giovedì 30 luglio 2009

A SETTEMBRE "LA STRAGE DEGLI INNOCENTI"

 

 .

Questa pagina la voglio dedicare a un uomo che e’ passato alla storia per una “epigrafe”, ma che si e’ battuto fino allo spasimo per una equità sociale, scuola pubblica in testa.

 

Si può opinare, “ma col caldo che fa, alla vigilia delle vacanze pensi alla scuola elementare e a Calamandrei”?

 

La mia passione midollare, Giulia, compirà sei anni il 7 agosto, a settembre avrà il battesimo del fuoco, la prima elementare.

 

Canonicamente i piu’ preoccupati siamo noi adulti, a caratterino non scherza, mettiamoci che è figlia unica di due figli unici e tirate le somme.

 

Andrà nella stessa scuola frequentata dai genitori, ma a differenza loro, si ritrova nel bel mezzo dello smantellamento della scuola pubblica, il consulto tra nonni e genitori e’ finito con la seguente mozione:

 

“proviamo, se non va, la si sposta in una scuola privata”

 

Per chi se lo potrà permettere, in caso di disastro didattico e disservizi, la fuga sarà obbligatoria, ma la scuola elementare  “Carlo Casalegno” è sempre stata una scuola seria, un solo neo questo inverno, un test condotto da una   “ciarlatana”  (conoscere la materia e la specie che la alimenta di nuove patologie, al solo scopo di darsi un motivo di esistere, mi porta a definirli tali) su come si sarebbero difesi in caso di aggressione da coetanei extracomunitari.

 

E’ finita male per la “ciarlatana” e le “fregole” che la sua materia del niente rappresenta.

 

Come da premessa, la pagina e’ dedicata a Piero Calamandrei, molti lo conoscono…

 

…molto apprezzato dai cultori del Diritto, il suo Elogio dei giudici scritto da un avvocato e, memorabile per efficacia, l'epigrafe dettata da Calamandrei per la Lapide ad ignominia, che il Comune di Cuneo ha dedicato al generale nazista, criminale di guerra, Albert Kesselring.

 


LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÁ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÁ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDERO FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÙ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITÁ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA

 

Piero Calamandrei

04/12/1952

 

Ma vorrei che fosse ricordato anche per quel che segue, per chi volesse approfondire la conoscenza del personaggio, questo e’ il link dal quale ho tratto il discorso di Calamandrei in difesa della scuola pubblica, se non interessa chi non ha bambini in età scolare (ci interessiamo dei problemi solo se entrano in casa nostra), quelli che li hanno, sappiano che:

 

e’ in arrivo la strage degli innocenti!

 

http://www.anpi.it

 

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"



martedì 28 luglio 2009

CAZZEGGIO DERIVATO DAL CALDO!!!

Una poesia dialettale napoletana idonea alla cappa umidiccia e appiccicosa di oggi

 

Chi sole…

chi sole cuciente…

ma chi può fa’ niente…

ma chi vuò fa niente!!!

 

Ho appena sentito uno stralcio di insulti provenienti dall’emiciclo, Franceschini-Cicchitto-Di Pietro-Cota, mi sono chiesta se ci sono o se ci fanno.

 

Me ne sono andata in rete (vita da pensionata), a caccia di qualcosa che mi facesse sorridere, quello che segue è la descrizione sintetica di 3 discorsi che causa afa, non ho voglia di fare.

 

 

RIFORMA SCOLASTICA

 

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I DUBBI DI CHI ASCOLTA FRANCESCHINI

 

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DISCORSI DI GENTE COMUNE

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RAZZISTOMETRO PARLAMENTARE

 

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Questa nuova marca di “papier da cul” mi ha creato un caleidoscopio di volti nella testa che non riesco a mettere a fuoco, sono troppi, a voi cosa o a chi fa  pensare?

 

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lunedì 27 luglio 2009

L'ORGOGLIO DELLE MIE RADICI

 

MA  QUANTU  SI BELLA

 

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Se la si  guarda bene la si paragona a un quasi perfetto  “TRIANGOLO ISOSCELE” di Euclide, si affaccia su tre mari, Tirreno, Ionio e mar di Sicilia o canale di Sicilia.

 

I Greci la chiamarono Trinacria (Terra dei tre capi), il nome Sicilia deriva dalla calata romana che la indicava come la terra dei sicani e siculi, le prime due etnie indigene.

 

C’è chi la chiama “Il fegato del Mediterraneo” e chi “l’ombelico del Mediterraneo”, chi la chiama “terra di mafia” e chi  “terra di vini”.

Potrei continuare all’infinito, ma sarei solo logorroica, per me, noi siciliani siamo la stirpe bastarda per antonomasia.

 

Nel nostro DNA scorrono i cromosomi di:

 

Sicani (devo approfondire la loro origine)

Micenei

Fenici/Punici

Greci

Cretesi

Spartani

Impero Romano

Bizantini

Turchi

Arabi

Saraceni

Normanni

Borboni

 

Con la Costituzione ai Siciliani  voluta da Ferdinando IV di Borbone nel 1812, nasce la “mafia”,  braccio armato dei  baroni che la utilizzano come potere becero accanto a quello dello Stato contro la popolazione…

(mi pare che anche oggi non si discosti dal suo agire originario, è corposamente rappresentata  in parlamento)

 

…culminando nel 1861 con l’arrivo del “mercenario nizzardo” e della sua banda di tagliagole che tanto per gradire, appena sbarcati diedero vita alla strage di Bronte.

