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mercoledì 11 aprile 2012

LUNGA E’ LA NOTTE

 

C’è una sola formazione che reputo degna rappresentante di chi la vota, il suo vertice è l’esatta copia della base, gretta, meschina, ottusa, razzista, analfabeta, ignorante e ora degna facente parte a pieno titolo della “società dei magniaccioni”

 

FRANCO STIVALI

 

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http://www.insertosatirico.com/

 

Ieri notte mi sono chiesta se non ero preda di una cattiva digestione, eppure ieri sera ho mangiato una mezza orata al sale e una abbondante macedonia, solo quando ci sono stati i titoli di coda di Ballarò ho versato un fondo di bicchiere di “conforto ad alta gradazione”, ne avevo bisogno, uno spettacolo così stomachevole, vomitevole, insulso, volgare quanto gli attori principali...ha solo una pietra di paragone, i loro deliranti raduni a Pontida dove il dito medio “dell’eroe” si stende e tra una bava e l’altra condite di rutti che solo loro capiscono, sputa l’invito a “pulirsi il culo con il Tricolore”.

 

Ma, il meglio del peggio lo ha dato la “classe dei pennivendoli”, rari i casi di analisi del soggetto e della sua tribù stile “Brancaleone alle crociate” e delle devastazioni mentali che ha generato in 20 anni di xenofobia, razzismo, insulti all’Italia, elogio all’ignoranza e accuse a “Roma ladrona” facendo dondolare il cappio.

 

Ieri sera ho assistito a “il sabba dell’orrido” e sulla catasta accesa è stata bruciata la ragione e la memoria dei loro trascorsi con la complicità dei pennivendoli.

 

Per chiudere in bellezza sono andata a dare una sbirciata a Il Fatto Quotidiano e mi imbatto  in questo titolo

 

Umberto Bossi, un politico vero

 

...è stato troppo, ho ficcatola testa nel cestino della carta straccia e ho vomitato anche il latte materno.

 

Vomitavo e montava la rabbia, lo sconforto e la maledetta certezza che l’umanità, intesa come esseri pensanti, è solo una leggenda metropolitana, una generazione racchiusa tra la fine del fascismo, l’avvento della Repubblica e il ventennio del cretinismo che ha generato, per intenderci, dei soggetti alla

 

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Me ne sono andata a dormire con una domanda

 

“Ma quanto è lunga la notte del sonno della ragione”?

 

Ho riesumato questo splendore di poesia di Peppino Impastato

 

Lunga è la notte e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento a riportare la luce,
né il canto del gallo né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte, senza tempo,infinita.

 

Giuseppe Impastato

 

Oggi ho tenuto spento e mi sono rifiutata di leggere i giornali, poi l’astinenza da notizie ha avuto la meglio e ho cominciato proprio da Il Fatto Quotidiano.

 

A quanto pare la ministra perennemente sull’orlo di una crisi di nervi che sfociano in lacrime parlamentari è un’altra che scopre come le cose relative al suo ministero avvengono a sua insaputa, ma su di lei ha scritto l’amica Dalle8alle5...

 

Chiuso DPL Modena

 

...non è il caso di scrivere, basta andarsi a leggere il suo post.

 

Tento di leggere “l’elogio” sul rutto padano, ma dopo il primo paragrafo rischio di restituire il pranzo, vado oltre e...con mia somma goduria mi imbatto in questo

 

Bossi è stato solo un politico cafone

di Ivano Marescotti

 

Incavolato quanto me e forse più di me, non le manda a dire all’autore “dell’elogio” e nemmeno a chi, solo in maniera soft ha remato contro.

 

Finalmente uno che ha restituito la monnezza con l’interesse, ha seguito il motto di Sandro Pertini

 

“a brigante...brigante e mezzo”

 

Pensavo di trovare una “campagna contro i rimborsi elettorali”, niente o quasi, stanno per sfilarci dalle tasche altri 500 milioni di euro per darli ai partiti, li levano agli “esodati”, ai cassaintegrati, ai pensionati sociali, ai servizi socio assistenziali, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, partendo dagli asili nido...e nessun giornalista ne parla o quasi.

 

Tutti i quotidiani sono saturi della dynasty in salsa rancida padana,  degli esploit dei rampolli, delle lacrime della badante, del complotto ai danni del popolo della “padanìa”, si sa, di questi tempi, un complotto è come la marca da bollo, non si nega a nessuno...mi è sorto un pensiero maligno

 

Non è che i pennivendoli evitano con cura di inimicarsi il “palazzo” a causa dei finanziamenti a pioggia che il “palazzo” elargisce a quella che ormai si può definire “stampa di regime”?

