Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post

giovedì 4 febbraio 2010

NICHI VENDOLA

 

A meno di due mesi dal voto non si muove una foglia, o meglio, si muovono le due coalizioni, ma si muovono tra esse, lotta fratricida, risse per chi deve essere “nominato” candidato, da una parte e dall’altra.

 

Da vomito, da scegliere la gita fuori porta piuttosto che perpetuare questo sistema elettorale da paese latino americano, da dittatura bipartisan.

 

In Piemonte abbiamo la Zarina contrapposta al leghista Cota, ho guardato le coalizioni, Arcobaleno, Progresso e Libertà appoggia la Zarina.

 

Andrò a votare.

 

Personalmente appoggio Nichi Vendola, una delle poche teste della sinistra che quando parla mostra di avere la lingua ben collegata al cervello.

 

Sta parlando e mi sto riconciliando col politico che parla alla gente senza giri di parole, mi auguro che il numero di coloro che lo vediamo come la rinascita del vertice della sinistra aumenti, .

 

La base c’è, ci siamo, manca chi ci sappia rappresentare, forse sbaglio, ma sono del parere che Vendola sappia rappresentare la gente che lo ha votato.

 

NON  VINCONO

Bertoli l’ha scritta quasi 30 anni fa, oggi ci sta tutta.

mercoledì 14 ottobre 2009

PD, UN NEOLOGISMO…

Finalmente mi sono data la spiegazione del significato PD, è successo ieri sera dopo aver sentito la motivazione data da Paola Binetti al suo voto contro il decreto legge sull’omofobia.

PD è il riassunto della bestemmia nazionale dopo che Veltroni è stato eletto segretario, visti i risultati delle ultime elezioni il popolo della sinistra ha esclamato: P…..D…!!!

Lo ha urlato a gennaio per colpa della Binetti nel caso Englaro, lo ha urlato ieri sempre a causa di questa …

Ieri al telefono un amico più rosso di me lo ha sparato al mio orecchio esclamando:

“quel c@@@o di miscuglio non è un partito, chiamarlo partito è solo una bestemmia”

La mia risata lo ha mandato in bestia, ma gli ho detto che senza volerlo mi aveva dato la spiegazione inopinabile di quel contenitore di tutto e il contrario di tutto.

Provo una sola consolazione, non aver votato PD, la mia coscienza non si ribella per quel peccato mortale con l’uso della parola in parlamento.

La Binetti sta alla sinistra come Berlusconi sta alla democrazia.

Ma la ricerca scientifica ha le sue colpe, dovrebbe parlare dei dotti di Wolf e Muller, spiegare cosa sono e cosa genera una loro devianza.

 

martedì 9 giugno 2009

SCONFITTA - DOCET

Da un TG all’altro, cercandoi risultati elettorali, cifre poche e parole tante,

un fiume in piena, tra vincitori e … vincitori, ..no…non e’ uno sbaglio, a

sentire loro hanno vinto tutti, compresi quelli che non hanno raggiunto il quorum,

 a perdere siamo stati noi elettori di sinistra.

Me l’aspettavo, due sere fa mi sono sentita dire:

 

Per chiunque io voti, non andra’ mai a chi voglio, quindi me ne sto a casa.

 

 L’affermazione di Ignazio mi si e’ inchiodata in testa e mi sono detta che non

ha tutti i torti, cerca la sua identita’ politica assimilata col poppatoio, non esiste,

non c’e’ piu’, tutto e’ cominciato il 12 novembre 1989 con la “svolta della

bolognina”, caduto il muro di Berlino Occhetto ha pensato di frantumare anche

il partito comunista piu’ grande dell’europa dell’ovest e dichiarare guerra al

PSI,  ho visto vecchi compagni piangere dicendo:

 

Io sotto la quercia non mi ci vado a sedere.

