martedì 1 giugno 2010

2 GIUGNO. AMARTI…

…come non ho amato mai, senza possesso, senza gelosia…

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 « Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. »

 Piero Calamandrei

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Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

CANZONCINA (P.Bertoli)

Vorrei la voce forte che non ho
La musica più dolce che ci sia
Vorrei parlarti, frasi che non so
Per dirti che vorrei che fossi mia
Per sbandierarti a tutti all'infinito
Per aiutarti nella verità,

per non legarti ai ceppi di un partito
Mia tanto sospirata libertà

Amarti come non ho amato mai

senza possesso, senza gelosie
Senza l'ambiguità dei parolai

e le culture fatte di bugie
Per darti finalmente a chi ti chiede

e respirare la felicità
Senza inchiodarti al sangue di una fede

Amore mai scordato…libertà.

 

*****

Nella mia scala dei valori, al primo posto a pari merito ci sono

 

LIBERTA’-AUTONOMIA-INDIPENDENZA

 

Hanno un prezzo salato, ma è sempre valso la pena pagarlo, hanno un sapore indescrivibile, sono il sangue e l'ossigeno che tengono viva la mente.

 

Cosa dire ancora sulla libertà se non, difendiamola senza aspettare di scoprire, dopo, quanto sia dolce il sapore della libertà.

 

sabato 29 maggio 2010

NON! RIEN DE RIEN…

…no nulla rimpiangerò, bene o male quel che è stato, bene o male, non ritornerà…no…dico no…

L’ho scoperta tardi, era morta da almeno 5 anni, la prima volta che ho sentito la canzone è stato in un piano bar, in via Milano, rimasi con il panino in mano e l’orecchio teso per non perdere nemmeno una parola, volli sapere tutto di quel testo e di chi la cantava, fu così che il “Passerotto”, unitamente ai Francesi della “Rive Gauche” spodestarono i Beatles e i Rolling Stones,

La prima cosa che mi colpì ascoltandola, fu la voce rabbiosa, di sfida a muso duro, di chi dice:

“la vita è mia e ne faccio quel che voglio, la vivo come voglio”

Ha vissuto esattamente come ha voluto, vedendola in un vecchio filmato mentre si esibiva, me ne sono invaghita senza misericordia e senza possibilità o voglia di farmela passare, lei fa parte di quelli che mi tengono compagnia quando ho l’anima in giostra specie in questa poesia in musica.

Di questa canzone ho sempre modificato il finale:

Originale: Aujourd’hui, ça commence avec toi !

Modificato: Aujourd’hui, ça commence avec moi !

     Per chi non sa di chi sto scrivendo, basta andare qua Édith Piaf - Wikipedia 

Non, Je Ne Regrette Rien

Non! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal !
Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien…
C’est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!

Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n’ai plus besoin d’eux !

Balayés les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro …

Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette nen …
Ni le bien, qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égal !

Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien …
Car ma vie, car mes joies
Aujourd’hui, ça commence avec toi !

La traduzione in italiano è una esimia porcheria, la elimino, chi vuole se la può cercare, a me piace solo nell'originale.

giovedì 27 maggio 2010

AVVELENATA

 Da un po di tempo a questa parte non faccio mistero di chi, a mio parere, è responsabile della deriva sociale, politica e culturale del Paese, non i lanzichenecchi che stanno calando una pietra tombale sulla libertà di quasi 60 milioni di Italiani, li hanno votati e pur cambiando le regole in corso d’opera, sono legittimati a farlo in virtù del voto più o meno democratico, legge elettorale infame, infamante e bipartisan che ha portato al potere, ladri, nani, ballerine, mafiosi, truffatori, intrallazzatori e le eufemistiche escort.

 Non si può dire che non la pagheranno cara la loro scelta dell’effimero, la macelleria sociale varata ieri colpirà loro per primi, per descrivere la specie potrei usare il loro motto esistenziale, ma lascio lo spazio al mio cantautore preferito, lo fa con la durezza e l’eleganza che lo hanno sempre distinto, posso solo aggiungere che, se si estinguessero almeno del 40%, il Paese avrebbe ancora qualche speranza di farcela.

 Della serie: la leggendaria umanità si è estinta da un pezzo, è rimasto lo stagno fetido zeppo di oche che quaquareggiano e non hanno una identità, non hanno appartenza ma fanno numero in maniera decisiva, unico elemento per cui, tutti, ma proprio tutti, li mantengono in stato di sopravvivenza.

IL CENTRO DEL FIUME

Figure di carta che bevono nuovi pensieri
E fragili miti creati dal mondo di ieri

disperdono giovani forze sottratte al domani
Lasciando distorte le menti e vuote le mani


Consumi la vita sprecando il tuo tempo prezioso
Raggeli la mente in un vano e assoluto riposo
Trascorri le ore studiando le pose già viste
Su schermi elettronici oppure su false riviste


E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo


Deciso a sfuggire il tuo tempo che soffia e ribolle
Non abile a prendere il passo di un mondo che corre
Coraggio è soltanto una strana parola lontana
Tu cerchi rifugio in un pezzo di canapa indiana


Il sesso che prendi con facile e semplice gesto
Rimane ancora e di nuovo soltanto un pretesto
E ancora nascondi la testa alla luce del sole
Il sesso è scoperto però hai coperto l'amore


E tieni le orecchie tappate…


Fai parte di un gregge che vive ignorando il domani
E corri da un lato o dall'altro ad un cenno dei cani
Il mito di un lupo mai visto ti ha fritto il cervello
E corri perfino se il branco ti porta al macello


E dormi nel centro del fiume che corre alla meta
E niente che possa turbare il tuo sonno di seta
Qualcuno ti grida di aprire i tuoi occhi nebbiosi
Ma tu preferisci annegare in giorni noiosi


Non senti che ti stanno chiamando con voce di tuono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo.