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domenica 18 marzo 2012

IL CIBO E’ COME UNA PUTTANA…

SEMPRE DISPONIBILE, BASTA PAGARE.

 

(elucubrazioni di un pomeriggio uggioso e noioso)

 

Non è mia, l’ha coniata un giovane che ha deciso di darsi alla vita agreste

 

«Come essere felici con 200 euro al mese» - Corriere.it

 

 

Letto l’occhiello …mi sono chiesta come diavolo fa a vivere con 200€ al mese, sono andata a leggere l’articolo.

 

La sua scelta è sbarcata in rete attraverso il suo blog “Pecoranera” e ora è diventato un libro che racconta la sua esperienza e il suo rapporto con il cibo che, Devis Bonani paragona a una puttana a tariffa variabile.

 

Della serie: almeno due volte al giorno, tutti, ma proprio tutti, ministri di culto compresi, andiamo a puttane.

 

Dopo avere dato una scorsa a tutti i giornali, i TG, i blog…ho spento decisa a prendermi una pausa dalla normale incazzatura quotidiana.

 

Ho ripreso un ora fa, è mancato un pelo che mi venisse un travaso di bile

 

Sotto Monti, debito pubblico record"Per ogni italiano 32mila euro"

 

ho traballato, come, sto contando i mesi che mi separano dal 30 giungo 2013, data fatidica del pagamento dell’ultima delle tre rate semestrali del mutuo e a mia insaputa, sommando i miei 32mila ai 32mila di Maurizio, sono indebitata fino agli occhi?

 

Nel nome di chi e per cosa?

 

Questa mattina mi hanno fatto la fatidica domanda:

 

“Che ne pensi della Fornero?”

 

Ho guardato Donato e deve essermi comparso un ghigno da manuale della perfetta carogna, si è messo a ridere, gli ho risposto:

 

“Ti riferisci alla canavesana salice piangente?...quella che parla di “paccate”? ...quella che per finezze espressive verbali sta facendo scordare Di Pietro?... si? ... ok, diciamo che non maschera le origini, rammenti quel detto Piemontese ...  La cativa lavandera a treuva mai la bun-a pera ... devo continuare?”

 

Continuando a ridere ha fatto no con la mano e siamo andati a prendere un caffè, abbiamo da programmare il torneo di Pasqua.

 

Leggo l’ultima presa di posizione di Monti, ordina alla ministra canavesana di chiudere la “riforma del lavoro entro 10 giorni”, con o senza le parti sociali.

 

La triade sindacale fa dichiarazioni separate, la presidente di confindustria sbraita che se si gioca al ribasso lei non firma, i piccoli imprenditori dicono no alla ipotesi di pagare di più i contratti a termine...e la parte sociale “oggetto del loro contendere” che diavolo fa?

 

Ho letto le ultime notizie dalla Grecia, tedeschi, italiani e francesi stanno comprando immobili nelle località pregiate della Grecia a prezzi da saldi dei grandi magazzini...

 

Malignamente ho pensato che tra non molto leggeremo questo cartello

 

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Certo che un ministro per l’ambiente favorevole al nucleare e agli OGM è inquietante, una ministra lacrimosa e permalosa è ridicola, un capo di Stato che parla di sacrifici necessari per il Paese scordandosi dell’agonia del Paese comincia a farle girare, un capo del Governo che progetta un decreto Salva Italia che si riduce al solito aumento della benzina, all’aumento delle sigarette, all’aumento dell’IVA, all’introduzione di nuovi balzelli...mostra problemi di memoria retrograda ... scusi Professor Monti ... che fine ha fatto l’equità?

 

Scordavo Professore...concordo con Lei, la Fiat ha il diritto di andare dove vuole, diciamo che prima si leva dalle scatole e prima si potrà dare vita alla riconversione industriale...uno che giustifica la caduta in verticale delle vendite addossando la responsabilità allo sciopero delle bisarche...la personalità di Peter Pan è più consistente...scordavo...il suo SI alla TAV, manca di delucidazioni sul perchè SI, i benefici da Lei decantati somigliano alle liberalizzazioni annunciate e svanite ?

