venerdì 7 maggio 2010

AFFAMIAMOLI…

 

…prima che ci affamino.

 

Lo Stato siamo noi, principio che ormai in pochi ricordano, abbiamo il potere di stabilire cosa buttare e cosa salvare, personalmente affogo chi vuole continuare a costruire sulle mie spalle ricchezza senza lavoro.

 

I soldi per salvare le banche lo Stato li ha trovati, ma ora, chi salverà noi, Stato, da questo “eccesso di generosità”?

 

Ieri sera ho sentito la dichiarazione di Tremonti, nessuno può dirsi fuori,  più che una constatazione mi ha dato la sensazione di una minaccia.

 

Ho deciso di passare al contrattacco adottando la “risoluzione ONU”, si, quella che adotta quando un qualsiasi Stato non allineato gli sta sul lato B.

 

Il boicottaggio delle holding, ogni giorno diamo loro un fiume di soldi sotto forma di spesa, bene, occhio alla spesa di ogni genere, spese bancarie in testa, non avete mai ricevuto una lettera che comunica le condizioni di tenuta conto variate in maniera unilaterale?

 

Forse è il caso di guardare al  cartello apparso sull’Acropoli con su scritto:

 

POPOLI D’EUROPA INSORGETE

 

grecia_protesta DA ALBERTO CANE.jpg

Prima che ci riducano così

MARCO CAREDDU

crisi_europea MARCO CAREDDU.jpg

 GRAFFI DIGITALI  http://www.satirici.com/

mercoledì 5 maggio 2010

150 ANNI DI … BRONTE

 

Vitti na crozza supra a nu cannuni

fui curiusu e ci vosi spiari

idda m’arrispunniu cu gran duluri

muria senza un toccu di campani…

 

Pillole di storia, ma storia scomoda che tutti o quasi sperano sia spazzata via una volta per tutte, appartengo ai “quasi” che la coltivano e la tramandano.

 

E si, siciliana sugnu, mi brucia l’orgoglio dell’appartenenza e mi irrita che a distanza di 150 anni, i discendenti di un metro e un BIP, ignorante come una foca ammaestrata  (parlava solo il dialetto piemontese), continuino a pensarci tribù con l’anello al naso, sono sbarcati come cavallette impazzite e si sono lasciati dietro morte, distruzione e il raddoppio delle angherie, infatti, alle prepotenze dei Gattopardi locali si sono aggiunte quelle dei “barot”.

 

Un Re pieno di debiti e in braghe di tela ha rapinato il sud Italia e la Sicilia più di tutti, spacciando la rapina per liberazione, il mercenario nizzardo ha statue in ogni angolo del territorio e vie che rammentano “l’impresa”, noi siciliani dalla memoria lunga la ricordiamo si, ma partendo da BRONTE

 

Il braccio armato del nizzardo che per tutti è l’eroe, per noi è l’assassino Nino Bixio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bronte

 

*****

 

5 maggio: partenza del "Piemonte" e del "Lombardo". Inizia l'impresa dei Mille.

 

11 maggio: sbarco a Marsala.

 

A Salemi assunse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele.

 

15 maggio: scontro a Calatafimi;

 

27 maggio: entra in Palermo.Nasce il dissidio con Cavour che vuole l'annessione immediata della Sicilia.

 

1860, l'anno in cui la Sicilia, mediante uno strumentale quanto controverso “plebiscito”, fu annessa (21 ottobre 1860) al Re fornendo così la dimostrazione che Garibaldi non era venuto in Sicilia per liberarla dai Borboni (che, alla fine, risulteranno addirittura meno dannosi e vessatori dei proconsoli di Casa Savoia) bensì per portare a compimento il prestabilito progetto di annessione del sud Italia alla monarchia piemontese, secondo i piani elaborati da Cavour. 

Quest’ultimo, peraltro, aveva candidamente dichiarato 

“…non solo di aver fino allora creduto che in Sicilia si parlasse arabo ma che di quest’isola ben poco conosceva, essendogli invece più familiare la storia dell’Inghilterra…”.

 

Come dire che, “ignorando” la millenaria storia della Sicilia, non era affatto in grado di comprendere la realtà isolana e non poteva avere contezza di quali indispensabili interventi sociali fossero necessari e urgenti per lenire le sofferenze di un popolo oppresso e maltrattato.

 

Anzi, nel predisporre gli atti per l’estensione delle normative giuridiche e amministrative piemontesi ai nuovi territori annessi, impartì drastiche disposizioni e frattanto avallò l’operato dei vari “despoti” militari e civili che erano subentrati al potere borbonico.

 

Fu un susseguirsi di soprusi, di imposizione di nuove gravose tasse (destinate a risanare le finanze dello Stato sabaudo), di sfruttamento delle risorse isolane.

 

E’ bene ricordare, per inciso, che Casa Savoia era già stata responsabile della sottrazione alla Sicilia delle ingenti somme di denaro consegnate al Duca Vittorio Amedeo II a fronte dell’impegno assunto di fare dell’Isola un Regno indipendente, per come stabilito dal trattato di Utrecht del 1713.

 

L’impegno non fu rispettato e la Sicilia, slealmente barattata con la Sardegna, fu consegnata agli Austriaci vanificando l’aspirazione dell’ingenuo popolo isolano.

 

 E’ quasi superfluo aggiungere che i mercenari di Casa Savoia non restituirono alla Sicilia neppure un arrugginito “tarì” del maltolto.

 

La sommossa popolare di Bronte faceva peraltro eco ai tumulti antigaribaldini che tra giugno e luglio del 1860 avevano fortemente interessato le zone di

 

Nicosia, Mistretta, Cerami, Regalbuto, Biancavilla, Centuripe, Randazzo, Maletto e in atri piccoli centri del centro Sicilia e del circondario dell’Etna.

