…PORTAMI VIA.
PAOLO LOMBARDI
…PORTAMI VIA.
PAOLO LOMBARDI
Tra poco più di un mese andiamo a votare (in Piemonte si vota), ma questa volta sono perplessa, non perche non sappia per chi votare, ma per quello che sta succedendo all’interno degli schieramenti.
Sono talmente abituata al “serriamo le fila” che questa volta sono spiazzata.
La campagna elettorale viene fatta sottotraccia, quasi sussurrata, nessuno o quasi parla di programmi e quando ne salta fuori uno … scatta l’accusa di plagio.
Badiamo, non è il PD che accusa di plagio il PDL o viceversa (che dopo il proclama del califfo sull’onestà dei candidati ci stava tutto), ma sono PD e PDL che si stanno accoltellando al loro interno senza un briciolo di rispetto per chi ha fatto la propria scelta.
Con questi chiari di luna sono convinta che, la dove si vota, ci saranno sorprese, non tanto di cambiamento, ma di decrescita dei due schieramenti a favore dei movimenti di base che si, ancora li appoggiano, ma non per molto.
Non mi interessa quello che succede a destra, mi tocca quello che succede a sinistra.
Colpi calati come magli sul compagno che ha la sola colpa di aver scelto una formazione piuttosto che un’altra, incuranti del fatto che ci battiamo per lo stesso schieramento.
Sono arrivata al capolinea della pazienza, ne ho le scatole piene dei duri e puri, dei “come noi nessuno”, mi asterrò dal commentare i manifesti dei vangeli di parte ma, riposto uno dei miei manifesti sulla tolleranza che tenevo in ufficio, funzionava da deterrente per chi entrava con l’intento di esporre lamentele che, nell’intenzione del danneggiato di turno, dovevano farmi schierare dalla sua parte, nell’80% dei casi era in torto marcio.
LA PAZIENZA
La pazienza governa la carne
Rafforza lo spirito
Addolcisce il temperamento
Spegne il rancore
Estingue l’invidia
Sottomette l’orgoglio
Imbriglia la lingua
Trattiene la mano
Doma la tentazione
Sopporta il dolore
MA NON TOLLERA I ROMPICOGLIONI
Sono proprio fatta “così”
Ieri sera stavo soffocando a causa di un “proclama” del califfo:
«Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico».
La risata sonora che mi è salita ha sbloccato il boccone, salva.
Da quando il califfo ha deciso di inquinare la politica ha sempre manifestato di essere affetto da “personalità multiple”, ma che si mettesse a litigare con se stesso no, non me la sarei aspettata.
Ha sempre fatto proclami e a questi ha fatto sempre seguire delle smentite, tant’è che per un periodo lo abbiamo chiamato “Fra Inteso”.
Qualcuno deve avergli spiegato che quella di ieri è la migliore del 2010, ma rischia il collo, infatti oggi Corsera riporta:
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera «salvo intese» al disegno di legge che inasprisce le pene per i reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la corruzione. Lo riferiscono fonti governative, spiegando che il testo è «ancora una bozza modificabile».
Tranquilli, tutto rientra nella normalità, ma questa ennesima boutade del califfo mi ha spinta a cercare una mail contenente un “Buongiorno di Massimo Gramellini”
Per chi non legge La Stampa, la propongo, l’ho trovata deliziosamente perfida.
- SE QUESTO È UN UOMO
Massimo Gramellini
Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell'interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell'aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati.
In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.
MARCO VUKIC
MORALE