DAL BLOG DI ZACFOREVER, IL PORTINAIO CHE HA MESSO ASSIEME IL CONDOMINIO PIU' "ESTROSO" DELLA RETE, GRANDE PIERA DEGLI ESPOSTI.

Potrei scrivere che mi sono tenuta
alla larga dalla rete e sarebbe una bufala, no, mi sono impegnata pancia a
terra per le elezioni Regionali del Piemonte, ovvio che non l’ho fatto da sola.
Nell’ultimo mese ho incontrato teste
di “belin” e teste pensanti, mezze calzette e calzini spaiati, vecchie volpi
come Filippo Fiandrotti, vecchio amico di lunga data con il quale abbiamo
fondato un partito andato a puttane come tutti i partiti sorti dopo
tangentopoli, nuovi segretari di partito come Messina dell’IDV e soggetti
chiacchierati come Stara.
L’ultimo mal di pancia al quale ho
partecipato mi ha dato l’esatta misura della stupidità di molte persone che
conosco e con le quali ci prendiamo a moccoli, presentavano un candidato al
consiglio regionale del Piemonte, un pesce lesso avrebbe avuto più fascino,
Stara mi ha trascinata da parte pregandomi di non frantumarlo, ho fatto
spallucce e
“Andrea, quello è da svezzare, non
puoi appoggiare soggetti che non sanno fare un discorso di 5 minuti”
“Tina, cosa mi hai detto 5 minuti
fa? Che in questa sala c’è più cibo che persone, il termometro esatto di quanto
la politica partecipativa sia diventata solo una occasione per scroccare una
buona cena facendo solo lo sforzo di ascoltare il signor nessuno di turno, ma
se vuoi che Chiamparino la spunti senza rischi, serve anche organizzare serate
a favore dei signor nessuno”
Mi ha chiesto per chi avrei votato
alle Europee e gli ho risposto:
“Se alle Regionali vado a votare
L’USATO SICURO, ovvero CHIAMPARINO, alle Europee voterò TSIPRAS senza se e senza ma, l’unico movimento che fino ad oggi ha fatto un
discorso politico e non una rissa di parte, l’unico movimento che ha illustrato
un programma e non una serie di cazzate, ascoltando il comico, il bimbominchia
e il pregiudicato, mi sono chiesta se non è il caso di rivedere la legge 180,
almeno 2 dei 3 meriterebbero un TSO”
Si è messo a ridere e ci siamo persi
dentro discorsi relativi agli ultimi due anni, Sandro mi è piombato addosso
abbracciandomi e Andrea Stara gli ha chiesto se mi conosceva e Andrea ridendo
gli ha risposto
“Se la conosco?...l’unica che dopo
un consiglio di circoscrizione che assegnava la gestione dei campi di calcio ha
preso un consigliere per la cravatta e ridendo gli ha fatto il gesto dell’ombrello,
quando l’allora Presidente della circoscrizione Cipresso sentiva il suo nome si
metteva le mani nei capelli, per lui, Tina, significava rogne, se vuoi rogne,
pestale i calli”
Andrea si è messo a ridere
porgendomi un piatto di salsicce, il candidato se ne era andato, ho riesumato
gli ultimi tre anni della politica e quando ho detto:
“La Fornero rischia di essere
asfaltata da tutti coloro che erano arrivati al capolinea per andare in
pensione”
Sandro ha sibilato:
“La Fornero va sciolta nell’acido,
ma con lentezza, che soffra fisicamente per il male che ha fatto a tutti quelli
che come me, dopo 40 anni di lavoro, non possono staccare la spina solo perchè
hanno cominciato a lavorare a 16 anni e non hanno l’età che ha stabilito lei
per staccare la spina”.
E mi fermo, devo incontrare
Fiandrotti e dopo di lui devo incontrare La Ganga, un viaggio a ritroso degli
ultimi 45 anni nella storia politica di questa Regione e nei soggetti che
l’abbiamo scritta, nel bene e nel male, a Fiandrotti ho detto una cosa e ne ha
convenuto:
“Abbiamo sbagliato tutti, noi tutti,
dopo mani pulite non avremmo dovuto frantumarci in rivoli di parte fondando
partiti e partitini, avremmo dovuto fare fronte comune, serrare le fila e
salvare il PSI di LOMBARDI, lo stiamo facendo ora, ma quanti di quelli che
abbiamo additato al pubblico ludibrio saranno disposti ad accettarle?...debbo
delle scuse a La Ganga, ma è un fatto tra me e lui”
Filippo ha capito, molti non lo
hanno capito, e gli amici bogger di Torino mi daranno addosso, diciamo che
dovevo cambiare il post vecchio di quasi due mesi e non volendo scrivere cosa
che mi sta facendo girare le pelotas da due mesi, ho scritto solo sugli impegni
che mi sono calati sulle croste come politica.