sabato 30 luglio 2011

QUALCOSA DI SINISTRA?

 

In rete ma rigorosamente tra le biografie alla memoria

 

"È socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere la propria esistenza e di costruire la propria vita".

Riccardo Lombardi

 

Dice di lui Giorgio Ruffolo in Per una Società diversamente ricca

” Viveva il presente come storia.

Ciò che gli premeva era di capire ciò che stava nascendo.

Di qui la sua curiosità vorace per tutto ciò che si scriveva ( leggeva smisuratamente, le sue letture le andava scovando, come un segugio ) e che aveva a che fare con le cose che si muovono, che si trasformano, che mutano.

Di qui la sua naturale incapacità di chiudersi in una corazza ideologica o teologica.

La sua inquietudine. La sua criticità. Il suo acuto desiderio di smascherare. Di vedere quel che c’è sotto. E quel che può venire dopo.

Uno strano fenomeno di utopista pragmatico “.

 

Anche a me dicono che ho visioni utopiche, di una società armonica, rispondo che la mia utopia l’ho fatta nascere 27 anni fa, l’Associazione Sportiva Beppe Viola ha 27 anni e nel settore giovanile dilettantistico, è un’età veneranda, intanto resta uno dei punti di aggregazione della Circoscrizione 2.

 

Per me Riccardo Lombardi è stato uno dei politici illuminati che ho avuto il privilegio di conoscere.

 

Ovvio che ho conosciuto anche pezzi di m...a conclamata, ma non si può buttare via il bambino con l’acqua sporca, del resto, il cazzotto che Lombardi diede a cicchitto mentre gli faceva confessare pubblicamente il numero della tessera alla P2 è stato gratificante per chi c’era.

 

Ascoltate questi due discorsi brevi di Pertini, ditemi, oggi c’è un politico che parla di “giustizia sociale” e di “Libertà” alla stessa maniera?

 

 

 

 

Ho spulciato tutti i giornali...ops, tranne due, tutti parlano degli indici di borsa, del debito pubblico, della casa da 10.000 € al mese di tremonti,

dei mandati di comparizione, delle tangenti a PDL e PD, di insulti tra ministri, senatori, portaborse e leccapiedi, dei ministeri che si spostano dietro al ministro, di querele che si scambiano ministri e giornalisti.

 

Alla fine mi sono detta che questo è uno stato di pura schizofrenia collettiva della classe dirigente, non mi va di chiamarla classe politica, la Classe Politica era rappresentata, tra gli altri, dai due personaggi in apertura di post.

 

Questi schizoidi si sono talmente blindati che stanno scordando che esistono gli Italiani con i loro bisogni, ci calano addosso una gragnucola di imposte e non hanno la decenza di prendere una pausa dalle porcherie di parte.

 

Passa la voglia di scrivere e la ragione è dentro quelle facce che da 17 anni prendono per il sedere la gente e la gente torna a rivotarli invece che rivoltarli.

 

Ok, sono avvelenata, processo lungo o breve che sia, la casta approva, mi chiedo, se un comune mortale spacca la faccia a un politico nostrano, sarà processo breve o lungo?

 

Cercavo qualche articolo che non fosse tecnico e zeppo di termini come “spread” o “default” sull’origine di questa maledetta crisi...l’ho trovato, scritto da Giorgio Ruffolo...due anni e mezzo fa.

 

Se volete “eccitarvi”, leggetelo

 

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23559

 

mercoledì 27 luglio 2011

UNA IENA DI NOME...

 

Borghezio

 

Delirium tremens quello di Borghezio
che sulla triste strage norvegese

ha tenuto una brillante lectio

col vuoto cerebrale più palese. 

 

«Con Anders Breivik nessuno screzio !

Il fondamentalismo delle Chiese

vola sull’altalena d’un trapezio,

io lo rappresento nel Paese !».

 Mario Borghezio da sempre nazista,

è un padano molto esemplare.

Naturalmente fondamentalista

e privo del cervello per pensare.

La merda si discosta se lo vede

per non esser sporcata da quel piede !

vox

26 luglio 2011

 

http://quannocevocevox.blogspot.com/

http://www.insertosatirico.com/

 

E’ da ieri che mi domando se vivo in un Paese con la peggiore classe politica dall’avvento della Repubblica o la peggiore popolazione dall’avvento della Repubblica.

 

I giornali al soldo del fondoschiena del califfo hanno scritto titoli e articoli che se la prendono con i ragazzi di Oslo che non si sono ribellati all’assassino.

 

Roba da impalare l’autore (mi fa schifo anche solo scriverne il nome) alla maniera che il Conte Vlad usava per mantenere il potere.

 

La sanguisuga europarlamentare (a dimostrazione che ho ragione nel dire di abolire l’europarlamento), ha dato un nuovo saggio della sua natura animalesca stabilendo che l’assassino di Oslo ha ragione.

 

Un magistrato che lo accusi di apologia di stragismo c’è?

 

Questo imbecille siede al parlamento europeo, vista la canea di idioti che lo seguono, non sarebbe il caso di mandarlo in galera a meditare sulle sue fetide esternazioni assieme a chi lo spalleggia?

 

Il nazismo di Hitler ha preso piede alla stessa maniera, un coglione disturbato mentale che ha mostrato quanti coglioni disturbati mentali abitavano la Germania, hanno dato vita alla seconda guerra mondiale, quanti sono i coglioni disturbati mentali italiani?

 

Ascolto musica e ormai sapete che sono “tarata” su un cantautore, sto ascoltando quel “genio di paniz”, la canzone sotto esprime il mio stato d’animo...o livello di incazzatura se volete.

 

 

La vita lentamente ha dipanato i suoi sentieri
confuso le mie strade con le altre, i domani con i ieri
io che ho cercato un altro tempo
io che sono sempre contro vento
io che non cerco di nascondermi e urlo davanti alla porta
rimango ferma qui a pensare che la vita non è morta.

Il resto del testo lo travate in rete, questo sopra è la parte finale, la vita non è morta, ma ho la netta sensazione che sia in agonia costante...per colpa dei coglioni alla borghezio e bossi padre e figlio, la diversità di idee porta al confronto, ma questa diversità porta al mesozoico...

 

lunedì 25 luglio 2011

ORE 14:32 A TORINO LA TERRA TREMA

 

 

Calata nella lettura mi sono bloccata a fissare le ante della finestra che tremolavano e la percezione che la sedia si stava muovendo accompagnata dal sottofondo sordo e cupo, tipico della scossa tellurica.

 

Non è stata leggera, 4.3 di magnitudo.

 

La durata di circa 30 secondi mi è sembrata interminabile, con la sedia che mi sussultava sotto e le dannate ante che continuavano a tremolare.

 

La sensazione di impotenza diventa tangibile, la tocchi, la senti corpo solido che può sbriciolarti in 30 dannatissimi secondi.

 

Non ho avuto paura, solo stupore, quando è finita mi sono affacciata e con me chi non era al lavoro, facce spaventate e facce sorprese come la mia.

 

Quando mi capita di sentire la terra che balla non posso fare a meno di pensare alle volte precedenti.

 

La prima avevo 8 anni ed ero nella casa dei nonni materni, dormivo con mia zia, mi ritrovai a terra con il letto sopra, urlai come un’ossessa e mia zia con la flemma della fatalista mi scosse dicendomi:

 

“e statti muta chi ruspigghi a tutti, è sulu na scossa i terremotu, avanti, aiutimi a mettiri u matarazzu o postu e cucchiti”

 

La seconda ne avevo 13 ed ero con un piede ingessato a causa di un fallaccio durante una partita di calcio in convitto, il letto si staccò dal muro assieme ad altri finendo addosso a quelli di fronte, le urla si sprecarono fino alla comparsa del primario sulla porta che sibila:

 

“e allora? cosa c’è da sbraitare, è solo una scossa di terremoto, niente altro”

 

Nel 1978 abitavo in questa via, un civico diverso, l’avvisaglia mi arrivò dall’inclinazione del lampadario della cucina, il rombo e la danza, in quella occasione mi sorpresi a dire a mio figlio che aveva 9 anni:

 

“non preoccuparti, è solo una scossa di terremoto, se cerchi di scendere rischi di farti male a causa della gente che sta precipitandosi per le scale”.  

 

Oggi ero da sola a fissare le ante che tremolavano, ad ascoltare quella specie di tuono in sottofondo, ad aspettare che la sedia smettesse di scecherarmi, quando è finita sono entrata in rete

 

Il corriere della sera lancia un messaggio

 

Sei da quelle parti? raccontaci la tua esperienza

 

Mi è venuto spontaneo un MA VAFFANCULO, vallo a chiedere a chi non ha potuto dire “è solo una scossa di terremoto”.