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venerdì 6 aprile 2012

SEI BELLISSIMO ;-))

 

 

Due anni fa gli avevo dedicato questo IL PODIO DEI BLOG e mi dico che avevo visto lungo.

 

In più di una occasione l’ho definito “Gattone sornione” solo apparentemente sonnacchioso, ma di fatto sempre vigile e veloce come una volpe, ma scoprire che è

 

Bellissimo

 

Analitico

 

Autoironico

 

Affabulatore

 

Ha due occhi allegri e ridenti

 

Un sorriso gioioso che contagia

 

Racconta come un novello Aedo le pagine di un tempo passato che non è trapassato remoto ma l’altro ieri

 

I suoi non sono post, sono racconti brevi e ficcanti, mai noiosi e quasi sempre con sorpresa finale nell’ultimo rigo

 

Non posso che ripetere quello che ho scritto due anni fa...scrivi ancora

 

Per chi lo frequenta assiduamente...squillo di trombe, ecco a voi il blogger più affascinante che ho incrociato nella rete in versione televisiva... una chicca che non posso tenere solo per me, la devo condividere con voi che lo frequentate nel web...ecco a voi un inedito

 

ALDO ACCARDO 

 

Guardate con quanta disinvoltura domina la scena e quanta adorazione c’è negli occhi di quella ragazza che lo guarda e ascolta con un sorriso beato.

 

E si, proprio un adorabile sornione all’ennesima potenza, se conducesse lui il TG1, gli indici di ascolto avrebbero il cielo come tetto  ;-))

 

domenica 10 luglio 2011

SETTIMANA TRAGICA.

 

 

Sta diluviando, serata bucata per andare in giro, irritazione che non ha una causa ben precisa, ma deriva dalla sommatoria di una serie di piccoli inconvenienti che messi uno dietro l’altro portano alla chiusura o alla rissa.

 

Sono una che preferisce farsi avanzare il tempo che correre dietro al tempo, se devo fare delle commissioni, cerco di programmarle fin dal mattino dandomi un tempo massimo che mi permetta di avere del tempo libero da impiegare come voglio.

 

Quando entro in un negozio cerco di avere le idee chiare su cosa voglio, chiedo e se quello che voglio non c’è, non mi fermo a guardare i surrogati, saluto e vado via.

 

Un esempio, mi servivano un paio di scarpe da ginnastica, la commessa mi ha detto quando sarebbe arrivato il modello idoneo ai miei piedi e due giorni dopo sono tornata, tra scegliere se prenderle con i lacci o il velcro, provarle, pagare e andarmene, ho impiegato grosso modo 7 minuti.

 

Questa settimana l’ho iniziata all’insegna del “mio tempo libero” gestito “dall’imprevisto” derivato dalla non troppo mascherata convinzione che, una persona che va in pensione non ha un BIP da fare e si possono chiedere spostamenti di orario a seconda delle proprie esigenze...

 

Ho mandato al diavolo la “gentilissima” addetta alle relazioni con il pubblico della compagnia elettrica che mi fornisce energia, da due anni sbagliano cognome sulla bolletta e la domiciliazione bancaria è saltata, devo andare in posta a pagare quella schifosa bolletta, a quanto pare, dopo aver sentito che cambio gestore...vedremo alla prossima.

 

La pedicure ha deciso di anticipare di un giorno l’appuntamento e la parrucchiera mi ha fissato un appuntamento per le 11:30 dello stesso giorno, passo da piedi a mollo e ancora umidi, alla corsa per arrivare puntuale con la “pennoira”...sono uscita alle 14:00

 

Le ho chiesto la cortesia di non accodarmi più alla tipa che mi precedeva, lei ha riso, io no.

 

Soggetto da cipolle sotto le ascelle, dialogo tipico di chi alza il gomito fin dal mattino...ma quando ho sentito che voleva asciugata la testa con il phon e voleva i riccioli...alla Shirley Temple...ho avuto voglia di andarmene con la testa bagnata...Lina mi ha promesso che non me la vedrò più davanti, le ho chiesto di non averla nemmeno dopo, raramente ho sentito un “olezzo” così pungente.

 

Programmo di fare un giro per tastare il terreno, voglio cambiare casa, non voglio cambiare quartiere, diciamo che non voglio nemmeno cambiare via, voglio solo uscire dalla “strada privata” che porta parecchi oneri e moltissime incazzature, pago il passo carraio e puntualmente quando devo uscire trovo il bastardo che ha messo il catorcio davanti al cancello, le 4 frecce e magari è andato a fare la spesa al supermercato distante 50 metri da casa mia.

 

Zona prescelta, tra via San Marino, via Buenos Aires e Piazza Montanari, trascrivo i numeri di telefono e dico a Maurizio che voglio fare un salto da Antonella al CAF, la devo ringraziare per avermi assistita nella pratica che è servita a dare una “zoccolata sui denti” a un funzionario...mugugna, ma esegue, non è da lui, dopo aver dato un biglietto da consegnare ad Antonella e avuta la risposta, dico che possiamo tornare a casa a fare le telefonate alle agenzie immobiliari...illusa...mi ha presentato il conto.

 

Gli servono un paio di scarpe da ginnastica e capisco che ha già adocchiato dove.

 

Entriamo e un sensore squilla per due volte, avete presente quegli squilli acuti, irritanti, disumani...?...quelli!!!

 

La commessa è gentilissima, Maurizio un bradipo, dico che mentre lui sceglie io vado a farmi una sigaretta fuori.

 

Ne prova 4 paia, al posto della commessa gliele avrei stampate sul muso...ma lei è pagata per porgere scarpe agli indecisi, un’ora per scegliere una dannata scarpa da ginnastica...paghiamo, salutiamo e dico a Maurizio che ho il tempo di andare a prendere i pasticcini da portare ai ragazzi del CAF, fatto, torniamo a casa e mi dico che è finita.

 

No, è proseguita fino a oggi alle 19:00, quando un condomino ha deciso di prendermi come spalla sulla quale rovesciare i suoi problemi, per carità, generalmente ascolto la gente e capisco che le “solitudini metropolitane” si stanno allargando a macchia d’olio, ma restare un ora in piedi ad ascoltare quanto siano sballati i trigliceridi e il colesterolo...se solo quel cretino che gestisce il supermercato INS davanti a casa avesse messo in vendita le cialde di citronella non sarei andata da un’altra parte, mi sarei sbrigata per tempo e non sarei qui a schiumare per una settimana da cancellare.

 

Ha smesso di piovere e mentre scrivo ascolto Bertoli, penso alla poesia che avevo appeso in ufficio alle mie spalle, chi entrava la leggeva e capiva subito che non l'avevo appesa per decorare la parete, la ripropongo, può servire anche a voi.

 

LA  PAZIENZA

 

La pazienza governa la carne

Rafforza lo spirito

Addolcisce il temperamento

Spegne il rancore

Estingue l’invidia

Sottomette l’orgoglio

Imbriglia la lingua

Trattiene la mano

Doma la tentazione

Sopporta il dolore

MA NON TOLLERA I ROMPICOGLIONI

 

La canzone che sto ascoltando è VOGLIA DI LIBERTA’, dopo una settimana così, desidero solo migrare su un altro pianeta.

 

 

mercoledì 15 dicembre 2010

GUARDATEVI DA TELETU

Ci sono caduta come una pera, da ieri sono isolata, posso solo telefonare, ma non posso entrare in rete, non posso mandare e-mail o riceverne,  posso usare il computer ma non la sua funzione primaria, il WEB.

 

Per un po sarò latitante non per colpa, posso accedere solo con la chiavetta e il portatile, lentezza a mille al solo scopo di far scaricare il credito in fretta.

 

Tutti promettono: Non pagherai più il canone Telecom, ma questa mattina ho scoperto tra le condizioni di fornitura di servizi che mi arriveranno ancora una o due bollette Telecom…a che titolo se da ieri il mio indirizzo di posta elettronica privato è stato disattivato e sempre da ieri mattina il gestore è tele-tu?

 

I fatti:

 

Quando il ragazzotto si è presentato (previo appuntamento telefonico) con la modulistica da firmare per il cambio di gestore telefonico, la prima cosa che ho chiesto è stata:

 

“quanto tempo resterò staccata?”

