sabato 5 novembre 2011

LA SPERANZA E’ UNA TRAPPOLA

 

CALAMANDREI – MONICELLI...per me loro sono il nuovo che avanza.

 

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta.

 

Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... 

 

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.

 

Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

 

Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Statoper dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

 

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

 

 

...generazione malata ... se no...vadano alla malora

 

Grazie Maestro, il più bello e inoppugnabile “vaffanculo” al popolo bue.

 

61 anni fa Piero Calamandrei, metteva in luce i pericoli che si correvano nell’aver accettato dei riconvertiti del ventennio nei punti strategici della giovane Repubblica Italiana, la più delicata, la pubblica istruzione.

 

Un anno e mezzo fa Mario Monicelli metteva in chiaro una società malata, priva di dignità e amor proprio.

 

Dopo le dichiarazioni del califfo a Cannes  ho preso atto che all’italidiota si possono rovesciare addosso tutti gli insulti possibili, importante che gli si lasci LA SPERANZA di avere lo stomaco pieno, la scopata mensile e la partita di calcio settimanale, tutto il resto...per l’italidiota è contorno, dice: tanto, fanno sempre quello che vogliono.

 

Non mi resta che accodarmi al Maestro Monicelli e dire:

 

POPOLO...VAFFANCULO!!!

mercoledì 2 novembre 2011

LE 10 DOMANDE DI CAMERON...

 

...mi hanno divertita, mi sono detta che il cretinismo patologico al potere non è prerogativa solo Italiana, siamo in buona compagnia.

Poi lo spiritello sarcastico che da un po dorme ha fatto capolino e mi sono chiesta:

“cosa risponderei se quelle 10 domande me le ponesse il capo del governo Italiano”?

...si, quello che chiamo califfo in quanto mi si bloccano le dita sulla tastiera a scriverne il nome e provo conati a scriverne il cognome...poniamo che le domande siano le stesse, ecco cosa risponderei.

1) Sei soddisfatto della tua vita?

Dipende da cosa si intende per “essere soddisfatti”, non ho ancora tirato le somme, non ho ancora deciso di scrivere “le mie memorie”, ho molte cose da fare e tutto sommato, potendole fare...si, sono “sufficientemente soddisfatta”, lo sarei di più se lei si levasse dalle sfere politiche in maniera definitiva e senza possibilità di ricomparire.

 

2) Sei soddisfatto di tua moglie/tuo marito?

 

Scusi...sor premier...e farsi una padellata di cazzi suoi no?...ai miei ci penso da sola, su questi temi lei è l’unico che non può fare domande, ficchi il naso nelle sue lenzuola e se le faccia bastare, mi pare che il ridicolo sul tema non si sia ancora esaurito.

 

3) Che voto dai alla tua salute mentale e fisica?

 

Alla mia salute mentale 10 e lode, essendo una che le ha preso le misure fin dal suo avvento in politica definendolo “il principio della fine della ragione” e avendo fatto centro...mentalmente sono al top, vuole mettere che sono una che non le ha mai dato credito?

...non mi pare poco...

salute fisica...da quando ho spento il televisore per evitare di vedere la sua dentiera...ho smesso di avere fitte al fianco destro, un po sotto le costole... quando lei e la banda che capeggia non ci sarete più...ho una bottiglia da stappare, uno zibibbo invecchiato che la mia terra produce per le grandi occasioni.

 

4) Hai un lavoro?

 

Ne avevo uno, ma avendo vinto la lotteria detta PENSIONE, faccio quello che più mi aggrada e diverte...una cosa che mi diverte...lustrare la sua facciata e quella della sua associazione non umanitaria e nemmeno solidale nel modo dovuto.

 

5) Ti piace il tuo lavoro?

 

Posso parlare al passato, si, mi piaceva e non poco, magari non piaceva ai fornitori di dispositivi antinfortunistici e divise  il mio modo di contrattare le forniture, ma lo stipendio me lo passava la ditta che pagava le loro fatture, magari sarei rimasta ancora, ma il suo “allora ministro del lavoro” partorì lo “scalone” e nel momento che è stato abolito...ho fatto il gesto dell’ombrello alla bollatrice, al suo ministro e mi sono messa al sicuro,  non me ne sono mai pentita.

 

6) Sei soddisfatto del tuo stipendio?

 

Ne parlo ancora al passato, si, la SpA per la quale ho lavorato prima di andare in pensione apprezzava la professionalità,  la premiava con scatti di livello superiore, non pagava mezze calzette come fa lei, peccato che si stia infettando.

 

7) Sei soddisfatto del tuo quartiere?

 

Mnch che domanda...certo che ne sono soddisfatta, ci vivo dal 1971, quando ho comprato casa...ho solo cambiato numero civico, questo quartiere ce lo siamo costruito addosso secondo le necessità della gente che lo viveva e lo vive, una grossa fetta di storia di questo quartiere, relativa all’aggregazione giovanile e non,  l’ho scritta personalmente, le scuole, gli asili, i servizi, ogni cosa destinata alla gente veniva discussa nelle commissioni del consiglio di circoscrizione...tutto il quartiere è casa nostra.

 

8) Temi la criminalità?

 

Si...quella che lei ha portato al governo, per il resto...Torino, tasso di criminalità 2011... -2,2% sul 2010, concentrata nel quartiere che da comunista è diventato leghista, vivo dalla parte opposta.

 

9) Che grado di istruzione hai?

 

Ma...ha deciso di farsi male?