 

Poi e’ toccata a noi, smembrati da tangentopoli, la sinistra Lombardiana, i

nipoti di Nenni, i seguaci di Matteotti, i socialisti onesti abbiamo dato

l’anima per tenere in piedi il partito, la fuga di massa verso i forzisti ha spazzato

via l’ambiguita’, non ci e’ dispiaciuto, (ci hanno risparmiato lo sforzo di buttarli

fuori) ma col tempo sempre piu’ esigui e sempre piu’ disincantati, ancora oggi

l’essere socialista scatena insulti, bene che vada ci chiamano ladri,

indiscriminatamente, io sono orgogliosa di  essere socialista, non potrei essere

niente di diverso, sono piu’ a sinistra di chi si sente un puro nel troiaio che e’

il PD, le ibridizzazioni generano solo “chimere”, andiamo avanti, tutto il popolo

della sinistra ha sperato nell’ultimo governo Prodi, coalizzando le varie anime

della sinistra, metteva fine alle divisioni e agli astii. Illusione, che non sarebbe

durata l’ho detto vedendo Mastella e Dini, non mi sono stupita quando il

governo Prodi e’ franato sotto i colpi di Mastella e il voltafaccia di Dini,

non si puo’  pretendere che nella stessa stanza convivano il Cilicio e l’Ateo.

L’onesto per cause naturali e il bustarellaro per cause sempre naturali.

Il bambino era nato con un difetto congenito incurabile, nel suo cervello

abitavano Caino e Abele, sappiamo com’e’ andata.

Le segreterie delle varie correnti non hanno pensato alla base che sperava

in una svolta seria, che ridesse identita’ e appartenza, siamo rimasti orfani,

tutti. Coloro che hanno la mia eta’ o poco meno, quelli che sono cresciuti

nellesezioni di sinistra, quelli che abbiamo reso forte il sindacato, tutti noi

siamo orfani dell’identita’ politica che ci ha accompagnati come una

colonna sonora, sono andata a votare, per la provincia ho votato la linea

di Chiamparino, Saitta, per l’europa ho votato la sinistra extraparlamentare,

sto aspettando i risultati della provincia, ma da come si e’ messa, si andra’

al ballottaggio, nell’attesa scrivo, scrivo e penso a un uomo che il PCI

aveva macellato a causa della morale bigotta e bacchettona, alle sue

parole, ve le propongo, parole come macigni sul simbolo unitario della

sinistra, un dolore quasi fisico, scritte una vita fa e sembrano scritte oggi.

La memoria estirpata proprio da chi aveva il dovere di tenerla viva.

Alla bandiera rossa

Per chi conosce solo il tuo colore,

bandiera rossa,

tu devi realmente esistere, perché lui

esista:

chi era coperto di croste è coperto di

piaghe,

il bracciante diventa mendicante,

il napoletano calabrese, il calabrese

africano,

l'analfabeta una bufala o un cane.

Chi conosceva appena il tuo colore,

bandiera rossa,

sta per non conoscerti più, neanche coi

sensi:

tu che già vanti tante glorie borghesi e

operaie,

ridiventa straccio, e il più povero ti

sventoli. (Pier Paolo Pasolini)

 

Di seguito lascio la parola a Vox, il sonetto e’ dedicato a chi non ha sentito il bisogno di andare a votare. Ponzio Pilato e’ tornato di moda. Nemmeno io volevo votare, ma non facendolo avrei insultato i miei trascorsi in prima linea per i diritti di tutti e in particolare delle donne.

 

risultati

 

“Qualcuno frena e qualcuno tiene”.

E’ il giudizio sulle elezioni;

molti si sentono le balle piene

come dismostrano le astensioni.

 

Tanti dicono : <<E’ andata bene!>>,

ma per nascondere le delusioni!

A risentirne è sempre l’igiene,

visto che ci terremo Berlusconi.

 

Chi, per tenersi le mani pulite,

ha protestato e non ha votato

ha, tuttavia, deciso la lite

 

e, non volendo, ha partecipato.

Hanno manifestato malcontento

Facendo sì che spiri questo vento!

 

Vox

8 giugno 2009 in Inserto Satirico.

 

 

Ficchiamoci nelle teste tutti quanti che, se il presidente del milan non ha esondato lo si deve a lui, anzi, al suo basso ventre, se le “anime pure” che non si sono volute sporcare le mani con le schede elettorali avessero fatto lo sforzo, come sarebbe andata?