 

E non solo, non è che evitano con cura di generare un’altra crisi di nervi alla ministra del lavoro che potrebbe “vendicarsi” estendendo anche a loro la riforma sulle pensioni?

 

Già, nel caso vi fosse sfuggito, loro, i pennivendoli vanno in pensione con la vecchia metodologia, 57 anni di età e 35 anni di contributi.

 

E mentre il popolo Italico si chiude in tribù ideologiche che si strappano i capelli a difesa del proprio totem, perde di vista che proprio questa divisione sta permettendo la macellazione sociale.

 

Ma quello che mi stravolge è la cancellazione della memoria storica a breve e lungo termine, l’ieri è svanito, l’oggi è surreale e il domani...?

 

PAOLO LOMBARDI

 

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Non riesco ad accettare che la vita mentale sia morta, non riesco proprio

 

 

 

Il sole traccia trappole di luce, arabeschi di colori
le case dei guardiani della mente sono piene di valori
srotolando le parole
scoppiano frontiere di calore
mentre sui mondi di pellicola sostano tutte le navi
e sulle piazze del presente c'è il mercato degli schiavi.

Il tempo degli errori si è concluso e non mi sento di tornare
sotto le macerie del passato c'è ben poco da salvare
io che ho cercato di comprendere
io che ancora non mi voglio arrendere
io che ho creduto nelle favole e sono rimasto da solo
sono sicuro solamente che a sbagliare sono loro.

Nell'alba nata male ammalata di ricordi
di ciechi che volevano vedere, di cervelli nati sordi
sulle miserie stese al sole
lanciavano torrenti di parole
di discussioni interminabili, di libri messi al posto dei cannoni
e di giochi intellettuali senza senso e senza fine e condizioni.

Così che combattendo con discorsi troppo grandi da capire
avendo come pubblico quei pochi che potevano sentire
contrabbandando la ragione
hanno creato solo confusione
solo un passato da comprendere e adesso tutto è tutto da rifare
e l'unica speranza che rimane è che non debbano tornare.

La vita lentamente ha dipanato i suoi sentieri
confuso le mie strade con le altre, i domani con i ieri
io che ho cercato un altro tempo
io che sono sempre contro vento
io che non cerco di nascondermi e urlo davanti alla porta
rimango ferma qui a pensare che la vita non è morta.

 

 

sabato 25 giugno 2011

LA METASTASI...

...DELLA P2 HA GENERATO LA P4

 

Ma se la prima era circoscritta, la seconda mostra quanto dico da un pezzo:

 

IL POTERE DEI SOLDI OSCURA ANCHE LA COSCIENZA DI DIO.

 

Come due anni fa so da quale parte andarmi a sedere, da quella che viene definita la parte sbagliata.

 

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Confesso che sino a ieri non avevo prestato molta attenzione al contenuto delle dichiarazioni di Bisigniani, dopo l’ennesima metamorfosi di Di Pietro e la dichiarazione di Bersani che si dichiara “disponibile alla legge bavaglio”, ho fatto lo sforzo.

 

Non ho letto tutte le 48 pagine, ma quelle bastanti a farmi ripetere che:

 

“extraparlamentare di sinistra sono e tale resterò”

 

Sono sempre più convinta che a montecitorio, le scatole craniche di  chi siede al senato e alla camera, sono sature come da immagine sotto.

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Di Pietro dichiara di provare “umana pietas” per il califfo...

 

La mia umana pietas va a quei precari che rischiano il collo, alle famiglie che devono farcela con 800/1000 € quando va bene, a quei giovani che saranno costretti a lasciare il Paese per poter mettere a frutto le loro lauree.

 

I colonnelli della lega dicono no al trasferimento dei rifiuti di Napoli al nord...hanno ragione, loro come rifiuti tossici bastano e avanzano, come aprono bocca ammorbano con miasmi fetidi...vogliamo alzare sto c@@@o di muro attorno a sti deficienti reali che vivono nello “stato inesistente della padania”?

 

Un loro rappresentante in parlamento ha detto a una parlamentare del PD che se lui abbassa i pantaloni per lei sarà una piacevole sorpresa, dimostra che ho ragione quando affermo che i parlamentari della lega ragionano con le palle...sono solo delle stupide teste di c@@@o e questo governo, unitamente alla pseudo-opposizione, sono solo un cesso intasato come quello sotto.

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Prima di contestare l’immagine...leggetevi le dichiarazioni di Bisignani, dipingono il quadro miserevole della classe politica tutta, una banda di miserabili che si avvale della cassa di risonanza di giornalisti e giornali che sturano il cesso selezionando gli escrementi

 

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destinati alla distrazione della massa ondivora e amorfa che, se si estinguesse, non sarebbe rimpianta, serve solo alla riproduzione della specie,  a consumare ossigeno e risorse alimentari.

