esperienza della roba che si muove!"

 E questo è vero.

 "Dunque, come si muoveva il tutto ai miei tempi? Guarda, qui c'era il capitale, qui le classi, la borghesia eccetera eccetera".

 E io: flash!
Simpatico Marx quando si scalda... Sembra un paparazzo! Però mi permetto di dirgli: "Anche noi, capitale, classi, borghesia... flash!"

"Bravi!"

"Grazie!"

Ho capito dopo che bravi voleva dire coglioni... Affettuosamente, si intende.

"Bravi, la borghesia... non c'è più. O meglio, non conta... Sbriciolata!"

E no, qui mi incazzo... Non c'è più... Oh dio, non c'è più la borghesia!... Che detto da lui fa anche rabbia, perché uno dice: ci ha preso per il culo fino adesso.

E io: "Ma i padroni, i capitalisti?"

Lui guarda, bello, con quegli occhi che vedono tutto:

"I padroni, i capitalisti... non li vedo... nel senso che... stanno diventando impersonali."

"Puttana miseria! Ma io ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa, ho bisogno di punti fermi!"

"Allora dovevi parlare con Gesù!"

"Già fatto grazie... Ma mi dica, maestro... la lotta di classe... la lotta di classe... lasciamo almeno la lotta di classe!"

Lui, calmo: "La lotta di classe..."

"Più svelto maestro!..."

"La lotta di classe sarebbe ancora giusta..."

"Ooh!..."

"...se fossero chiare le classi!"

"Come non son chiare le classi!?... Allora non sei marxista! Scusa se mi incazzo, Marx... ma mi sembri un po' spappolato. E l'imperialismo, l'imperialismo?"

"Mah!..." Com'è calmo, Marx!

"Dài, l'imperialismo?!..."

"Mah... Ne parlavo con Lenin. È lassù che lo guarda... Lui ci è fissato! Dice che ne ha un'immagine un po' sfuocata. Parla di Pax... di Pax Americana... Dice che la pace è peggio della guerra".

"Sì, questo l'ha detto anche il matto dei certificati. E poi, e poi... non vedete più niente? Cosa guardi, ora, cosa guardi se non c'è più niente?"

"Non è vero, la lotta c'è ancora. Anzi, i nemici ci sono più di prima. Ma si presentano in un altro modo. È tutto più... La vedi la produzione? Era così... una bambina. Com'è cresciuta! Che salute! Me la ricordo, io... una bambina con i padri che... fai questo, fai quello!... Roba da matti.

Una donna, autonoma, va da sé, va da sé. Bisogna fare qualcosa... "

Tira fuori una Leika col soffietto... " ...bisogna fare qualcosa, flash! È tutto più... flash!... sì, certo.... flash! Interessante... flash! ho capito... E' tutto più..."

E il vecchio se ne andò ancheggiando, lasciandomi nell'angoscia più assoluta.

" Il rullino, il rullino!... Non andare via!... Il rullino... spediscimelo! "

Maledetto testardo, fissato, anche con l'arteriosclerosi viene qui, vede che tutto si muove, scatta a un cinquecentesimo... è una mania, una mania! Ci avevo le idee chiare, precise...

"Scrivimi! Sì, scrivimi qualcosa!"

Che se no, magari, tra una decina d'anni, uno si alza una mattina e, senza saperlo, si trova lì davvero senza borghesia, senza classi, senza padroni... ma nella merda più di prima!

Sono passati 35 anni da questa pagina teatrale, mi pare che possiamo comodamente dire di essere nella merda più di prima.

Per chi non lo avesse fatto, vi invito a firmare questo appello contro la decisione autarchica del “maglioncino canadese” di applicare lo schiavismo cinese nel nostro paese, inutile dire che sto con la FIOM e mi auguro che il 14 gennaio una valanga di NO, sotterri lui e i venduti tra i quali ci metto Fassino oltre ai segretari dei confederati che si sono scordati il significato di “classe operaia” e LIBERTA’

 FIRMA L'APPELLO: http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&idappello=391202

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www.micromega.net

LA LIBERTA

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.