giovedì 19 novembre 2009

RFID e POSTUMANESIMO

 

Gironzolando in rete mi sono imbattuta in una mia vecchia conoscenza, RFID, Radio-Frequency-Identification-Devices, meglio conosciuto come CHIP, non troppo conosciuto come “microchip corticale”, si pensa che sia un oggetto usato per non perdere il cane, il gatto, il bancomat, la carta di credito…io e un nutrito gruppo di amici lo chiamiamo “il codice a barre” della prossima generazione.

A questo indirizzo la sua spiegazione capillare e i danni che causa, avevo pensato di postare l’intero articolo col permesso dell’autore, ma visto che sarei stata la quarta a farlo… 

http://ilcorrosivo.blogspot.com/2009/11/la-lunga-ombra-degli-rfid.html

 

… parlo a grandi linee del “Progetto Postumano” messo in cantiere tra la fine degli anni 70 e inizio 80. A quest’altro indirizzo i danni che ha causato e continua a causare.

http://www.aisjca-mft.org/chips-viol.htm

 

I componenti di questo progetto provengono da ogni disciplina nota e anche da quelle a noi ignote, tra le loro fila ci sono scienziati, biologi, storici, sociologi, tecnologi ingegneri, qualche genio, come Ray Kurzweil. Tutti convinti assertori di quella che Francis Fukuyama, professore di economia politica internazionale alla Johns Hopkins School e membro del Consiglio del presidente degli Stati Uniti d'America sulla Bioetica, ha definito come "l'idea più pericolosa del mondo: la liberazione della razza umana dai suoi vincoli biologici".

Già il concetto di liberazione della razza umana dai vincoli biologici la dice lunga sul fine, quando ho conosciuto un paio di cultori del tema è quasi finita a rissa fisica, studiavano l’ibridizzazione tra memoria biologica e memoria meccanica, una specie di Ciborg, sentirli parlare convinti della bontà del prodotto mi spinse a chiedere

“a chi serve e a cosa serve”

“non ho risposte da darti”

“capito, siete quelli che non si chiedono mai se è utile o se sarà un disastro, per voi conta che sia fattibile, se poi generate una marea di morti non importa, per voi è fattibile”

Il manifesto del Progetto Postumano è un messaggio illusorio, fa presa e si avvale di un paio di testimonial che nessuno di noi metterebbe al rogo per essersi sottoposti a impianti craniali, il portavoce o uno dei portavoce italiani ha rilasciato una descrizione del fine che si prefiggono, copio uno stralcio dal sito di Linus:

Quando si parla di transumanisti salta sempre fuori l'"uploading". Può spiegarci cos'è e in cosa consiste?

“L’uploading è il trasferimento di una mente umana in una macchina pensante. Al momento, però, è solo una speranza, sappiamo che è possibile trasferire informazione da cervelli biologici a macchine elettromeccaniche e viceversa, e questo fa ben sperare che l’intera coscienza possa un giorno essere “scaricata” dalla scatola cranica al computer.

Mi rendo conto che questa ipotesi al lettore tecnofobico potrebbe apparire inquietante più che affascinante. Per noi transumanisti è invece una speranza, perché significherebbe la sconfitta definitiva della morte. Immaginiamoci centenari e morenti in un letto di ospedale. La scelta è tra l’annulamento definitivo del nostro essere e il trasferimento della parte più importante di esso – la coscienza con tutti i ricordi – in un nuovo corpo”…

Non dice di quanti (ne conosco parecchi) se lo sono ritrovato addosso e non lo avevano chiesto, spacciati per schizoidi, una volta eliminato l’intruso erano sparite anche le voci.

E continua nell’illustrare quanto sia bello il chip nella testa, peccato che nel 2002 Rodotà si è schierato contro, solo che lo ha fatto in maniera soft e non ha dichiarato fuori legge la sua commercializzazione.

Non dice su chi e per quanto è stato testato, ma ai suoi occhi siamo “tecnofobici”, mi chiedo:

“quanti di noi se ne andrebbero in giro con un ospite che, non solo fa sapere dove sei, ma trasmette a due monitor a distanza con chi sei e cosa stai facendo”?

lunedì 16 novembre 2009

NOI CHE NE ABBIAMO LE SCATOLE PIENE…

…di essere additati come emblemi del meglio o del peggio del 1968, dipende dalla parte che ci indica, spostando l’ordine dei fattori  il risultato non cambia, o su un piedistallo come emblema  del meglio o nella polvere, come emblema del peggio. 