(Una ballata sull’episodio e’: “vitti na crozza”, ma spogliata dalla tarantella e dai personalismi che inquinano il testo)

 

Dico sempre che, se gli inglesi si fossero fatti una padellata di cazzi loro, quel bandito pagato da Vittorio Emanuele, non avrebbe avuto modo di sbarcare, come diceva la mia bisnonna Caterina (morta a 108 anni e che me la raccontava a modo suo, nella sua semplicità è stata una testimone dei fatti):

“stu bastaddu, avia a calari o funnu, puttau a morti e a fami peggiu i prima, ma a Milazzu u bastuniaru comu diu cumanna”

Il resto delle conseguenze di quella “epica garibaldina” lo potete leggere nello splendido libro di Verga “I Malavoglia”, dico che manca l’onestà intellettuale per riscrivere la storia collocando al posto giusto i tanti “eroi per comodo” che molti si ostinano a celebrare e “cosa nostra” che fin dal suo atto di nascita e’ stata “cosa  loro”.

 

La Sicilia e’ nella mia pelle, nel mio parlare il dialetto a ogni occasione, nella mia memoria di adolescente che passa le sue estati in un campeggio tra Scoglitti e Camarina, i primi siti archeologici che raccontano chi e quando e’ arrivato nella Trinacria della Magna Grecia.

 

Ho camminato scalza nella Valle dei Templi di Agrigento, non volevo fare rumore con gli zoccoli, mi sembrava di disturbare la memoria di quegli uomini e quelle donne che avevano contribuito a erigere quelle meraviglie architettoniche.

 

Mi sono seduta sui gradoni del teatro Greco di Taormina pensando alle tragedie di Eschilo, ho guardato dall’alto di Tindari la zona di mare sottostante pensando al tiranno di Siracusa Dionisio che l’ha fatta costruire per difendersi dagli Spartani.

 

Ho guardato dalla spiaggia dell’Isola delle correnti verso l’Africa chiedendomi se la mia terra si e’ staccata dallo stivale o dall’Africa, quanti di quelli che ci hanno preceduti sono arrivati da quella parte.

 

Pensavo a quanto la chiesa ha modificato della storia imputando bellezze mozzafiato a miracoli di madonne variopinte, a dove e quanto il fanatismo religioso (tutte le religioni) cancella gli eventi storici.

 

Non sono mai riuscita a guardare un reperto archeologico senza abbinare la parte storica di pertinenza, comprese le maestraenze che lo hanno costruito, la mia terra è ricchissima di zone archeologiche, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta, ma non e’ solo questo, e’ cultura, quella con la C maiuscola, ci descrivono come esportatori di mafia, di pigri, indolenti, assenti.

Ogni tanto mi chiedo se gli stessi Siciliani mentre gustano una fetta di cassata, un cannolo, il pane con la “ciciulena”, u turruni, i morticeddi, sanno da dove arrivano quelle ricette e quel culto per i morti, così diverso dal tipico 2 novembre (per noi quasi un dialogo) del resto d’ IItalia, ci arriva dagli Arabi, dalla cultura Greca che lascia una porta aperta tra il mondo dei morti e quello dei vivi,  rammento che da piccola, all’avvicinarsi del 2 novembre, si preparavano i “sepolcri”, ovvero, si mettevano al buio scodelle o piatti con lenticchie (e forse acqua), la sera tra l’1 e il 2 si esponevano sui tavoli con pane e non ricordo cosa, il mattino dopo noi bambini trovavamo dolci e giocattoli, accidenti come li amavano i morticeddi, non vi prude la memoria su un certo Ulisse che dialoga con la madre morta? E che ne dite di ricollocare il riferimento all’epifania?

Il 70% degli usi, costumi e consuetudini ci arriva dal Medio Oriente e non dalle mille camicie rosse sbarcate come cavallette su un campo di grano … figli di…

 

Per i distratti a ogni costo, quelli che seguono sono Siciliani e se vi sembra poco…

 

ARCHIMEDE

EMPEDOCLE

VERGA

TOMMASI DI LAMPEDUSA

PIRANDELLO Nobel

QUASIMODO  Nobel

SCIASCIA      

ZICHICHI

CAMILLERI

 

Sono quelli che mi stanno venendo in mente di getto, date uno sguardo a Franca Viola, scoprirete che non serve dichiararsi femministe per affermare la propria volontà e il proprio essere donna mentalmente libera.

Su di lei, Damiano Damiani ha girato un film "La sposa più bella".

 

Ovvio che non siamo orgogliosi di Dell’Utri o Cuffaro, ci vorrebbero nuovi VESPRI come nel 1200, la parola d'ordine non dovrebbe essere "CICIRI" ma "SEI INQUISITO", ok, ma cazzarola, il “padrone delle ferriere" e’ nato in Lombardia non certo a Corleone e come curriculum lo si può valutare in metri cubi di faldoni, Bossi e’ nato nel Varesotto non a Pantelleria, come limiti non lascia spazio a dubbi…mi pare che possa bastare...anzi no, un episodio reale che mostra come Salvatore, un autotrasportatore intelligente ma analfabeta, ha preso la patente.

L'esame per la categoria non alfabetizzata era orale, gli misero davanti il cartello col divieto di transito, era l'ultima domanda, non riusciva a dire "divieto di transito" sbottò in un

 

ICCA' NON PASSA MANCU DIU!!!

 

Tra l'ilarità della commissione prese la patente.

 

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Agrigento, Valle dei templi, tempio della concordia

 

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Taormina, tempio Greco

 

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Estrema punta sud della Sicilia, Isola delle correnti