Provo a scappare dall’argomento monodirezionale e mio malgrado non riesco, ho la sgradevole sensazione di trovarmi su una corsia autostradale senza uscite laterali, percorso obbligato fino alla fine del viaggio, ovvero, questo ce lo teniamo fino a che
“sorella morte non deciderà che il suo tempo per stilare il testamento è finito”.
Provo a scorrere i giornali e rinuncio, l’oligarca è sempre al centro di ogni pagina, la dentiera in bella mostra e i peli di scimmia ben incollati, mi sorge un dubbio, ma sarà una calotta o come dice l’amica Dalle8alle5, tutte le mattine un addetto cinese glieli disegna?...boh.
Di sicuro c’è che il califfo non pensa, la sua zona semantica e il centro della logica devono essere andati in asfissia totale, questo spiegherebbe il suo parlare a ruota libera, senza curarsi delle conseguenze.
Il paese (a suo dire) lo osanna, voglio vedere se lo osannerà ancora quando avrà finito di smantellare lo stato sociale, all’estero se vogliono ridere a crepapelle leggono le notizie politiche italiane, spulciando Repubblica mi sono imbattuta in questo giudizio
“Lo scrittore spagnolo Javier Marias concluse così, nel 2002, un ritratto di Berlusconi per El Pais: "... Una persona che non sente mai vergogna di alcun tipo, né personale, né pubblica, politica, estetica. E nemmeno narrativa. In realtà egli non sa cos'è la vergogna".
Non mi sono stupita, viste le figure di guano che va facendo in giro per il mondo, trovo normale il giudizio, direi che è un giudizio “benevolo”.
La perplessità l’ho provata nel sentirlo di nuovo attaccare gli scrittori e gli autori di serial, accusarli di mettere in “cattiva luce il paese”, mi sta sorgendo un dubbio, ma i suoi discorsi li scrivono Feltri e Belpietro?
Questa sua necessità di avere un antagonista a ogni costo lo ha portato ad attaccare la “sua gallina dalle uova d’oro”, al posto di Saviano cambierei casa editrice, il califfo scorda che certi atteggiamenti servil-comici, li ha attuati senza una regia, dico, questo episodio che ha fatto sganasciare il mondo non è parto della penna di Saviano o della regia di Florestano Vancini, questo episodio è autoctono, baciamano e inchino al cammelliere libico che, come il califfo si volta, si pulisce disgustato la mano sulla tunica.
La più penosa figura di m@@@a degli ultimi 150 anni.
Sono sicura che questa è solo la prima puntata ;-))
Un saluto ai tre operatori rimessi in libertà e a tutti quelli che hanno firmato a favore di Emergency, riposto due frecciate di Spinoza e la perla di La Russa, sai mai, scordasse cosa ha vomitato.
Affidati a Frattini e Gasparri i primi commenti sull’arresto degli uomini di Emergency. Ma si tratta ancora di figure di merda esplorative.
Gasparri: “La linea di Emergency è poco chiara”. Infatti è chiara.
La Russa: Può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato è accaduto tante volte. E’ successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar.
Frattini, La Russa, Gasparri, Feltri e i coglioni che ci hanno cancellato dai blog l’appello a favore di Emergency, questa sopra è tutta vostra, vi spiace riprendervela?
Non sono a favore degli psicofarmaci come cura neurologica, ma francamente, comincio a pensare che per reindirizzare le vostre sinapsi, per portarle dallo stato elettrico a quello chimico, vi serva un neurolettico…o una pera di buon senso, un solido cerotto alla bocca darebbe dei buoni risultati.
Mi spiace solo che ci sia stata gente che, pur avendo tenuto i toni bassi non ha risparmiato dubbi sull’operato della ONG, personalmente mi sono schierata dalla parte di chi, non ha scordato il valore morale del giuramento di Ippocrate.
Serata Bertoli, quando qualcosa mi da fastidio mi rifugio in due o tre cantautori facendo drizzare le orecchie al cane che dopo un paio di mugolii si sdraia a palle all’aria sulle poltrone e parlare in sardo mio marito, che dopo una serie di epiteti conclude con un “su scorru i sa jaja sua, ma si rifugia in cucina e trova un contenitore sportivo che lo intossica, esattamente come io vengo intossicata dalla politica.
Musica a palla e pensieri in libertà, già, la libertà di essere, di pensare e nei limiti della libertà altrui, fare.
Mi dico sempre che noi popolo della rete, salvo pochi casi, siamo quelli che hanno un reddito fisso, che sia stipendio o pensione, abbiamo i piedi al caldo e per quanto ci battiamo per questa o quella parte, pur modificando i nostri consumi, siamo una parte di quelli che arrivano alla fine del mese, comprano libri, partecipano a dibattiti e contribuiscono a mantenere in piedi il sistema Paese.