 

martedì 13 marzo 2012

E SE IL FINE FOSSE L’URANIO E NON LA TAV?

 

Mi continuavo a chiedere, come tutti i NO TAV  o semplici contrari, per quale diavolo di ragione si insiste nel voler scavare 14 chilometri di montagna sapendo che è amiantifera e contiene uranio.

 

Mi chiedevo perché si spazza via un paese, San Giuliano di Susa, per costruire al suo posto la stazione di fine corsa con annessa spianata per lo stoccaggio di merci da trasbordare sui tir.

 

Mi chiedevo perché un impiego massivo delle forze dell’ordine in un fazzoletto di terra ai confini delle montagne e dedito all’alpeggio, all’agricoltura e alla pastorizia.

 

Insomma, trovavo abnorme la determinazione a fare un buco a ogni costo, con enormi costi e altissimo rischio di inquinamento a uomini e cose.

 

Ieri ho letto l’ultimo post di Rossland   Non il dito, la Luna! 

 

e una dopo l’altra mi sono levata le fette di salame che mi impedivano di vedere “le ragioni degli altri”, ossia, le ragioni di chi vuole la TAV e per ottenerla militarizza la zona.

 

Se Rossana ha visto giusto (e credo abbia proprio visto giusto), si spiega perché San Giuliano deve morire, perché al suo posto ci sarà una spianata vasta al punto da far impallidire la spianata delle moschee, si spiega perché da 20 anni piantano reti, effettuano espropri con le buone, in pochi casi, con le cattive tra non molto.

 

Quanto vale un chilo di uranio sul mercato mondiale?

 

Pare che in quella montagna e non solo in quella montagna, ve ne sia in quantità enorme…

 

…i crimini contro la vita li chiamano errori…

sabato 17 aprile 2010

CONSTATAZIONI SOGGETTIVE

Serata Bertoli, quando qualcosa mi da fastidio mi rifugio in due o tre cantautori facendo drizzare le orecchie al cane che dopo un paio di mugolii si sdraia a palle all’aria sulle poltrone e parlare in sardo mio marito, che dopo una serie di epiteti conclude con un “su scorru i sa jaja sua, ma si rifugia in cucina e trova un contenitore sportivo che lo intossica, esattamente come io vengo intossicata dalla politica.

 

Musica a palla e pensieri in libertà, già, la libertà di essere, di pensare e nei limiti della libertà altrui, fare.

 

Mi dico sempre che noi popolo della rete, salvo pochi casi, siamo quelli che hanno un reddito fisso, che sia stipendio o pensione,  abbiamo i piedi al caldo e per quanto ci battiamo per questa o quella parte, pur modificando i nostri consumi, siamo una parte di quelli che arrivano alla fine del mese, comprano libri, partecipano a dibattiti e contribuiscono a mantenere in piedi il sistema Paese.

 

Ma c’è qualcosa che mi disturba, il corto circuito che da qualche anno pare attraversare l’Italia, sempre più velocemente e sempre con argomenti diversi, fino a raggiungere una specie di parossismo sfociante in una forma di schizofrenia collettiva.

 

Si può avere una idea diversa da un’altra persona e andare a mangiare tranquillamente assieme, a me capita, siamo un gruppo di amici che rappresentano l’intero arco costituzionale passato e presente e una vasta gamma di provenienza, non solo regionale, ma di Nazioni, nessuno di noi si sogna di dire “sporco comunista” o “lercio fascista”, peggio ancora, sporco negro o muso giallo, è lontano da noi, da nostro modo di essere menti pensanti.

 

Eppure se mi soffermo sui contenitori di approfondimento, questi insulti volano come aeroplanini di carta in un giorno di gara, con indifferenza e leggerezza.