Risposta

“niente, avviene tutto automaticamente”

Domanda

“e per navigare in internet devo cambiare modem”

Risposta

“ma no, lei quel modem ad Alice lo ha pagato”

 

Essendo una che il telefono lo usa pochissimo, ma usa moltissimo la rete e la posta elettronica, ho trovato conveniente il pacchetto che offre TELE-TU, ma ho la netta sensazione che il “pacchetto” lo abbiano fatto a me. 

 

Per avere un filo diretto avevo chiesto a Luca Desogus, l’incaricato di tele-tu, un numero di telefono che non fosse legato a un disco me lo ha lasciato unitamente alle condizioni di fornitura del servizio.

 

Provate a fare questo numero 3283158081…e posso dire che sono stata pirla.

 

Il mio indirizzo di posta elettronica non funziona più, me lo da inesistente e mi aveva assicurato che sarebbe rimasto attivo.

 

In rete posso entrare solo con il portatile ma anche con quello la posta non funziona, pur avendo una chiavetta 3, l’indirizzo era in alice.

 

Ho provato a fare il numero verde di tele-tu e ho scoperto che, se non è truffa poco ci manca.

 

Infatti, digitando 848 99 1022 il disco mi ha comunicato che:

 

“la sua linea è stata attivata il 14 dicembre, per i restanti servizi stiamo aspettando l’autorizzazione di Telecom Italia”

 

Ma io sono proprietà privata di Telecom Italia?

 

Visto il disagio e il danno che mi deriva dall’ azzeramento della posta elettronica, ho deciso di cercarmi un gestore diverso, ma uno che sia serio e nel momento che viene a farmi firmare le condizioni di fornitura mi consegni brevi-manu il modem della compagnia.

 

Anche se, ora credo sia meglio che il modem me lo vada a comprare, neutro, mio e senza possibilità di interferenze esterne.

 

Premetto che su tutto quello che è computer e derivati, pur sapendolo usare, sono  una perfetta imbranata, se devo scaricare programmi o installare componenti vado in tilt, quindi…si accettano suggerimenti/istruzioni e sul gestore di telefonia e sul modem che voglio comprare, questa è la mia casella di posta elettronica su Libero

tinacampolo@libero.it

la uso per i contatti secondari, ma averla tenuta è stato saggio, da ora e non so per quanto tempo, sarà il mio contatto con l’esterno, intanto vado a eliminare la domiciliazione bancaria a Telecom e Tele-tu, non pagherò un servizio inesistente.

 

domenica 11 luglio 2010

LA CANZONE DEL MAGGIO

Capita discutendo che la memoria porti a galla ricordi che apparentemente non hanno niente a che spartire con il tema discusso, una sorta di associazione di idee.

 Si parte discutendo di censure e limitazioni delle libertà, di quanto poco sia sentito il problema per la stragrande maggioranza della gente.

 Quando ci tuffiamo in queste discussioni, ognuno di noi porta la propria esperienza diretta, convergiamo sulla stortura di dare una valenza politica a ogni azione, la voce dal fondo del bar strilla:

 “ma che vi incazzate a fare, tanto sono tutti uguali”

 Mancio mi guarda e fa spallucce, gli passo la pagina che gli avevo promesso, “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci, la legge e condivide in pieno dicendo

 “Preferisco litigare con te che vedere quel pirla attaccato al videopoker e sentirlo sentenziare su tutto senza dire niente di concreto.”

 Mancio vota a destra da sempre, quando ci incontriamo ci punzecchiamo alla grande, ma davanti a simili campioni di inutilità siamo solidali.  

 Ripensavo alla discussione questa mattina, leggevo i giornali e pensavo all’ignavia di questo popolo di pecore ed ecco che, in automatico mi  è venuta  in mente una canzone di De Andrè del 1973, dedicata agli indifferenti, a quelli che detesto cordialmente e chiamo “massa amorfa decorticata della quale si farebbe volentieri a meno”.

 Di questa canzone ne esistono due versioni, inutile dire che adoro questa sotto, in neretto le parti che sono state censurate:

 LA CANZONE DEL MAGGIO (ORIGINALE)

Lottavano così come si gioca

i cuccioli del maggio ed era normale

loro avevano il tempo

anche per la galera

ad aspettarli fuori c’era primavera

la stessa rabbia la stessa primavera

 Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta
che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il tempo
gli avete fatto perdere tempo.


E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
voi siete stati lo strumento
per farci perdere un sacco di tempo.

Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli
lasciandoci in buona fede
sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
se sono rimasti a posto
perfino i sassi nei vostri viali
se avete preso per buone
le "verità"
dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento
per farci ancora perdere tempo.

Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso
il vostro comandamento
"Ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato

verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il tempo
gli fate solo perdere tempo.

 Il  video è quello della versione purgata, ma se scorrete i riquadri, c'è anche la versione originale, purtroppo manca la strofa introduttiva che si trova nella versione Francese.

CANZONE DEL MAGGIO (PURGATA)

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

 

Oggi l’annuncio che Telecom, nel giro di 11 mesi manderà a spasso  6822 crani, magari l’80% faceva parte degli “indifferenti”.

 

Sacconi è allarmato, ha dichiarato che questo è grave, ma non perché 6822 persone resteranno senza reddito, no…perché dice: il dialogo con la parte sociale diventa difficile…

 

Comincia a capire che più aumenta la massa disoccupata e più la stessa prende coscienza della puttanata commessa dentro le cabine elettorali, siamo alla resa dei conti?

 

“Da sopra le montagne del potere,

adesso ognuno ha caldo al suo sedere,

future abilità, speranze umane,

riuscire a galleggiare sul letame”

mercoledì 10 marzo 2010

PROSSIMAMENTE

 

E’ la seconda mattina che vengo strappata al sonno del giusto in maniera violenta.

 

Ieri mattina la fottuta sveglia che avevo scordato di spegnere, Maurizio è in trasferta, la bastarda è rimasta puntata alle 5.00

 

ALLE 5.00…!!!

 

Tra un @##@%% e un @@##@@, gli occhi chiusi, la mano ad artiglio, alle 5.30 sono riuscita a spegnerla, si è salvata dall’essere lanciata al muro per mancanza di lucidità.

 

Questa mattina ho sbarrato gli occhi con la sigla del TG3 Piemonte…#@#@# questa notte mi sono addormentata senza spegnere, diciamo che manca chi lo spegne…@]#[*@#@

 

Mi sono trascinata smoccolando fino alla caraffa del caffè, dopo sono tornata al caldo, in cortile 10 centimetri di neve e non smette ancora, sulla strada non attacca, buon segno.

 

Dopo il secondo tazzone di caffè sono rientrata nella quasi normalità, torno su di giri alle 13.00

 

TG2, conferenza stampa del califfo, mnch… sono affascinata da quello che dice, mi chiedo perché mentre parla non compaiono gli addetti del 118 con la camicia di forza, scuoto la testa e prendo a smoccolare al suo indirizzo e non solo al suo, anche all’indirizzo di quel signore dalla penna facile.

 

Il califfo, del “decretino ad listem” ne sta facendo un piedistallo dove poggiare il suo concetto di “democrazia” e c’è chi gli da retta.

 

Credo di assistere a una pellicola “neodemenzialstronza”, accendo il PC e scarico la posta, per un momento boccheggio, poi guardo bene e finalmente un ghigno divertito, il mio pensiero sul film prende corpo, anche questa locandina arriva dal Basso Sulcis, un bell’andiamo al cinema.

 

avacagar ENRICO.jpg

mercoledì 6 gennaio 2010

UN RITO…

…CHE SI RIPETE

 

Tutto comincia l’8 dicembre mattina, Maurizio fa la spola dalla cantina a casa, scatola con l’albero, scatola con decorazioni e luminarie, sacchi di palle colorate, stella cometa e Babbo Natale da appendere.

 

Trovare l’angolo giusto dove metterlo, da un paio d’anni ha il suo posto fisso, comincia il montaggio, prima la base e poi i tre pezzi che formano l’albero, un metro e mezzo in altezza, tutto fila liscio fino a quando non arriva il momento di provare le luci, Bobo le arpiona trascinandosi dietro la ciabatta e Maurizio ulula in sardo promettendogli di trasformarlo in cagnolina, il cane lascia la corona di luci e afferra una palla di vetro, partono le mie urla verso Maurizio, ho paura che la palla si spacchi e il cane si faccia male, onde evitare che fare l’albero si trasformi in rissa tra noi due, riempio la scodella e zavorro Bobo.