 

Riposto una ballata di Stefano Pizzutelli dedicata al califfo, come due anni fa mi accodo al suo vaffanculo, senza se e senza ma.

 

DA STEFANO A SILVIO CON UN MESSAGGIO:

MA VAFFANCULO!

Il cavaliere silvio berlusconi
è sempre più tristo ed incazzato
"Mi consenta, mi son rotto i coglioni!"
urla a Mavalà, prode avvocato.

"Contro di me si muovono le bande,
di magistrati, musulmani e comunisti,
Repubblica vuol fare le domande,
alcuni voglion fare i giornalisti!

Nessuno più mi deve criticare
né a Strasburgo, né a Montecitorio,
orsù aiutami a spennare
l'Unità e Conchita De Gregorio!"

Ed io, che sono umile poetastro
non riesco più soltanto ad abbozzare;
assistere al delirio e al disastro
è un rospo che non posso più ingoiare.

Perciò silvio, ti devo dire tutto:
io penso che sei un ladro ed evasore
un laido puttaniere, un farabutto,
di testimoni un bieco corruttore.

Le leggi che ti scrivono i tuoi schiavi
sono soltanto per i cazzi tuoi,
questa è l'Italia che sognavi:
veline, tronisti, un parco buoi.

Denunciaci, mandaci i servizi
a scrivere dossier stile Giornale,
sbatti in prima pagina stravizi:
rosso, fatto, troia, omosessuale.

Ma caro cavaliere de sto cazzo
lo dico con il cuore e te lo scrivo
denuncia, urla e grida come un pazzo,
ma c'è un particolare decisivo:
la libertà (parola che fai odiare)
difesa sarà con ogni mezzo
non siamo capezzoni da comprare,
noi siamo contro e non abbiamo prezzo

 

 

Fatto di chinotto http://stefanopz.splinder.com/

 

 

domenica 30 gennaio 2011

“EVERSORE E DISTURBATO”

Domenica all’insegna della neve, del blocco automobilistico a causa delle polveri sottili e della lettura, alle 12.00 ho acceso il tubo catodico per il TG3 e via via mi sono spostata per seguire altri TG, per approdare all’Annunziata con il suo “In mezz’ora”, ospite “baffino”.

Man mano che “baffino”  spiegava ai “comuni mortali” le sue visioni condivise dalla conduttrice, sentivo l’adrenalina scattare, quando ha finito il suo discorso Pilatesco sono volata verso la tastiera, nelle mie intenzioni c’era di proporre un link tratto da “Il fatto quotidiano”, ma dopo che Ponzio Pilato baffino ha parlato dei Magistrati ci ho ripensato, non tutti aprono i link, ho copiato e incollato il pezzo così com’è, compresa l’introduzione della redazione.

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La provocazione di Pasquale Profiti, magistrato “eversore e disturbato”

 

Pubblichiamo l'intervento del presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati del Trentino Alto Adige all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011

 

Sono un magistrato italiano ed oggi rappresento molti altri magistrati, come me.

 

A nome mio ed a nome loro, oggi, finalmente, confessiamo.

 

Confessiamo di essere effettivamente degli eversori, come qualcuno ritiene. Applichiamo, infatti, le regole della nostra Costituzione e delle nostre leggi con la stessa imparzialità ed impegno agli immigrati clandestini ed ai potenti, agli emarginati ed a coloro che gestiscono le leve della finanza, della politica, dell’informazione. E’ vero, siamo degli eversori perché, insieme a CALAMANDREI, riteniamo la Costituzione e la Corte Costituzionale una “garanzia con cui il singolo è messo in grado di difendere il suo diritto contro gli attentati dello stesso legislatore o del governo”. Questo, oggi, vuol dire essere eversori.

 

Confessiamo di essere veramente, come è stato sostenuto, disturbati mentali, perché solo chi è tale continua a credere nel servizio giustizia, quando non sai se il giorno dopo ci sarà qualcuno che presterà assistenza al tuo computer, quando vedi che gli indispensabili collaboratori che vanno in pensione non sono  sostituiti, quando per poter lavorare condividi stanze anguste con colleghi o assistenti, quando in ferie scrivi sentenze o prepari provvedimenti, quando, nonostante ciò, sei accusato di protagonismo e di perder tempo in conferenze o convegni.

 

Confessiamo di non poter sempre soddisfare l’opinione pubblica se la Costituzione e le leggi ce lo vietano,  perché assolviamo chi riteniamo innocente anche se ciò non porta consensi,  condanniamo chi riteniamo colpevole sulla base della rigorosa valutazione delle prove anche quando i sondaggi, veri o falsi che siano, non ci confortano, e valutiamo la responsabilità dei singoli anche quando chi governa  vorrebbe una risposta dura, anche a scapito del singolo, a fenomeni di violenza collettiva.

