sabato 4 luglio 2009

DISTRAZIONE DI MASSA

E cosi’ ha funzionato ancora,  tra uno sventolar di chiappe e tette, tra una inceronata e una incipriata, tra una escort che apre bocca e una che la tappa,  tra una accusa ai comunisti e una ai pessimisti,  i decreti legge da medioevo sono stati approvati, quando sono socialmente incazzata come in questo momento non ho che due strade,  la prima e’ scrivere ma vietando lo scritto ai minori di anni 40, la seconda saccheggiare i vignettisti che con una sola immagine e due parole sintetizzano un discorso.

Sul DDL che introduce il reato di clandestinita’ lascio lo spazio a FEI condomino di Inserto Satirico

 

respingimenti 3.jpg

 

Mentre tutti si scontrano sul tema se e’ lecito o meno mettere il naso nella vita privata del signor Berlusconi (scordandosi che il signore in oggetto  ha superato da un pezzo la linea che separa il pubblico dal privato e quella dell'indecenza) il paese frana, esplode e implode nella piena accezione del termine, quel signore trova il tempo di correre da una catastrofe all’altra come se fossero studi televisi di sua proprieta', lanciando accuse e proclami, ha ragione Panty nel dire che manca poco che si pensi a un decreto legge che militarizzi le disgrazie nazionali, che si impedisca a tutti di soccorrere se non prima arriva lui a "prendere le cose tra le mani",  da un pezzo dico che le sue esternazioni tendono a distrarre la massa, lo Stato siamo noi e non abbiamo il diritto di sapere se, sui voli di stato viaggiano politici o tenutari, non abbiamo il diritto di giudicare se una cena puo' essere etica o meno, tra un piatto di spaghetti alla puttanesca e l'altro, siamo giudicati dei pirla o facinorosi proprio da quella parte di magistratura che dovrebbe rassicurarci...e questo...mi inquieta, ora  finalmente ho trovato una immagine idonea a conferma che la distrazione di massa e' servita.

viareggio.jpg

 La vignetta e' stata creata dopo la disgrazia di Viareggio da Max  http://max-fraparentesi.blogspot.com/

Anche lui pubblica su Inserto Satirico

 

venerdì 3 luglio 2009

ABRUZZO DA NON DIMENTICARE

 

NON  SCORDIAMO  CHE  IL  G8  AI  TERREMOTATI  PORTERA'  ULTERIORI  DISAGI  E  RESTRIZIONI

          Come avevo commentato da Briccone, oggi prendo il testimone e pubblico la lettera che lui ha pubblicato ieri, ho solo tolto il titolo per evitare che, se postata su OKNO, il sistema la censuri ignorando che e’ una scelta nostra per consentire alla testimonianza di restare il piu’ a lungo possibile visibile, che i lettori di ognuno di noi, volendo, prendano atto che non tutto quello che viene mandato in onda nelle televisioni e’ verbo. Personalmente leggo Miss Kappa, una blogger Aquilana, ma ripeto, lei e’ parte in causa e potrebbe essere fraintesa, la lettera, invece, e’ stata scritta da chi non essendo parte in causa si puo’ definire “al di sopra delle parti”.

            L’introduzione e’ di Briccone e la lascio invariata. Chi volesse ospitarla, lo faccia tranquillamente, noi abbiamo scelto di tenerla un giorno a testa nel blog per consentire a un maggior numero di persone di leggerla (se lo vogliono).

            Nota di Briccone: Questa lettera è stata  scritta da Andrea Gattinoni*, un attore che si trovava a  L’Aquila per  presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano  un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L'Aquila non ci sono ancora stati.

(*Andrea, per chi non se  lo ricordasse era uno degli interpreti del recente film “Si può fare” con  Claudio Bisio, su un gruppo di “pazzi”).


Oggetto: HO VISTO L’AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte.

            Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo.

            Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare”. Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva.

            Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE.

            Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perchè dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”.   A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata.  Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.

            Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L ‘Aquila.

            Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ‘ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio.

            Il ragazzo che me l ‘ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l ‘intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”.

            Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.

            E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

            Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c ‘erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli “Assaggi, assaggi”. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini“.

            Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

 

mercoledì 1 luglio 2009

PAUSA

Una pausa dal vociare quotidiano, una splendida (per me) poesia musicata da ascoltare (per chi non conosce la lingua sarda) con la traduzione tra le mani. Cantata da moltissimi e bravissimi artisti, le mie preferenze vanno a : I tenores di Bitti, Noà e Andrea Parodi, ma i primi, le rendono giustizia appieno.

Un link per ascoltarla da Andrea Parodi  http://www.youtube.com/watch?v=D6liFL6BLq8

personalmente ho consumato il CD dove a cantarla sono Bertoli e i Tenores

 

NON POTHO REPOSARE


Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
nè in dispiaghere o pessamentu.
T'assicuro ch'a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.

(Non posso riposare, amore e  cuore,
pensando solo a te ogni momento.
Non provar tristezza, gioiello d'oro,
nè dispiacere o pensiero.
Ti assicuro che a te solo bramo,
che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.)

Amore meu prenda de istimare
s'affettu meu a tie solu est dau;
s'are iuttu sas alas a bolare ,
milli bortas a s'ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s'attera cosa non a t'abbissare.

(Amore mio, gioiello da stimare,
il mio affetto a te solo e' dato;
se avessi avuto le ali per volare,
mille volte all'ora avrei volato;
per venire almeno a salutarti,
o solamente per vederti.)

Si m'esseret possibile d'anghelu

d'ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.

Se mi fosse possibile d'angelo

o di spirito invisibile prenderei
le forme; ruberei dal cielo
il sole e le stelle e formerei
un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.


Parole di Salvatore Sini, scritta nel 1926