 

Quando tutto o quasi è finito, il malefico quadrupede arriva scodinzolando vicino all’albero e 4 palle volano, a urlare siamo in due e finalmente capisce che deve tenersi alla larga.

 

Quest’anno il responsabile dell’attacco di libidine del cane è stato mio fratello.

 

Giulia ha fatto la lista dei giochi e ci siamo attenuti, mio fratello non sapendo cosa regalarle, ha optato per tre peluches animati.

 

Un cane che alza il posteriore e tenta di abbaiare, un coniglio che la musica rende isterico peggio di Bugs Banny e una scimmia che se gli levi la banana dalla mano scatena l’inferno di urla e si agita come se avesse i carboni ardenti sotto al sedere.

 

Bobo si è fiondato sul coniglio esagitato, Giulia ha strappato la banana alla scimmia ed è corsa dietro al cane urlando, la scimmia urlava,  noi abbiamo visto l’albero ondeggiare e abbiamo urlato in coro, a mio fratello saranno fischiate le orecchie.

 

Ora è da smontare, abbiamo deciso che lo si fa domani mattina a Bobo fuori dai piedi, non ho voglia di litigare col cane che litiga con Maurizio, nei suoi confronti siamo tutti colpevoli, non gli abbiamo insegnato che è un cane, ha 15 anni e preferisco dargli un peluche da sventrare che sentirlo ululare disperato come un coyote che si è ficcato una spina nella zampa d’appoggio.

Ecco il Terminetor in una foto recente (settembre 2009, ultima sera al mare).

porto pino 2009 061.JPG

 

venerdì 20 novembre 2009

IN MANUTENZIONE…

…forzata,  derivata da un volo a planare con atterraggio su un fianco, la tazza col caffè che avevo in mano non si è nemmeno scalfita,  la sottoscritta  da due giorni è in orizzontale nell’attesa di riassorbire la botta.

In rete entro col portatile, quindi toccata e fuga, a fra qualche giorno.

giovedì 5 novembre 2009

CHI MUORE TACE…

…CHI RESTA NON HA TREGUA, LA BUROCRAZIA LO INSEGUE.

Chi pensa che la morte fa chiudere i conti con la quotidianità sbaglia di grosso, la morte non chiude mai del tutto i conti, se poi è un conto corrente…sono c@@@i acidi per chi resta.

La burocrazia post mortem è più devastante della perdita del familiare.

So che più di uno/a penserà che sono una cinica, può darsi, non perdo il sonno per questo, ma ho cominciato a perdere le staffe il giorno successivo a quello che mia madre ha deciso di fare il gesto dell’ombrello a questa vita e andarsene, nei suoi 81 anni lo ha fatto moltissime volte, quando una situazione non le andava più, spariva, missing, quando meno ce lo aspettavamo ricompariva, tipetto che costruiva e distruggeva impipandosene delle conseguenze delle sue azioni e delle convenzioni sociali, con mio fratello abbiamo convenuto che nostra madre è stata una delle poche persone che ha vissuto come ha voluto, dove ha voluto e con chi ha voluto.

Credo che per lei il motto del Marchese del Grillo “io so io e voi un siete un cazzo” fosse la regola di vita.

Vista con distacco diventa una tragicommedia, vivendola diventa una fonte di incazzature a ritmo costante e la data del suo epilogo è ancora da definire.

A funerale finito consegno all’ente erogatore il certificato di morte chiedendo di non pagare più la pensione, dico che uscendo da li vado a chiudere il conto corrente d’appoggio, l’impiegato mi guarda come se avesse un verme davanti e:

“lei doveva venire subito, bastava una autocertificazione…e il conto non lo può chiudere ora, deve aspettare che la banca ci restituisca il rateo di febbraio, lei…”

L’ho interrotto sibilando: “veda di capire che è la mia prima volta e non ho letto il manuale burocratese del come comportarsi nel caso di morte di un congiunto, la prossima volta sarò ligia alle regole dell’al di là, gestite dall’al di qua”.

Preso nota che il conto lo avrei potuto chiudere solo ad aprile, le comunicazioni sarebbero avvenute tra Inps e banca, quest’ultima mi avrebbe convocata per la firma, ho scoperto che per essere inumati si paga una tassa e che tassa, tipo acquisto di bene di lusso, per intenderci parecchio sopra i 1000€,  che la lapide è un costo extra, che la stessa non può essere posta subito, che ci sono vari modelli alla stregua di un capo di alta moda, che la targa va messa così e non cosà,  che…che…che…

A giugno una voce perentoria al telefono mi rimprovera di non aver comunicato il decesso della congiunta, chiedo se tra enti si parlano e ribatto che se la signora non avesse avuto figli a chi avrebbe rivolto il pistolotto?

Dico che il giorno dopo passo a chiudere sto c@@@o di conto, risponde che non posso, che anzi lo blocca, che devo procurarmi una serie di documenti, mi fa l’elenco.

Visto che se la sono presa comoda, me la sono presa comoda, me ne sono andata in ferie, al ritorno ho speso una cifretta per i documenti e questa mattina sono andata a…incazzarmi.

Consegnata la documentazione mi è stato comunicato che questo è solo il primo passo, che mi comunicherà telefonicamente i passi successivi, che…che…che…

Ho tenuto la lingua a freno, ma uscendo ho detto a Maurizio: Resta inteso che quando toccherà a me voglio applicata la funzione in voga tra gli indiani americani, una catasta di legna, una torcia e un ventilatore gigante che disperda la cenere man mano che si forma, non voglio essere fonte di guadagno di cartelli anche da morta.

Ho fatto un salto da mio fratello per metterlo al corrente degli sviluppi della telenovelas e dargli la copia del libro iPod nano di Luigi Alfieri alias Vadelfio, tra un cliente che usciva e una che entrava dal negozio, ho scoperto che quella copia era la mia, la dedica di Luigi “ a Tina etc. etc. lo dice chiaro, vuol dire che mio fratello si terrà la copia che io ho letto.

Mi scuserò con Luigi per non averlo ringraziato della dedica che ha reso la copia personalizzata. ;-))

sabato 12 settembre 2009

PENSIERI IN LIBERTA'

Gaber cantava “quasi quasi mi faccio uno shampo”…prima di mettere mano a word ho pensato a come impiegare un paio d’ore a mio favore, trovato…vaschetta, raspette leviganti, tronchesine, forbicine, creme, pinzette, olio di eucaliptus (così c’e’ scritto sul flacone, ma ho seri dubbi), smalto neutro e…portatile per leggere i giornali online…acqua a temperatura giusta e vai… piedi dentro, goduria.

 

CORRIERE DELLA SERA

 

1) alla fine della cerimonia, il ricordo del premier, fazio, fiorello e baudo

 

Bongiorno, folla in piazza Duomo

In 15 mila per i funerali di Stato, arrivato anche
Silvio Berlusconi: «Mike ha unito l'Italia»

2) la terza carica dello stato: «rischio di discredito delle istituzioni, sì alle riforme»

Rutelli: «Io con Casini e Fini? Si vedrà» Il presidente del Copasir: «Unire le forze che ragionano e che vogliono lavorare per risolvere i problemi del Paese»

 

3) «lì si esercita il potere legislativo e il controllo sull'esecutivo»

Napolitano: «Insostituibile il ruolo del Parlamento»

Il presidente della Repubblica: «Non c'è altro luogo in cui si incarni il principio della rappresentanza»

4)Parla l'uomo chiave nell'inchiesta sulle tangenti nella sanità pugliese

 «Sbaglia chi dice di non conoscermi» E ai giudici dice: «Temo per la mia vita»

L'imprenditre Tarantini e le prese di distanze di D'Alema e Emiliano: «Se i pm lo chiedono, fornirò indicazioni»

REPUBBLICA.IT

1)Si sono aperti nel suo discorso agli stati Generali dei centristi a Chianciano Terme


L'appello di Rutelli all'Udc

"Riformatori e centristi siano uniti"

 

Immigrazione, Fini risponde a Bossi
"Il vero suicidio è negare i diritti"

 

E sul biotestamento il presidente della Camera cita il Catechismo

***

2)LA MORTE DI BONGIORNO

 

Mike, folla alle esequie di Stato
Baudo: "Noi coristi, tu il solista"

 

Oltre diecimila persone per la cerimonia in Duomo. Presenti Berlusconi, il sindaco Moratti e tanti volti dello spettacolo. Pippo ha portato la bara. La commemorazione all'esterno, con i ricordi e gli aneddoti degli amici

 

3)ZAPATERO E LO SHOW DI BERLUSCONI

Il premier spagnolo dopo la conferenza stampa di ieri alla Maddalena
"Rispetto gli incontri istituzionali e il ruolo che dobbiamo mantenere.Taccio per rispetto istituzionale"

La vicepremier Salgado: "In silenzio per un gesto di cortesia nei confronti dell'ospite"

4) LE “TORTE” A PALAZZO GRAZIOLI RACCONTATE DALLE ESCORT.

Patrizia D'Addario rifiutò di restare di notte con le altre ragazze
Intercettate molte telefonate "preparatorie" del premier a Tarantini

Oltre a "Gianpi" nell'inchiesta di Bari spuntano altri due procacciatori di ospiti femminili.

Ops…l’acqua si è quasi freddata, L’olio di vattelappesca ha un odore acre, di sicuro puzzano di vecchio e stantio le cose che ho letto.

Le rivolte degli insegnanti e dei lavoratori in genere che stanno per restare senza reddito sono “missing”, degli incendi che dalla Liguria sono arrivati in Toscana niet, delle rivolte nelle tendopoli de L’Aquila bhooo, do la crema e il massaggio mi rilassa, penso che non esistono aggettivi per qualificare la Politica Italiana e suoi gestori, tutti, centro, destra, sinistra.

MNCH…mentre lo penso una vocetta dentro mi spara nelle orecchie uno stornello siciliano che, cantavamo a squarciagola in campeggio a Scoglitti accompagnati dal marranzano, sganasciandoci per la sbracatura musicale, mica sapevamo che in futuro avrebbe (ai miei occhi) calzato a pennello.

…mannaia alla miseria mu scuddai, ll’avia nmenti e non mi ricuddai, di nomi si chiamava Liliana…e di misteri  facìa laaaaaa…buttana da miseria chi buddellu…

Mi sa che il chinotto funziona.

mercoledì 2 settembre 2009

ULTIME CARTOLINE DAL BASSO SULCIS

Sabato saremo di nuovo a Torino, si riprende il tran tran del quotidiano, con le incazzature da traffico isterico e costrizioni da formalismo cittadino.

Le cose che mi mancheranno di Porto Pino per i prossimi 11 mesi sono moltissime, al primo posto il mare, il profumo dei pini e della salsedine, l’aria tersa con i suoi odori, il sole che scalda e colora (e se non fai attenzione ti trasforma in una bistecca al sangue).

Mi mancherà il cielo notturno, la veranda della cucina, la libertà di stare in costume o in mutande dentro e fuori casa, le piante da frutta che negli anni, fregandosene dei prodotti antiparassitari di vecchia e nuova generazione, sono cresciute dando frutti dal sapore netto, i fichi bianchi e neri, le prugne, i fichi d’india e le mandorle, mi mancheranno i sapori dei pomodori carnosi, delle melanzane grigliate, del pane con le olive, delle salsicce e delle orate al sale cotte alla griglia, insomma, mi mancherà il passo lento del quotidiano a queste latitudini,  il parcheggio quando vado in paese o in spiaggia, mi mancherà il sorriso della gente del posto, disponibile senza essere servile, l’orgoglio dell’appartenenza degli Arresini.

Mi mancheranno le toppate di mio marito e suo fratello improvvisati marinai, riescono ad adagiarsi sul fondale per eccesso di carico  e ieri sono stati superlativi:

hanno perso l’ancora.

Non mi mancheranno i cafonal che anno dopo anno crescono di numero, i camperisti che arrivano come le cavallette lasciandosi dietro (alla partenza) una scia di escrementi a terra e sacchetti di spazzatura lungo la provinciale, quelli che non spendono un euro per un portacenere da spiaggia e costellano l’arenile di mozziconi, insomma, sono quelli che sparano parole a zero sul meridione e quando ci vengono sparano la spazzatura dalle macchine in corsa o l’appendono ai rami dei pini…e i cassonetti sono a due metri di distanza, ognuno porta con se la propria educazione. Insomma, non mi mancheranno “i continentali”, almeno, una fetta di loro.