Sempre emblema e mai persone.

Questa volta a rompere le scatole ci si mette Gian Luigi Paracchini del  Corriere della sera.

Libertà, musica e ora la pensione. La vita (in discesa) dei nati nel ’48

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_16/nati_nel_48_be5fc2c8-d27b-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml

Il tipo “ci riassume nello stereotipo”:fumo, sesso, rock&roll, posto fisso, mutua, assegni familiari, istruzione gratuita, atenei  accessibili e borse di studio, vita in discesa e gaudente con la pensione assicurata, siamo arroccati nella convinzione di essere stata la meglio gioventù con la migliore colonna sonora, noi nati nel 1948  siamo  troppo fortunati  e troppo autoreferenziali per risultare minimamente simpatici.

Ma questo illustre sconosciuto è convinto che ci è stato elargito tutto benevolmente come la manna dal cielo?

Se si, è un’ignorante (nel senso che ignora la storia del periodo), se no (riletto il pezzo  ne sono convinta), vorrei sapere quanto lo pagano per la creazione di una nuova categoria di nemici dell’odierna economia.

Non saremo simpatici ma sempre meglio che essere “limitati mentali che si apprestano a nuove crociate”.

Nel 73 De Andrè li definiva “…intellettuali di oggi, idioti di domani…” aveva ragione.

Non mi è piaciuto l’articolo ne per contenuto, ne per  impostazione, leggendolo anche nelle pieghe mentali più contorte dell’autore, quello che ne deduce chi legge “mordi e fuggi” è ovvio, noi siamo i privilegiati garantiti a vita da una rendita quasi discutibile.

Sono sicura che se lo incontrasse un muratore con 40 anni di pala e picco impressi  nelle mani sotto forma di calli, gli farebbe fare il giro turistico dell’Italia a ceffoni, per fargli schiarire le idee su quanto gli è costata la rendita vitalizia, come sono sicura che, se lo incontrasse un tranviere in pensione, lo appiccicherebbe alla parete di un deposito tranviario, con la speranza che venga spiaccicato dai respingenti di una vettura guidata da un uomo stanco dopo otto ore di traffico e umanità varia, umanità che ti scodella nelle orecchie le sue disgrazie vere o presunte e nelle narici olezzi di vario genere, compreso quello intestinale.

Per non parlare se lo pesca un metalmeccanico dopo 35 anni di catena di montaggio e buona parte di lavoro pagato a cottimo, avevamo proprio bisogno di un altro sputasentenze della domenica e tuttologo a tempo perso.

Dice che siamo stati i ventenni del: fumo, sesso senza aids (le multinazionali farmaceutiche non avevano ancora impestato l'umanità con le loro ricombinazioni geniche o vaccini dal ceppo animale), rock&roll, fortunati perché abbiamo visto i Beatles e siamo nati lo stesso anno del vinile (meno male che si è ricordato di dire che siamo nati l’anno dell’entrata in vigore della Costituzione).

Perché non prova a parlare di noi ventenni  occupanti università e fabbriche per ottenere il diritto allo studio per tutti e un minimo salariale garantito fuori dal lavoro a cottimo?

Come mai non parla delle ore di sciopero che ci è costata la legge 300, quanti di noi si sparavano 8 ore di lavoro e 5 di scuola serale o di università? Perché diavolo non dice che solo una piccola parte ha depistato creando  gli anni di piombo e rompendo le scatole anche a noi che ci battevamo per un paese più moderno e colto? Come mai  non parla di cosa abbiamo contribuito a mettere sulla bilancia dei diritti delle donne?

Siamo autoreferenziali? Ne abbiamo il diritto, miravamo allo sdoganamento dall’ignoranza di  massa, per noi la scuola non era un parcheggio ma una scelta, lo studio era la fame delle menti e veniva saziata, perché non dice che,  un certo Mario Capanna tenne un discorso in latino di venti minuti al parlamento europeo e alla fine del suo discorso gli astanti sono scattati in piedi applaudendolo per dieci minuti di fila? dirlo comporta ammettere che non eravamo poi quegli zotici votati alla contestazione di parte e basta?

Siamo autoreferenziali perché ci definiamo “la meglio gioventù”? E’ vero, siamo quelli che a 20/22 anni, hanno gettato le basi che hanno regalato ai discendenti le riforme sociali, tutte le riforme sociali, le abbiamo conquistate e molte volte pagate salate, la pensione non è una elargizione che ci viene data (come oggi) dopo due anni e otto mesi di “cazzeggio a Montecitorio” o imbrattando una pagina al solo scopo di coprire uno spazio bianco, ce la siamo sudata alla catena di montaggio, sui tram affollati e puzzosi, mettendo un mattone sull’altro, scavando fogne, posando tubi, stando a una scrivania, sopportando le mestruazioni mentali  del capoccia di turno e non per due miseri anni da parlamentare, ma per 30/35/40 anni, noi ventenni allargavamo le braccia per la conquista di una vita migliore, oggi allargano altro per  conquistare un siparietto da escort o tronista, la comparazione non si pone.

Siamo troppo fortunati per risultare simpatici?

E a chi dobbiamo risultare simpatici? Ai tuttologi? Agli psicologi? Ai sondaggisti? Agli economisti? Ai politici? Ai pennivendoli della domenica o ai ventenni e quarantenni che ci guardano con malcelata invidia per  il reddito che percepiamo  senza guardare quanto ci è costato ottenerlo e  che non fanno niente per evitare che gli vengano sfilati dalle dita quei diritti che noi, “antipatici e goderecci” abbiamo ottenuto facendo le barricate, i picchetti, le occupazioni, gli scioperi, pagandoli  con licenziamenti ed espulsioni dagli atenei? 

Leggendo quell’articolo mi sono detta che, non solo siamo stati “LA MEGLIO GIOVENTU’”  siamo anche le “MIGLIORI MATERIE GRIGIE”  che circolino, non solo non ci voltiamo indietro per  autoincensarci, ma guardiamo avanti, noi sappiamo pensare, abbiamo saputo costruire e se tutto questo ci rende antipatici…dormiamo lo stesso.

domenica 15 novembre 2009

SPINOZA e TUBAL

La sintesi satirica degli eventi della settimana o quasi.

 

Caso Cucchi, spunta un testimone. Ma è molto molto magro.

Giovanardi: "Stefano Cucchi è morto perché anoressico e drogato". Risolto anche il caso di Cogne: Samuele è morto perche era piccolo e indifeso.

"Era tossicodipendente e malato, la sua vita era devastata dalla droga". In pratica gli hanno fatto un favore.

(Sono migliaia le persone che si riducono in condizioni drammatiche per la droga e diventano larve, diventano zombie, diventano Micciché)

Alfano: "Stefano Cucchi non doveva morire". I ragazzi avevano appena cominciato a divertirsi.

Il ministro della Giustizia ribadisce: "Il governo vuole la verità". Sta solo scegliendo quella più conveniente.

Giovanardi si scusa con la famiglia Cucchi: "Avete frainteso le mie stronzate".

Giustizia, pronta la norma sul processo breve. Poi dicono che Berlusconi non si fa le leggi su misura.

Questa legge manderà all'aria migliaia di processi. Vien quasi nostalgia del lodo Alfano.

Il ddl si intitola testualmente "Misure per la tutela del cittadino". Non ci resta che scoprire chi è.

Si abbreviano i tempi di prescrizione. La data di scadenza è impressa sul tappo.

Berlusconi illustra il processo breve: "Prrr".

La maggioranza rifiuta l'etichetta di legge ad personam e assicura che Berlusconi potrà ancora essere beatificato.

Protestano anche gli avvocati: con la nuova legge, chi avrà bisogno di loro?

Roberto Saviano scrive una lettera a Berlusconi: "Ritiri la legge e si lasci processare". Non mi aspettavo questa svolta fantasy.

Immunità parlamentare, il Tg1 si schiera. Non succedeva da almeno 24 ore.

Asteroide sfiora la Terra. Era solo un avvertimento.

 

http://www.spinoza.it/feed/

 

TUBAL

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Indro Montanelli
I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l'atto di fede.

(me l'ero persa e mi pare azzeccata) ;-))