 

Confessiamo, è vero, di sovvertire il voto degli italiani perché avendo giurato sulla Costituzione Repubblicana,  riteniamo, con Einaudi, che quella Costituzione imponga  ai magistrati di utilizzare i freni che “hanno per iscopo di limitare la libertà di legiferare e di operare dei ceti politici governanti, scelti dalla maggioranza degli elettori. Quei freni che “tutelano la maggioranza contro la tirannia di chi altrimenti agirebbe in suo nome”, quei freni che impongono la disapplicazione delle leggi in contrasto con le norme europee o l’incostituzionalità quando violano norme di diritto internazionale.

 

Confessiamo di essere politicizzati e non vogliamo essere apolitici come dichiaravano di esserlo la maggioranza dei magistrati fascisti o i magistrati iscritti alla P2 o i magistrati che per avere qualche posto direttivo o semidirettivo si appoggiano a potenti o faccendieri di turno, frequentano salotti buoni, fanno la telefonata agli amici o utilizzano il loro ruolo per avere sconti, gadget, ingressi o servizi gratuiti. Siamo politicizzati e vogliamo esserlo perché applichiamo la legge con il giusto rigore anche a chi governa, a chi potrebbe favorirci, consapevoli che saremmo apolitici solo se non disturbassimo le classi dirigenti, le élite al potere che vogliono essere al di sopra delle regole.

 

Confessiamo anche di fare proselitismo della nostra eversione, raccontando in Italia ed all’estero le ragioni della nostra autonomia e della nostra indipendenza, i motivi per cui riteniamo che nel nostro paese, oggi più di ieri, quell’assetto costituzionale della magistratura sia essenziale per evitare che gli interessi di parte prevalgano sempre e comunque sugli interessi della collettività, perché l’Italia non possa permettersi un diverso assetto della magistratura quando tra i suoi rappresentanti in Parlamento o negli enti locali siedono condannati per reati gravissimi e la giustizia sia terreno di aggressioni inimmaginabili per gli altri paesi democratici.

 

Confessiamo, una volta per tutte, di essere toghe rosse; siamo rossi, rubando ancora una volta le parole a Piero CALAMANDREI, “perché sempre, tra le tante sofferenze che attendono il giudice giusto, vi è anche quella di sentirsi accusare, quando non è disposto a servire una fazione, di essere al servizio della fazione contraria”; siamo rossi anche se non sappiamo cosa ciò esattamente significhi, perché per noi il rosso è principalmente il sangue dei colleghi uccisi per il loro lavoro.

 

Confessiamo anche di avere dei correi, il personale amministrativo senza il quale non potremmo commettere da soli le nostro colpe; molti di loro condividono la nostra eversione ed i nostri disturbi mentali se è vero che accettano di svolgere lavori superiori alle loro mansioni ed al loro stipendio, condividono le nostre stesse stanze anguste, le nostre incertezze sul futuro dei progetti organizzativi ministeriali.

Ci spiace confessare che anche numerosi appartenenti alle forze dell’ordine, incredibilmente, ritengono, come noi, che nessuno sia sopra la legge e vedendoci lavorare quotidianamente si rendono conto che l’eversione di molti di noi è uguale alla loro: rendere alla collettività il servizio per il quale siamo pagati, senza concedere che qualcuno possa stare al di sopra delle regole.

 

Confessiamo, infine, che per noi il 29 gennaio è la data in cui ricordiamo Emilio Alessandrini, Pubblico Ministero a Milano che oggi, 32 anni fa, veniva ucciso dagli eversori, quelli veri, quelli che al posto della nostra arma, la Costituzione, utilizzavano le pistole. Mi piacerebbe, sig. Presidente, che al termine del mio intervento non vi fossero applausi, rituali o spontanei, formali o calorosi che siano, ma il silenzio, magari in piedi, dedicato al collega ucciso dai terroristi, affinché la sua memoria ci illumini oggi e, ancor di più, da domani.

 

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Condivido la loro eversione ed i loro disturbi mentali e dico:

 

 

Questa pagina, per chi decide di entrare in Magistratura, dovrebbe diventare unitamente alla Costituzione, quello che per i medici è il Giuramento di Ippocrate, va ben oltre il belato di Caselli “la misura è colma”, questa “confessione” è il manifesto della dignità che non si lascia calpestare.

 

 

Grazie Dottor Pasquale Profiti, grazie di avermi fatto sapere che esistono “eversori e disturbati” come me, mi sento meno sola.

 

 

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