Non sono una che si può equiparare alle sue “assessori o ministre assunte alle cariche per meriti del basso ventre o altri orifizi”

Lasci perdere, se glielo dico le scoppia il mal di testa, si faccia bastare che sono una che ha passato una larghissima fetta del proprio tempo libero a levarsi curiosità conoscitive a 360° e senza usare il Bignami.

 

10) Hai fiducia nei politici e nelle amministrazioni locali?

 

Senta...ma con questa domanda vuole prendere per il culo?

Ma ... lei li considera politici quelli che compra in parlamento alla stregua di quarti di bue appesi nelle macellerie?

Lei ha portato in parlamento la sua filosofia di vita, tutto quello che non puoi avere in maniera normale, prendila con tutti i mezzi che hai a disposizione, poi si fanno un paio di leggi ad personam, ad dittam, a li mortacci sua...prima a farle da sponda c’era Bettino, poi, grazie a quei milioni di coglioni che sta affamando (spero che lei vada fino in fondo si di loro), ha fatto da solo...fiducia nei politici?

Ma lei considera Scilipoti un politico?

Ma lei uno che dichiara «Mo' Berlusconi me sape», (un certo Pisacane)...lo reputa un politico?

Provi a farsi spiegare da qualche testa d’uovo che la circonda e che non è ancora marcita, il concetto della Polis Greca.

Non ho fiducia nei politici, ho un desiderio, che l’Italia possa avere il colpo di culo della Polonia, un aereo cade e 92 politici, capo del governo in testa, vanno a verificare se l’al di la esiste.

L’amministrazione locale...bah...TORINO BENE COMUNE...abbiamo ancora persone per bene come Gianguido Passoni, uno che le potrebbe insegnare cos’è l’onestà nell’amministrazione della Cosa Pubblica...e ha metà della sua età.

 

giovedì 27 ottobre 2011

"HO RIUSCITO A COMPRARE"…

 

TG3 delle 14:20, le immagini dell’ingorgo causato dall’inaugurazione di un megastore di prodotti elettronici a prezzi scontati, mi sono detta che è la solita storia, gli azionisti avranno un dividendo maggiore e i produttori hanno dimezzato lo stock, lo esauriranno con la ricarica, dalle immagini che ho visto, ogni acquirente carico come un albero di natale, deve aver lasciato una media di 400€ a cranio, in contabilità si staranno ancora strofinando gli occhi.

 

Per me sono episodi che si sono ripetuti 30 volte su 37, prima di staccare il biglietto della lotteria che si chiama “pensionamento” ho lavorato nella centrale acquisti di una catena di ipermercati e ogni nuova apertura comportava le offerte speciali su tutti i prodotti immessi sui lineari.

 

Trattandosi di generi alimentari, in qualche modo ho sempre giustificato la calata dei maratoneti con mega carrello da riempire.

 

Forse non tutti sanno che, la prima esposizione di merce, alla catena di vendita non costa niente o costa solo il trasporto, i produttori si accoltellano quasi pur di offrire il materiale dell’inaugurazione, insomma, per il punto vendita, tutto grasso che cola.

 

Oggi però sono rimasta sbigottita, hanno intervistato due giovani acquirenti, un ragazzo e una ragazza, felici di aver messo le mani su non so cosa, ma visti i pacchi sicuramente materiale che passerà di moda nel giro di 3 mesi, al di la di questo, mi si è gelato il sangue nel sentire la stessa espressione:

 

…HO RIUSCITO A COMPRARE…

 

Chiedo conforto all’amico Carlo, la forma dialettale in Romanesco dovrebbe suonare:

 

…SO’ RIUSCITO A COMPRA’.

 

Quel “ho riuscito a comprare” detta da due giovani che non avranno avuto più di 25/30 anni mi ha dato la temperatura del perfetto “schiavo del sistema consumistico gestito dal tubo catodico”.

 

Per carità, di strafalcioni ne confezioniamo tutti…mi ha gelato constatare come la società descritta in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, sia realtà consolidata.

 

Per mitigare l’amaro ho acceso le casse ascoltando questa…e si, comincio a sentirmi come gli Indiani Americani dentro le riserve.

 

 

 

In un mattino tiepido mi siederò in un prato
E tornerò giorno per giorno nel passato
E solcherò le rapide della mia fantasia,
dei giorni di poesia

E sarò consapevole che la mia testa strana
sognava un mondo senza figli di puttana
Un mondo senza deboli con essere pensanti
Padroni della vita, un mondo senza santi

Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà
Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada buia, forse, ma mia
Supino lungo un argine ricorderò gli amici

E quanto fossimo distanti dai nemici
Per poi trovarci fragili ai trucchi dei bugiardi

davanti ai disonesti, ai moralisti, ai ladri. 
Ma poi le cose cambiano e tutto lascia il segno
E impari l'arte del cinismo e del contegno

E credi di essere libero, diverso tra gli eguali
Che il mondo ha un'altra faccia da sotto i tuoi stivali
Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà

Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada  buia, forse, ma mia
Sì, sono stato giovane e privo di esperienza
E ho amato molto la parola intelligenza

Capace di una favola dove una vita vale
In termini di vita e non di capitale
Il tempo non è un giudice, non è nemmeno onesto
È solo un modo per finirla troppo presto

Ognuno vive attimi che cerca di fermare
Con reti di egoismo in un immenso mare
Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà

Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada  buia, forse, ma mia.

L’ha scritta nel 1989, tirate le somme.

 

PS

In questa versione si sente meglio

http://youtu.be/6zyMG49ydDE