Dovrò aggiornarmi sugli ultimi avvenimenti, scarsi e brevi collegamenti in rete mi hanno impedito la lettura dei giornali nazionali, per mandare una mail questa mattina mi sono fermata accanto all’ufficio postale del paese, il televisore di casa è inchiodato su due soli canali, uno trasmette sport e l’altro cartoni animati, L’Unione Sarda dedica due pagine scarne alla politica Italiana (lo trovo giusto, la politica Italiana se ne sbatte dei problemi della Sardegna) e moltissimo ai fatti locali, adoro i quotidiani che raccontano la vita delle piccole frazioni, portano in primo piano la gente comune.

Tornerò sul tema, il flagello della spazzatura lungo la 131 e i comportamenti cafoneschi di molti vacanzieri meritano una analisi approfondita, ora mi fermo lasciando lo spazio a due immagini di questo angolo di Basso Sulcis che, quest’anno ha visto un afflusso enorme di turisti e ne continuano ad arrivare.

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DUNE BIANCHE DI PORTO PINO
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DUNE 2

venerdì 24 luglio 2009

ANCORA DUE SETTIMANE E...

 

Ok, Maurizio mi ha detto che lavora fino al 7 agosto, quindi, che mi preoccupassi di comprare i biglietti del traghetto.

 

Gli ho indicato il calendario dicendo:

 

1)     Giulia compie 6 anni il sette agosto. Ma se anche non ci fosse questa importantissima ricorrenza, tu smetti di lavorare alle 17.00, la nave parte alle 20.00, il teletrasporto e’ ancora un fatto privato di Mr Spook, il tenente Soolo e il capitano Kirk,  quindi no, niente partenza il 7.

2)     Il 7 agosto e’ un venerdì e se trovi una cabina significa che quel traghetto non e’ diretto a Porto Torres ma in Tunisia.

3)     Lo stesso dicasi per l’8 e il 9, quindi cuore mio, si parte il 10 o l’11.

 

Per una volta non abbiamo dovuto discutere fino a mezzanotte, ha alzato bandiera bianca per la data di partenza, ma ha iniziato un’altra discussione per le valigie.

Quando vede affiorare il sorrisino malefico capisce che parto per la stroncatura delle proposte, non lo so se agli altri capita la stessa cosa:

 

-da 10 anni riempiamo le valigie di magliette, calzoni corti e lunghi, borsate di sandali, qualche vestito “che si sa mai si va fuori”, si arriva a casa e si poggiano sulle sedie della camera da letto, doccia, infiliamo i costumi, i calzoni corti lasciati l’anno prima negli armadi,

“quelle polo che non trovavamo più” e

“ma guarda, i sandali che abbiamo cercato li abbiamo lasciati qua”.

 

Controlliamo cosa e’ rimasto nella dispensa dall’anno precedente, stabilito che non sono scaduti, si stila la lista, poi ci si guarda e

 

“Pizza a sa Carubbedda”?

“E perché no?”

 

Si fa un salto al mare, bagno e appena fuori il capannello di amici e parenti, si riprendono i discorsi lasciati in spiaggia o davanti alla griglia  un anno prima.

Abitiamo tutti o quasi a Torino, ci si incontra sulla spiaggia di Porto Pino.

 

Una sera dopo l’altra si fa il giro, una sera da Ziu Angelinu, una da Biagio, e … si ricomincia, si pescano indumenti dagli armadi esclamando:

 

“Azz… me l’ero scordato/a e ci sto ancora dentro”

“hai visto dove avevi lasciato gli infrandito? “

 

Se c’e’ una cosa che mi fa incazzare e’ il commento di Maurizio al momento della partenza per il rientro:

 

“Mi spieghi perché ci portiamo appresso tante valigie e borsoni e non usiamo quasi niente?”

 

Gliel’ho spiegato ieri sera, ma sono sicura che il 9 tirerà fuori i borsoni e ci ficcherà dentro tutto quello che gli capiterà sotto le mani, maglia di lana compresa, causa della presa per i fondelli collettiva.

 

Quelle che seguono sono le immagini del paese che chiamo “la mia Africa”

 

Veduta aerea

 

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Spiaggia 1

 

Spiaggia 2

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Spiagge 3
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Spiagge 4
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Veduta aerea
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Ponte pedonale per le spiagge
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Un Eden dove la vita scorre a misura d'uomo, anche i supermercati chiudono alle 13.00 e riaprono alle 17.00...