 

Metto a fuoco cos’è che mi disturba, la sensazione del “déjà vu”, ma con una sostanziale differenza, il “vissuto” aveva punti di arrivo fermi, sia che si fosse a favore o contrari, soggetti specifici e programmi reali da attuare, il “presente” ha qualcosa di aleatorio, volatile e impalpabile, sia che si sia a favore o contrari.

 

Torno alla mia solita maniera di ragionare e stabilisco che tutto quello che viene detto e scritto serve solo a distrarre la massa da quanto si legifera.

 

Già, la massa, ho seguito un pezzo di trasmissione su LA7, il tema, la TAV, sorvolo sul reportage, sono contraria alla TAV per mille ragioni, la penso come Marco Cedolin, un mondo che cresce in maniera geometrica non può che correre verso la terza e definitiva guerra mondiale, il semplice binomio

 Terre emerse e risorse non sta al numero delle bocche da sfamare.

 Sarà fisiologico aggredire i paesi meno sviluppati e depredarli del suolo per produrre cibo, la Cina e l’Inghilterra lo stanno facendo in Africa, noi non siamo da meno, ma ne ho già parlato.

 Dicevo del reportage, tra le altre cose hanno intervistato i rappresentanti della “massa”, non l’uomo qualunque scolarizzato che vota per comodo, sbilanciando il voto ora da una parte e ora dall’altra, l’altro, quello che dice che i NO-TAV sono dei rompicoglioni che stanno impedendo a loro, disoccupati di lungo corso, di sfruttare l’opportunità di lavoro che il progetto dell’alta velocità per il trasporto merci offre.

 La massa che non ha una qualifica, che parla un italiano intercalato da dialetto, moccoli e bestemmie, quella che non si cura di sapere chi governa, ma esige che chi governa gli dia da mangiare, attraverso il lavoro o gli ammortizzatori sociali non importa, destra o sinistra per lei pari sono, la massa che, se trova un capro espiatorio alla recessione (di questo si tratta, inutile continuare a vestirla di carnevale chiamandola crisi) è pronta al linciaggio, la massa che non si cura di sapere se quell’opera è utile o meno, la  massa capisce solo che i NO-TAV stanno ostacolando per lei, una opportunità di reddito.

La massa non si pone la fatidica domanda

 Quando avranno finito quell’opera, la gente della valle che dovrà sloggiare a causa degli espropri, che fine farà? E l’opera in se, a chi servirà se la valle si spopola?

 Trovo giusto battersi per restare a casa propria, ho guardato quelle facce appartenenti alla massa e mi sono chiesta:

 “quanto ci vuole affinchè la massa che ha un unico motto “si lavora e si fatica per la pancia e per la fica” si estingua”?

 Sono tornata alla mia musica, il pesce lesso in salsa verde ha quasi smesso di rompere le gonadi con la RU486, a me vengono in mente le battaglie per la 194 e…mitico Pierangelo, metto il CD con la canzone simbolo,

mi godo la poesia musicata mentre Bobo va a uggiolare a Maurizio che forse è il caso di andare a fare una passeggiata, giubbino, guinzaglio…viaaaa, posso alzare un pochino il volume, mi va di sedere che la mia vicina usa gli apparecchi  acustici.

 

CERTI MOMENTI

 

Anna che hai scavalcato le montagne

 e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno

ma il tuo pensiero è fatto di ragioni


i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d'eresia
il cambiamento impone la reazione
e adesso sei il nemico e così sia


Credo che in certi momenti

il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra

e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono


Adesso quando i medici di turno

rifiuteranno di esserti d'aiuto
perchè venne un polacco ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto


pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa
e tu una Maddalena da pentire


Credo che in certi momenti

il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra

e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono

 
Volevo dedicarti quattro righe

per quanto può valere una canzone
credo che tu abbia fatto qualche cosa

anche se questa è solo un'opinione

 
che lascerà il tuo segno nella vita

e i poveri bigotti reazionari
dovranno fare senza peccatrici

saranno senza scopi umanitari

 
Credo che in certi momenti

il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra

e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono