Sono sicura che questa è solo la prima puntata ;-))
Un saluto ai tre operatori rimessi in libertà e a tutti quelli che hanno firmato a favore di Emergency, riposto due frecciate di Spinoza e la perla di La Russa, sai mai, scordasse cosa ha vomitato.
Affidati a Frattini e Gasparri i primi commenti sull’arresto degli uomini di Emergency. Ma si tratta ancora di figure di merda esplorative.
Gasparri: “La linea di Emergency è poco chiara”. Infatti è chiara.
La Russa: Può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato è accaduto tante volte. E’ successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar.
Frattini, La Russa, Gasparri, Feltri e i coglioni che ci hanno cancellato dai blog l’appello a favore di Emergency, questa sopra è tutta vostra, vi spiace riprendervela?
Non sono a favore degli psicofarmaci come cura neurologica, ma francamente, comincio a pensare che per reindirizzare le vostre sinapsi, per portarle dallo stato elettrico a quello chimico, vi serva un neurolettico…o una pera di buon senso, un solido cerotto alla bocca darebbe dei buoni risultati.
Mi spiace solo che ci sia stata gente che, pur avendo tenuto i toni bassi non ha risparmiato dubbi sull’operato della ONG, personalmente mi sono schierata dalla parte di chi, non ha scordato il valore morale del giuramento di Ippocrate.
Serata Bertoli, quando qualcosa mi da fastidio mi rifugio in due o tre cantautori facendo drizzare le orecchie al cane che dopo un paio di mugolii si sdraia a palle all’aria sulle poltrone e parlare in sardo mio marito, che dopo una serie di epiteti conclude con un “su scorru i sa jaja sua, ma si rifugia in cucina e trova un contenitore sportivo che lo intossica, esattamente come io vengo intossicata dalla politica.
Musica a palla e pensieri in libertà, già, la libertà di essere, di pensare e nei limiti della libertà altrui, fare.
Mi dico sempre che noi popolo della rete, salvo pochi casi, siamo quelli che hanno un reddito fisso, che sia stipendio o pensione, abbiamo i piedi al caldo e per quanto ci battiamo per questa o quella parte, pur modificando i nostri consumi, siamo una parte di quelli che arrivano alla fine del mese, comprano libri, partecipano a dibattiti e contribuiscono a mantenere in piedi il sistema Paese.
Ma c’è qualcosa che mi disturba, il corto circuito che da qualche anno pare attraversare l’Italia, sempre più velocemente e sempre con argomenti diversi, fino a raggiungere una specie di parossismo sfociante in una forma di schizofrenia collettiva.
Si può avere una idea diversa da un’altra persona e andare a mangiare tranquillamente assieme, a me capita, siamo un gruppo di amici che rappresentano l’intero arco costituzionale passato e presente e una vasta gamma di provenienza, non solo regionale, ma di Nazioni, nessuno di noi si sogna di dire “sporco comunista” o “lercio fascista”, peggio ancora, sporco negro o muso giallo, è lontano da noi, da nostro modo di essere menti pensanti.
Eppure se mi soffermo sui contenitori di approfondimento, questi insulti volano come aeroplanini di carta in un giorno di gara, con indifferenza e leggerezza.
Metto a fuoco cos’è che mi disturba, la sensazione del “déjà vu”, ma con una sostanziale differenza, il “vissuto” aveva punti di arrivo fermi, sia che si fosse a favore o contrari, soggetti specifici e programmi reali da attuare, il “presente” ha qualcosa di aleatorio, volatile e impalpabile, sia che si sia a favore o contrari.
Torno alla mia solita maniera di ragionare e stabilisco che tutto quello che viene detto e scritto serve solo a distrarre la massa da quanto si legifera.
Già, la massa, ho seguito un pezzo di trasmissione su LA7, il tema, la TAV, sorvolo sul reportage, sono contraria alla TAV per mille ragioni, la penso come Marco Cedolin, un mondo che cresce in maniera geometrica non può che correre verso la terza e definitiva guerra mondiale, il semplice binomio
Terre emerse e risorse non sta al numero delle bocche da sfamare.
Sarà fisiologico aggredire i paesi meno sviluppati e depredarli del suolo per produrre cibo, la Cina e l’Inghilterra lo stanno facendo in Africa, noi non siamo da meno, ma ne ho già parlato.
Dicevo del reportage, tra le altre cose hanno intervistato i rappresentanti della “massa”, non l’uomo qualunque scolarizzato che vota per comodo, sbilanciando il voto ora da una parte e ora dall’altra, l’altro, quello che dice che i NO-TAV sono dei rompicoglioni che stanno impedendo a loro, disoccupati di lungo corso, di sfruttare l’opportunità di lavoro che il progetto dell’alta velocità per il trasporto merci offre.
La massa che non ha una qualifica, che parla un italiano intercalato da dialetto, moccoli e bestemmie, quella che non si cura di sapere chi governa, ma esige che chi governa gli dia da mangiare, attraverso il lavoro o gli ammortizzatori sociali non importa, destra o sinistra per lei pari sono, la massa che, se trova un capro espiatorio alla recessione (di questo si tratta, inutile continuare a vestirla di carnevale chiamandola crisi) è pronta al linciaggio, la massa che non si cura di sapere se quell’opera è utile o meno, la massa capisce solo che i NO-TAV stanno ostacolando per lei, una opportunità di reddito.
La massa non si pone la fatidica domanda
Quando avranno finito quell’opera, la gente della valle che dovrà sloggiare a causa degli espropri, che fine farà? E l’opera in se, a chi servirà se la valle si spopola?
Trovo giusto battersi per restare a casa propria, ho guardato quelle facce appartenenti alla massa e mi sono chiesta:
“quanto ci vuole affinchè la massa che ha un unico motto “si lavora e si fatica per la pancia e per la fica” si estingua”?
Sono tornata alla mia musica, il pesce lesso in salsa verde ha quasi smesso di rompere le gonadi con la RU486, a me vengono in mente le battaglie per la 194 e…mitico Pierangelo, metto il CD con la canzone simbolo,
mi godo la poesia musicata mentre Bobo va a uggiolare a Maurizio che forse è il caso di andare a fare una passeggiata, giubbino, guinzaglio…viaaaa, posso alzare un pochino il volume, mi va di sedere che la mia vicina usa gli apparecchi acustici.
CERTI MOMENTI
Anna che hai scavalcato le montagne
e hai preso a pugni le tue tradizioni lo so che non è facile il tuo giorno
ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione la chiesa ti ha bollato d'eresia il cambiamento impone la reazione e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno
rifiuteranno di esserti d'aiuto perchè venne un polacco ad insegnargli che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro e ti costringeranno a partorire per poi chiamarlo figlio della colpa e tu una Maddalena da pentire
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Volevo dedicarti quattro righe
per quanto può valere una canzone credo che tu abbia fatto qualche cosa
anche se questa è solo un'opinione
che lascerà il tuo segno nella vita
e i poveri bigotti reazionari dovranno fare senza peccatrici
saranno senza scopi umanitari
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Mi ripeto, la mia mente analizza i fatti su questo enunciato:
“un fatto accade, è immodificabile in quanto accaduto, ma se si analizzano tutte le circostante che hanno portato al fatto, si modificano le conseguenze”
Due post fa ho messo in luce la cancellazione del seguente appello inviato da Sasà
Dopo un superficiale giro per blog dove era stato postato lo stesso appello e sempre dello stesso utente, ho pensato che lui fosse il bersaglio, confortata in questa convinzione dalla cancellazione di un secondo commento lasciato da Sasà…poi mi sono detta che c’era una nota stonata, ovvero:
perché cancellare quell’appello e il secondo dove comunicava la cancellazione dello stesso da tutti o quasi tutti i blog tranne uno?
perché dal suo blog non è stata toccata una virgola?
mi sono detta, “puntando l’attenzione su Sasà vittima della censura, non rischiamo di distrarci dal vero bersaglio?”
ovvero, far passare in secondo piano la vera vittima, permettendo così, che si ripetano in futuro, usando un altro utente come veicolo?
Dopo una serie di comunicazioni incrociate, un paio di cose da fare da parte di Sasà per spazzare via i dubbi, almeno io, sono arrivata alla conclusione.
Il nostro Sasà non è vittima di Mayblog, infatti i suoi commenti , ora, restano al loro posto a conferma che si voleva cancellare un solo commento, quello relativo all’appello pro Emergency, cancellando il suo secondo commento, chi lo ha fatto, voleva farci concentrare sul bersaglio sbagliato.
Abbiamo manifestato rabbia verso la piattaforma di Myblog, e oggi La Direzione di Mayblog ha lasciato il seguente messaggio indirizzato a Sasà, lo inserisco usando la comunicazione che mi mandano per avvisarmi che ho un nuovo commento da leggere:
gino-strada-da-fastidio-a-myblog-it.html nel tuo blog A 100 MILIONI DI ANNI LUCE DALLA TERRA:
"Ciao Sasà, La Redazione di MyBlog non censura i commenti nè i post pubblicati dagli utenti, la sparizione di alcuni post non può nè deve essere giustificata con una censura da parte nostra perchè così non è stato. Speriamo che la cosa si risolvi al più presto.
Leggendo quanto scritto dalla Redazione, ognuno può trarre le conclusione che vuole, Sasà non ha risposto.
Come mia abitudine, ogni commento merita una risposta, ogni commento rappresenta una persona e una idea, rappresenta un uomo o una donna che mi ha dedicato cinque minuti del suo tempo leggendomi e dieci per scrivermi, meritano di avere una risposta diretta e personale, è il mio modo di dire:
grazie della tua attenzione (vale per me e per come considero il blog, un dialogo).
Ho risposto alla Redazione, non sono stata tenera e non mi rimangio niente di quanto scritto, diciamo che voglio concedere alla Redazione il beneficio del dubbio, ovvero:
“la redazione può non essere responsabile della cancellazione, ma Mayblog non è innocente”
Chi gestisce il server? Chi ha il potere di entrare nei nostri blog e stabilire quali commenti devono restare e quali vanno cancellati? Chi ci eliminerà il dubbio di essere costantemente vivisezionati con buona pace della legge sulla privacy?
Ripeto quanto risposto alla Redazione, chi ci assicura che, chi ha cancellato quei commenti non si sia impossessato delle nostre URL e degli indirizzi di posta elettronica a esse collegate? Voi ci assicurate che non verranno usate per scopi poco puliti?
Non potete farlo, perché se potete affermare che una sola blogger è un caso isolato, spiacevole ma isolato, questi sotto mi tengono compagnia nella visita indesiderata della manina magica munita di cancellino che ha effettuato il reset.
Cristina ha fatto un post con su scritto VERGOGNA, come darle torto?
Concludendo, la censura è avvenuta, non la può modificare nessuno, analizzando le circostanze, ho potuto appurare che il bersaglio non era Sasà ma Emergency, non punto il dito contro la Redazione di Mayblog, ma contro la piattaforma del server si, diciamo che lascio separate le responsabilità soggettive, ma gradiremmo che “la cosa” fosse risolta alle origini, per quel che mi riguarda, o voi o altri organi competenti, mi dovrete dire chi, ha violato il mio spazio e la mia privacy.
Chiudo con una dichiarazione di solidarietà a STAINO, perché, che lo si voglia ammettere o no, siamo in tanti a pensarla come la figlia virtuale di Staino, non li vogliamo morti, non siamo cinici come il ministro della guerra sta mostrando di essere a Anno Zero, li vogliamo solo fuori dal parlamento, noi siamo umani rispetto a loro.