Ma c’è qualcosa che mi disturba, il corto circuito che da qualche anno pare attraversare l’Italia, sempre più velocemente e sempre con argomenti diversi, fino a raggiungere una specie di parossismo sfociante in una forma di schizofrenia collettiva.
Si può avere una idea diversa da un’altra persona e andare a mangiare tranquillamente assieme, a me capita, siamo un gruppo di amici che rappresentano l’intero arco costituzionale passato e presente e una vasta gamma di provenienza, non solo regionale, ma di Nazioni, nessuno di noi si sogna di dire “sporco comunista” o “lercio fascista”, peggio ancora, sporco negro o muso giallo, è lontano da noi, da nostro modo di essere menti pensanti.
Eppure se mi soffermo sui contenitori di approfondimento, questi insulti volano come aeroplanini di carta in un giorno di gara, con indifferenza e leggerezza.
Metto a fuoco cos’è che mi disturba, la sensazione del “déjà vu”, ma con una sostanziale differenza, il “vissuto” aveva punti di arrivo fermi, sia che si fosse a favore o contrari, soggetti specifici e programmi reali da attuare, il “presente” ha qualcosa di aleatorio, volatile e impalpabile, sia che si sia a favore o contrari.
Torno alla mia solita maniera di ragionare e stabilisco che tutto quello che viene detto e scritto serve solo a distrarre la massa da quanto si legifera.
Già, la massa, ho seguito un pezzo di trasmissione su LA7, il tema, la TAV, sorvolo sul reportage, sono contraria alla TAV per mille ragioni, la penso come Marco Cedolin, un mondo che cresce in maniera geometrica non può che correre verso la terza e definitiva guerra mondiale, il semplice binomio
Terre emerse e risorse non sta al numero delle bocche da sfamare.
Sarà fisiologico aggredire i paesi meno sviluppati e depredarli del suolo per produrre cibo, la Cina e l’Inghilterra lo stanno facendo in Africa, noi non siamo da meno, ma ne ho già parlato.
Dicevo del reportage, tra le altre cose hanno intervistato i rappresentanti della “massa”, non l’uomo qualunque scolarizzato che vota per comodo, sbilanciando il voto ora da una parte e ora dall’altra, l’altro, quello che dice che i NO-TAV sono dei rompicoglioni che stanno impedendo a loro, disoccupati di lungo corso, di sfruttare l’opportunità di lavoro che il progetto dell’alta velocità per il trasporto merci offre.
La massa che non ha una qualifica, che parla un italiano intercalato da dialetto, moccoli e bestemmie, quella che non si cura di sapere chi governa, ma esige che chi governa gli dia da mangiare, attraverso il lavoro o gli ammortizzatori sociali non importa, destra o sinistra per lei pari sono, la massa che, se trova un capro espiatorio alla recessione (di questo si tratta, inutile continuare a vestirla di carnevale chiamandola crisi) è pronta al linciaggio, la massa che non si cura di sapere se quell’opera è utile o meno, la massa capisce solo che i NO-TAV stanno ostacolando per lei, una opportunità di reddito.
La massa non si pone la fatidica domanda
Quando avranno finito quell’opera, la gente della valle che dovrà sloggiare a causa degli espropri, che fine farà? E l’opera in se, a chi servirà se la valle si spopola?
Trovo giusto battersi per restare a casa propria, ho guardato quelle facce appartenenti alla massa e mi sono chiesta:
“quanto ci vuole affinchè la massa che ha un unico motto “si lavora e si fatica per la pancia e per la fica” si estingua”?
Sono tornata alla mia musica, il pesce lesso in salsa verde ha quasi smesso di rompere le gonadi con la RU486, a me vengono in mente le battaglie per la 194 e…mitico Pierangelo, metto il CD con la canzone simbolo,
mi godo la poesia musicata mentre Bobo va a uggiolare a Maurizio che forse è il caso di andare a fare una passeggiata, giubbino, guinzaglio…viaaaa, posso alzare un pochino il volume, mi va di sedere che la mia vicina usa gli apparecchi acustici.
CERTI MOMENTI
Anna che hai scavalcato le montagne
e hai preso a pugni le tue tradizioni lo so che non è facile il tuo giorno
ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione la chiesa ti ha bollato d'eresia il cambiamento impone la reazione e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno
rifiuteranno di esserti d'aiuto perchè venne un polacco ad insegnargli che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro e ti costringeranno a partorire per poi chiamarlo figlio della colpa e tu una Maddalena da pentire
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Volevo dedicarti quattro righe
per quanto può valere una canzone credo che tu abbia fatto qualche cosa
anche se questa è solo un'opinione
che lascerà il tuo segno nella vita
e i poveri bigotti reazionari dovranno fare senza peccatrici
saranno senza scopi umanitari
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono non credo alla vita pacifica non credo al perdono