 

Era la naturale e istintiva protesta del “popolo dei reietti”, delusi dai suggestivi ma falsi proclami garibaldini. In cambio della libertà e della promessa assegnazione delle terre, la misera e tartassata “plebe” del diffuso bracciantato contadino, dei piccoli artigiani di paese, dei molti derelitti addetti ai lavori più infimi, avevano visto accentuarsi la miseria, determinata anche dalla imposizione di ulteriori sacrifici e tasse, a parte le sofferenze e i lutti per le imperversanti malattie. La misura era colma, la delusione e l’amarezza traboccavano dai loro animi, nessuno più osava avanzare speranze riguardo ai nuovi “invasori” mentre la rabbia montava a fronte dei patimenti e della fame. Ovunque si innalzava alta la protesta al grido di: “abbassu li cappeddi”, “vulimu li terri” !

*****

Continuo a ripetermi che la mia antipatia per gli Inglesi ha radici nello sbarco del mercenario nizzardo in Sicilia, ma i possedimenti dei discendenti di Nelson in Sicilia andavano protetti, il mercenario nizzardo li ha protetti, Bronte ne è la prova.

 

Leggiamola la storia, ma leggiamola nella sua interezza, mi pare che 150 anni siano un buon lasso di tempo per stemperare gli asti, ai discendenti savoiardi rammento che i migliori filosofi, giuristi, matematici e politici, non hanno disceso lo stivale, lo hanno risalito, Torino non è stata progettata da un padano, la Bellissima Torino Barocca è stata progettata da un certo Filippo Juvarra.

 

Non sapete da dove arrivava…scusate la spocchia…Missinisi era…comu a mia.

 

Terra terra, vi abbiamo riempito le casse vuote, vi abbiamo mostrato quanta bellezza e cultura contenesse la nostra terra…siamo in credito

 

Non vogliamo pagare più il pedaggio alla vostra storia bugiarda

 

cominciate a raccontare com’è andata, perché vi siete scomodati, non certo per amor di giustizia, ma semplicemente per fare cassa.

lunedì 3 maggio 2010

NON HO CAPITO LA BCE

 

Da un paio di mesi alterno post sfottenti ad altri seri, ma il tema portante rimane sempre e solo uno, la politica del momento, o forse è più corretto scrivere “la non politica”

 

Gironzolo per giornali e blog, stiamo portando le nostre dita alla necessità di essere fasciati a furia di scrivere opinioni soggettive su questo o quel politico, su questo o quel provvedimento che dia un minimo di ossigeno al lavoro, cerco le proposte del PD, è più facile trovare un diamante da 10 carati, quelle del PDL sono “balle spaziali” condite anche da terrorismo nucleare, poi, mio malgrado mi chiedo perché “qualcosa” a suo tempo l’abbiamo portata a casa.

 

Uno dei pensieri di Riccardo Lombardi era:

 

 "La scuola pubblica  deve essere con la ricerca scientifica l'asse portante della società: alla prima vanno destinati tutti i fondi per l'istruzione, alla seconda la quantità indispensabile per renderla libera ed autonoma".

 

E ancora

 

"Chi l'ha detto  che si deve lavorare sei giorni la settimana per otto ore al giorno? Facciamo un'organizzazione diversa da quella capitalistica: questo è essenziale non solo per assicurare a tutti un minimo di benessere ma anche per garantire a tutti la possibilità di sviluppo civile, morale e politico. Si tratta di dare il tempo alla gente di non essere solo una macchina da lavoro, treno e dormitorio, senza più tempo e voglia -avvertiva- di leggere o di fare l'amore".

 

Noi, definiti da Diego Novelli “schegge impazzite”, questi due principi li abbiamo fatti nostri, abbiamo occupato le università per ottenere il diritto allo studio, nel momento in cui i cortei degli studenti si sono uniti a quelli dei lavoratori lo slogan era

 

“Lavorare meno, lavorare tutti”

 

Quando ci hanno chiesto cosa volevamo realmente cambiare oltre al sistema a schemi chiusi della scuola con le nostre proteste,  abbiamo dato la risposta attraverso il nostro giornale:

 

 “ a noi non interessa abbattere una giunta democristiana: Quello che ci interessa è abbattere il sistema capitalistico” (“LC” n. 13 ~ 6 giugno 1970)

 

Sentendo le condizioni  che la BCE ha posto alla Grecia  mi si è bloccato il respiro, andranno a dormire con la luce elettrica e si sveglieranno con la lampada a petrolio, in nome di cosa?

 

Il popolo Greco è un pacchetto di buoni del tesoro o esseri umani?

Perché si comprano titoli di uno Stato straniero?

E’ un’arma di ricatto per applicare norme restrittive alla popolazione a favore dei capitalisti che di fatto sono i proprietari della BCE?

 

MaryStar-Mani-di-forbice sta distruggendo la scuola pubblica, la sanità sta per essere privatizzata  del tutto e ho seri dubbi sulla bontà dei risultati, mi pare che i processi contro la Clinica S. Rita di Milano non siano andati in prescrizione, sto seguendo “REPORT”, tema della puntata, “la sanità lombarda”, ovvero, i lager nazisti macellavano con meno dolore.

 

I servizi primari sono in mano ai privati e il privato bada al profitto e non al servizio.

 

Forse è ora che si vada  a controllare se le scarpe da ginnastica sono a posto, non c’è più lo spazio per mediare, come ha ricordato Chit nel commento al post precedente, c’è da

 

“andare per la strada a muso duro”, non vorrei che la Grecia fosse solo il primo tassello del “domino europeo”.

 

corteostudentitorino2 DALLA RETE.jpg